Astrologia – affinità dei Pesci con gli altri segni – Pesci

Vuoi piangere con me?

La fantasia creativa di due nati nel segno di Giove e Nettuno è una fonte esplosiva di forti sensazioni e di sapienti carezze. I guai cominciano quando uno dei due entra in crisi esistenziale e pretenderebbe di appoggiarsi per sempre all’amore dell’altro.

Se non ci fosse stata la cacciata dall’Eden, non ci sarebbe amore più sconfinato e perfetto di quello Pesci-Pesci. Ma, purtroppo, questo amore paradisiaco può diventare infernale.

Certo, può sempre trattarsi dell’incontro di due creature tanto superiori da essere capaci di mantenere la rotta a dispetto di tutto. Ma si tratta di casi eccezionali che hanno poco da spartire con i comuni mortali.

Nel caso, appunto, di un normale incontro Pesci-Pesci, succede una cosa piuttosto strana: quando questi due non sono in crisi e sono sorretti da un sano istinto di conservazione, non si fanno neppure sfiorare dall’idea di prendersi in considerazione dal punto di vista sentimentale. I guai invece cominciano se uno è giù di giri. Ancor peggio se lo sono entrambi. In genere le crisi pescine non sono particolarmente allarmanti, a dispetto del corredo di sintomi con cui si presentano: chi a che fare con loro sa fin troppo bene che il Pesci abbacchiato, sia un uomo sia una donna, s’aggira quale inquieto fantasma dal ciglio umido, in preda ad acuta paranoia da autocommiserazione e mania di persecuzione. Ma se non trova nessuno disposto a dargli retta più del necessario, la crisi passa in fretta, grazie agli efficaci rimedi cui è solito ricorrere il nato del dodicesimo segno.

Infatti, se è più sensibile alle istanze gioviane, disperde il dolore nei copiosi rivoli di generose libagioni che irrorano pantagrueliche scorpacciate. E poi, smaltita la sbornia e l’indigestione, ricompare rifiorito e come restituito a nuova vita.

Se invece soggiace soprattutto alle suggestioni nettuniane, preferisce far defluire il suo dolore nelle complici onde della musica o della poesia e, dopo aver raggiunto il fondo di una disperazione dilagante, in men che non si dica riemerge dai sublimi abissi della propria disperazione. Una cosa comunque è certa: le strategie terapeutiche pescine hanno di solito effetti immediati.

A rigor di logica, le risorse del connubio Pesci-Pesci dovrebbero essere addirittura miracolose. Invece no. E la causa originaria dei guai risiede nella dilagante pietà pescina. Infatti, che l’afflitto sia lui, lei o entrambi, scatta fra loro immediatamente il meccanismo di una solidarietà del tutto acritica: ne nasce allora un rapporto simbiotico complicatissimo. Piangono l’una sulla spalla dell’altro, mentre i loro corpi emanano desideri irrefrenabili.

E così, nel momento fatidico, si perdono nell’estasi che nasce quando le sintonie emotive si confondono con un turbinio di carezze perfettamente intonate ai più segreti desideri dell’altro: i primi rapporti intimi della coppia Pesci-Pesci conducono alle soglie della perfezione. Ma, di solito, tutto questo si rivela un’arma a doppio taglio: infatti diventa per loro difficile accettare il fatto che, col passare del tempo, l’intensità delle sensazioni si attenui. Allora cominciano entrambi a tormentarsi nel rimpianto di ciò che è stato. A questo punto, dovrebbero imporsi di scegliere: o arrendersi all’evidenza e limitarsi a sperare che l’incanto si ripresenti spontaneo oppure dirsi un coraggioso addio. Invece di solito si affannano con qualsiasi mezzo a tentare di resuscitare la perfetta voluttà dei primi rapporti. Prima s’aiutano con suggestivi corredi di luci, musica e colori e poi con dosi sempre più generose di champagne e afrodisiaci vari. E s’inoltrano così in un insidioso crescendo di espedienti che possono comprendere di tutto. Anche il tradimento provocatorio è ambiguo. E, deviati da una sensibilità in bilico fra sogno e realtà, rischiano di coinvolgere tutto in una pericolosa spirale distruttiva: di fronte al problema emotivo-sessuale, il resto perde ogni interesse.

Ma questa terribile minaccia incombe soltanto sulle coppie costituite da Pesci-Pesci puri. Che per fortuna, sono rarissime: infatti, nella maggior parte dei casi, i nati nel dodicesimo segno possono contare su risolutrici risorse arietine ed acquariane. Allora i tormentosi languori della sensibilità pescina si riscattano grazie alla capacità di reagire al morso dell’autodistruzione. Oppure per merito di una lucida disposizione razionale capace di mettere ordine in qualunque turbinio emotivo. Così il pericolo del caos irreversibile è scongiurato.

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