Giardinaggio – 1 Composti e terricciati

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Giardinaggio – 1 Composti e terricciati

Una preziosa alternativa ai concimi chimici e un valido integratore o sostituto alla concimazione letamica è il composto. Nel compostaggio è ricalcato artificialmente il processo che avviene naturalmente nei boschi e nei terreni incolti, ovvero si aiutano i diversi residui di natura organica (animale e vegetale) a trasformarsi in humus, elemento fondamentale per garantire al nostro orto la fertilità.

Il composto si ottiene facendo decomporre opportunamente uno svariato numero di sostanze (letame, residui di vario genere, foglie, erba tagliata, gusci d’uova, cenere, spazzature ecc.) assieme ad una certa quantità di terra. Tutte queste sostanze vengono stratificate in un piccolo angolo dell’orto, regolarmente rigirate, annaffiate e ricomposte per favorire il processo fermentativo, fino ad ottenere una massa scura omogenea con caratteristiche simili al letame. Allorché la composta avrà raggiunto il giusto grado di maturazione, il che richiede per solito alcuni mesi, essa viene conservata in un luogo riparato per utilizzarla al momento opportuno come fertilizzante organico del terreno. E’ questo pure un intelligente sistema per riutilizzare sostanze che altrimenti andrebbero disperse inutilmente.

L’epoca più adatta per la preparazione di questi terricciati è l’estate, in quanto il caldo favorisce le fermentazioni e l’amalgama. Si rammenti, però, che per ottenere un buon compostaggio non basta ammassare casualmente il diverso materiale organico a nostra disposizione, ma è necessario disporre in maniera razionale i vari componenti alternandoli tra loro tenendo presente la natura, ma anche la diversa struttura e contenuto di umidità di ciascuno. In tal modo innescheremo e velocizzeremo l’azione umificante dei microrganismi.

Come accennato la composizione dei terricciati, dovendo utilizzare materiali di rifiuto, è alquanto casuale, ma si possono produrre terricciati guidati onde ottenere composti più confacenti alle nostre esigenze. Ecco di seguito due esempi di terricciati particolarmente adatti per la coltura degli ortaggi:

  • 40% di letame maturo, 40% di residui vegetali decomposti (foglie, fusti, erbacce ecc.) 20% di terra sciolta o sabbia;
  • 30% di letame, 30% di residui vegetali decomposti, 30% di terra sciolta, 10% di torba.

Carbonio-azoto: un rapporto fondamentale nel buon compostaggio.

Al fine di ottenere un buon compostaggio sarà opportuno approfondire taluni aspetti fondamentali di questa tecnica. Innanzitutto batteri, attinomiceti e funghi, ossia i principali artefici della trasformazione del composto, per poter svolgere in maniera positiva le loro funzioni, necessitano di determinate sostanze. In particolare abbisogna la presenza di carbonio, azoto, fosforo e potassio e in quantità più ridotte, ma comunque indispensabili, di calcio, manganese, rame, zolfo, boro, ferro, zinco.

Di tuti questi fattori importantissimo risulta il rapporto tra carbonio (C) e azoto (N) il quale, per rendere ottimali le condizioni di vita dei microrganismi, deve essere di 25-30 C/N, ovvero nella composta devono esserci da venticinque a trenta parti di carbonio per una di azoto.

Se teniamo conto che il cumulo è formato da materiali alquanto diversificati, bisogna individuare tra questi quelli che contengono carbonio e quelli che invece contengono azoto, in modo da miscelarli attuando il suddetto rapporto ideale.

Le sostanze ricche di carbonio sono amidi, zuccheri e cellulosa, particolarmente abbondanti nella segatura, nei residui della potatura, nel cartone; al contrario dotate d’azoto sono le proteine, e perciò le deiezioni degli animali, i residui di cucina, le frattaglie.

Nel caso tale rapporto fosse alterato a vantaggio del carbonio, i microrganismi troverebbero un habitat sfavorevole e impiegherebbero maggior tempo a decomporre la sostanza organica per cui il compostaggio risulterebbe più povero di humus. Se, al contrario, aumentasse il fattore azoto si verificherebbero dei processi negativi all’interno della massa che porterebbero alla dispersione dello stesso nell’atmosfera sotto forma di ammoniaca, con conseguente perdita di uno degli elementi più importanti per la vita delle piante.

Altri fattori che favoriscono il buon compostaggio.

Oltre al rapporto carbonio-azoto nelle proporzioni precedentemente illustrate, altri fattori contribuiscono alla formazione di un buon compostaggio. L’aerazione della massa, ad esempio, si rende necessaria in quanto i microrganismi che agiscono al suo interno sono aerobi e quindi per vivere e svolgere la loro attività abbisognano di una certa circolazione d’aria.

Questa si può realizzare sia mescolando con accortezza i diversi materiali, ossia alternando strati grossolani con altri di particelle più minute, sia incorporando al centro della massa dei tubi di drenaggio forati, alla distanza di circa 150cm uno dall’altro o, in mancanza di questi, pali di legno che verranno levati a cumulo ultimato creando così dei canali di aerazione artificiali.

Altro fattore di fondamentale importanza è pure il tenore di umidità della massa che dovrebbe, ottimamente, aggirarsi tra valori compresi dal 40 al 60%. Valori inferiori o superiori risulterebbero dannosi al processo di decomposizione della sostanza organica. Per tale motivo occorre dosare materiali troppo umidi con altri di carattere opposti, oppure si dovrà bagnarli o asciugarli. Si manterrà, comunque, per tutto il periodo del compostaggio un giusto tenore d’acqua nella massa. Un accorgimento di facile attuazione per verificare il giusto grado di umidità, consiste nello stringerne in mano un pugno di materiale: se da questo usciranno solo poche goccioline, esso può essere ammassato, se invece non ci fosse fuoriuscita di liquido, o ce ne fosse troppa, occorrerebbe provvedere alla sua correzione.

Tra i residui che non si devono impiegare nella formazione del composto ci sono i vegetali che hanno subito trattamenti antiparassitari o che sono, comunque, venuti a contatto con sostanze tossiche, mentre andranno usati con cautela eventuali escrementi di cani e gatti e la loro lettiera, in quanto possono contenere parassiti assai pericolosi per i bambini. Con parsimonia e solo in piccola quantità adopereremo cartoni, aghi di conifere, pezzi di legno e altro materiale in quanto il loro processo di degradazione risulterebbe troppo lento.

Tra uno strato e l’altro di materiale ne verrà disposto uno più sottile di terriccio. Questo può essere sostituito anche da litotamnio o polvere di roccia. Fondamentale sarà la presenza di letame per garantire al cumulo una sufficiente carica microbica per iniziare i processi di compostazione. La parte sommitale della massa verrà protetta con paglia o altro materiale poroso e la sua maturazione varierà, a seconda delle tecniche, dai 3 ai 6 mesi circa.

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