ANIMALI

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IL LINGUAGGIO DEGLI ANIMALI

Anche gli animali comunicano: con segnali luminosi, con suoni, odori, contatti e movimenti del corpo, molti e molti animali, di giorno e di notte, si scambiano notizie; gli animali della stessa specie ricevono l’informazione, capiscono e rispondono a tono.

Di notte, con piccole luci fiammeggianti che tremano nel buio, silenziosamente, le lucciole si chiamano fra loro.

Neri fantasmi, volteggiano nella notte i pipistrelli, ai loro brevi stridii acuti rispondono le femmine con stridii prolungati.

Affida al vento la farfalla notturna il suo profumato messaggio d’amore; con le sue antenne pelose il maschio capta il segnale e, volando controvento, va alla ricerca della femmina.

Quante cose nel linguaggio dei cani può dire la coda!

Nel mondo dei cani esiste uno speciale linguaggio privato, fatto di mimica e di movimenti espressivi, oltre che di odori e di suoni.

Quando un cane minaccia un altro cane, ringhia, corruga la fronte, arriccia il naso. Se poi le orecchie sono ben dritte e gli angoli della bocca protesi, allora non scherza: la sua è una pericolosa minaccia. Occhi spalancati, testa piegata da un lato, coda alta e dritta, sollevata orgogliosamente, sono segni che in linguaggio canino vogliono dire:

“Cane, attento a te! Stai alla larga!”

E se l’altro, povero cane, timidamente abbassa le orecchie e la coda… beh… la risposta è chiara: “Mi arrendo”.

Stavolta è un incontro amichevole tra amici cani. Niente minacce e sottomissioni. Quale miglior modo di scambiarsi un saluto che scodinzolare allegramente? E’ come dire: “Ciao, sono contento di rivederti”.

Così il cane ride con la coda.

Con la danza le api parlano di fiori, di nettare e di sole.

E’ facile vedere a primavera qualche ape solitaria, in aeree scorribande, che si poggia su un fiore. Con la sua proboscide a tubo ne succhia golosamente il nettare zuccherino, riempie di polline i cestini che ha nelle zampe posteriori e se ne va. Poco dopo, alla spicciolata, arrivano centinaia e centinaia di api, in volo diretto verso i fiori. Chi le ha informate? Come l’hanno saputo?

Certo non è stato facile capire come fa l’ape esploratrice, quella che cerca e trova un buon rifornimento di cibo, a chiamare le compagne. Karl von Frisch, celebre zoologo tedesco, per risolvere questo problema fece complicati esperimenti.

Per prima cosa mise un piattino con acqua molto zuccherata a pochi metri da un alveare, aspettando e sperando che qualche ape golosa arrivasse. Come aveva immaginato, infatti, arrivò un’ape, succhiò avidamente quell’acqua e se ne andò. Ed ecco, alla spicciolata, altre centinaia e centinaia di api, in volo diretto verso il dolce piattino.

Allora von Frisch escogitò un ingegnoso sistema: via via che le api arrivavano, le marcava con una vernice colorata, in modo da poterle identificare e seguire fino all’alveare con le pareti di vetro che lui stesso aveva preparato. Vide così che l’ape esploratrice, tornata all’alveare, si esibiva danzando di qua e di là in bei girotondi, ora a destra ora a sinistra. Subito centinaia di compagne partivano, frettolose e sicure, verso il dolce bottino. Al ritorno anche loro danzavano in tondo, ed altre compagne partivano.

Dopo anni e anni di esperimenti, von Frisch ha dimostrato che, con questi bei girotondi, le api chiamano le compagne: “Volate, volate ci sono tanti fiori per noi”.

Se poi i fiori sono lontani, le api informano le compagne della distanza con una danza ondulante, descrivendo un percorso che ha la forma di un otto. Tanto più i fiori sono distanti dall’alveare, tanto più la danza è lenta: “Compagne, buon viaggio! Balliamo piano piano per dirvi che i fiori sono lontani lontani”.

Ma il messaggio non è ancora completo. Le api hanno fatto sapere alle loro compagne che ci sono tanti bei fiori da succhiare, vicini o lontani, con nettare e polline, per profumati banchetti e abbondanti provviste. Ma, come informarle sulla direzione da prendere? Quale è la strada giusta? Ed ecco che le api lanciano un altro segnale: riferendosi alla posizione del sole, inclinano la danza e fanno da “bussola” alle loro compagne.

Così danzando le api disegnano in aria delle mappe aeree che indicano la rotta da seguire per trovare il cibo.

Possiamo dire con von Frisch che la danza è il linguaggio delle api. Continua domani.

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