ASTROLOGIA

LEGGERE IL DESTINO – 5

La quadratura Saturno-Giove rappresentava per gli antichi il conflitto di due divinità; nel cuore dell’uomo, di un uomo in particolare, rappresenta il vecchio dio Saturno, il padre, il temporeggiatore, il canuto, il debole, che conduceva una guerra contro il potente e giovane dio dell’Olimpo, pieno di forza e di gloria, come, nell’Universo, si erano combattuti nelle epoche mitiche. L’individuo era il teatro della loro lotta e ne soffriva. Era, in tal modo, lacerato, al pari di un reame, teatro di lotte intestine, diviso fra due capi rivali, in lotta per il potere. Infatti, Saturno e Giove non si affrontano per una causa che non sia quella dell’autorità suprema.

Gli dei sono morti. Saturno e Giove sono relegati fra le ombre leggendarie degli Antichi. La quadratura Giove-Saturno diventa un semplice elemento di codice, alla stessa maniera nella quale il segno “+” è un simbolo aritmetico d’addizione. Ogni volta che l’astrologo troverà una quadratura Saturno-Giove in un tema di nascita, annuncerà al Consultante la rovina delle sue speranze, la perdita degli onori o l’impossibilità di arrivarvi, la cattiva sorte.

Si noterà l’aspetto statico di questa tendenza: gli astrologi moderni fanno una predizione, stabiliscono un destino. Gli antichi evocavano le guerre degli dei nell’uomo. Il destino era una costruzione: “Astra cogunt”. Ma la lotta può essere orientata, diretta, sostenuta ed incarnata. Non si sa se Saturno trionferà su Giove o Giove su Saturno: “Astra inclinant, sed non cogunt”. Si vede come finalmente, e molto curiosamente, è il concetto antico che lascia all’uomo la più grande libertà od, almeno, la maggiore speranza.

L’Astrologia moderna ha fissato delle regole rigorose. A misura che si sviluppava, voleva diventare più razionale, più “scientifica”. A dire il vero, questa tendenza aveva preceduto Morin de Villefranché: poco a poco, dalla decomposizione dell’Astrologia religiosa pagana, era derivata questa nuova forma “laica”, in qualche modo, della quale Morin doveva diventare il legislatore. Tutti gli astrologi, oramai, lo vollero  mimitare ed aggiunsero le loro regole a quelle dei loro predecessori. In tal modo si creò l’insieme parecchio maestoso, ma piuttosto confuso, che costituisce l’Astrologia detta “giudiziaria”. Di maestro in discepolo, d’autore ad autore, una tradizione si è trasmessa, il più sovente senza alcun controllo, aggiungendo, senza dubbio, come sempre in casi del genere, il migliore al peggiore. Sono stati i partigiani di questa Astrologia che hanno dovuto e devono ancora subire gli attacchi della critica scientifica o, più esattamente, razionalista.

Dai litigi, dalle discussioni appassionate tra i sostenitori e gli oppositori – non meno che dalla nascita d’una scienza nuova che è anche un arte, la psicoanalisi, e dallo sviluppo attuale della psicologia in generale – doveva nascere la tendenza contemporanea dell’Astrologia. Le teorie di Freud non avevano certamente, all’origine, nulla che potesse sedurre gli occultisti o gli indovini e la psicoanalisi freudiana non risvegliò echi in quest’ambiente.

L’apporto considerevole di Jung alla psicologia del profondo ed alla conoscenza generale delle strutture dello spirito umano, doveva, invece, attirare un gran numero di investigatori del mistero. Ecco infatti uno psichiatra che dava un’interpretazione nuova delle mitologie; ecco che, sconvolgendo le idee tradizionali, fondava una dinamica dell’anima nella quale i miti prendevano un valore fino allora insospettato. Ecco, infine, che proponeva l’ipotesi di un inconscio collettivo, grazie al quale tutte le esperienze anteriori dell’umanità potevano risorgere nell’anima di qualsiasi rappresentante della specie. No, gli dei non erano morti; erano stati dimenticati; ci si era nascosti per non vederli più. Ma non avevano cessato di vivere nel cuore dell’uomo.

Miss Miller, una delle ammalate curate da Jung, viveva le sue metamorfosi ed i suoi conflitti dando ai suoi personaggi interiori, in pieno XX secolo, dei visi analoghi a quelli che loro davano gli Antichi, in Oriente come in Occidente, e dei quali fanno ancora testimonianza i simboli antichi. Una nuova concezione dell’Astrologia, dopo Jung, poteva nascere: noi chiamiamo ancora tendenza contemporanea questo adattamento dell’Astrologia ai dati della psicologia del profondo.

Sotto questa prospettiva, configurazioni planetarie e complessi psicologici si corrispondono. Delle energie interiori – gli dei – si accordano o si combattono, si collegano in situazioni tipiche che tendono a riprodursi indefinitamente e segnano l’esistenza dell’individuo mediante la loro influenza che si rinnova continuamente. La quadratura Saturno-Giove diventa il conflitto interiore fra due principii energetici potenti. La vecchia rivolta di Giove contro Saturno è quella del Figlio contro il Padre, l’attitudine gelosa ed aggressiva del figlio maschio che vuol carpire al padre la tenerezza di sua madre, per possederla esclusivamente. Il conflitto può essere espresso mediante un’ostilità aperta; più spesso, sarà un’attitudine inversa, una imitazione del padre per meglio detronizzarlo, una identificazione. Nella quadratura Saturno-Giove, appare una dissociazione della personalità, una tendenza al caos: il figlio contro il padre nel cuore stesso dell’individuo. Se Saturno vince, sarà l’invecchiamento, la sclerosi dell’anima. Se trionfa Giove, ma con quanta pena!, sarà un balzo in avanti, una liberazione profonda dell’individuo, svincolato da un attitudine stereotipata verso l’autorità e tutti i simboli del padre. Ma se la lotta rimane troppo tempo indecisa, porta all’anarchia interiore, alla disaggregazione della psiche individuale.

In tal modo la tendenza astrologica contemporanea si ricollega sotto molto aspetti alla tradizione antica. E’ troppo presto per predire la probabilità del successo; ma si ha ben la possibilità di ritenere che questa evoluzione avverrà nel senso della psicologia contemporanea, le cui acquisizior sono sempre più numerose e feconde. Così dobbiamo vedere in questa ultima evoluzione delle concezioni della “Scienza degli Astri” il marchio della nostra epoca e l’influenza delle idee nuove che la caratterizzano. Può darsi che le teorie psicologiche di Jung permetteranno di stabilire un riavvicinamento tra la scienza e la tradizione. Non è escluso che la psicologia stessa trovi nell’Astrologia un prezioso ausiliario ed una sorgente di sviluppi ancora insospettati. Se questo avvenisse, un progresso importante sarebbe stato compiuto sulla via di una migliore conoscenza dell’uomo, del suo essere intimo e di quello che si è convenuto chiamare il suo destino.

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