GIARDINAGGIO

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LA CONCIMAZIONE

Niente non dà niente, quindi se si vogliono ottenere prodotti sani ed abbondanti bisogna concimare la terra in modo che essa possa a sua volta nutrire le piante. Una volta quando non esistevano i concimi chimici, si usavano le deiezioni animali, oggigiorno possiamo disporre di concimi sintetici i quali consentono una concimazione più razionale e completa. Alcuni coltivatori sono contrari ai concimi chimici in quanto, sostengono, disabituano il terreno a ricostruire la sua naturale fertilità e propongono particolari tecniche di lavorazione e concimazioni organiche per dimostrare le loro tesi. Altri, assertori convinti del modernismo, coprono l’orto con gli ultimi prodotti pubblicizzati, dimenticando che la sostanza organica resta la base della fertilità del terreno. A chi la ragione? La verità sta nel mezzo: il letame rimane il re dei concimi, indispensabile per l’apporto di sostanza organica, mentre i concimi chimici vanno impiegati come integratori nei casi di necessità.

Macroelementi e microelementi.

Per svilupparsi e riprodursi le piante hanno bisogno di determinati elementi. Alcuni, come il carbonio, l’idrogeno, l’ossigeno, vengono assorbiti dall’aria e dall’acqua, gli altri dal terreno. Mentre alcuni di questi elementi vengono consumati dalla pianta in grande quantità, altri sono sufficienti in quantità minime. Tutti però, sono indispensabili. I primi si dicono macroelementi e sono l’azoto, il fosforo, il potassio, lo zolfo, il calcio, il magnesio. I secondi si dicono microelementi e sono il ferro, il manganese, lo zinco, il rame ed il boro.

Di tutti questi, quelli che di solito vengono a deficitare sono l’azoto, il fosforo ed il potassio, ma sarebbe inutile distribuire, ad esempio, decine di chilogrammi di concimi azotati se il nostro terreno mancasse di pochi grammi di boro.

Azoto, fosforo, potassio.

L’azoto entra come costituente di tutte le sostanze organiche azotate (proteine, clorofilla, alcaloidi). L’azoto è uno degli elementi che stimolano massimamente la produzione. La sua deficienza si nota sulle foglie che diventano di un verde molto pallido, le piante restano piccole, poco sviluppate, danno poca fioritura e quindi pochi frutti. L’azoto è assorbito dai vegetali sotto forma inorganica nitrica o ammoniacale dal terreno. Se per caso l’azoto fosse presente nel nostro orto in forma eccessiva osserveremo piante molto verdi e sviluppate, ma incapaci di sostenersi per mancanza di robustezza.

Il fosforo ha funzione plastica in quanto entra nella costituzione di numerose proteine, di enzimi, di composti di riserva. Si trova localizzato soprattutto nei tessuti vitali e negli organi di riserva del vegetale. Attiva il metabolismo, favorisce la fioritura, la fruttificazione, la lignificazione dei tessuti. La sua deficienza nel terreno non causa inizialmente scompensi appariscenti, ma verso la fine del ciclo vegetativo si nota un ritardo di maturazione, e se la deficienza fosse eccessiva si manifestano nella pianta fenomeni di nanismo.

Il potassio favorisce la formazione dei protidi, l’ispessimento delle pareti cellulari, il colore dei frutti e dei fiori. La sua mancanza arresta l’accrescimento dei germogli e lo sviluppo degli stami nella fioritura. Il letame contiene in varie proporzioni tutti e tre questi elementi fondamentali.

Come si legge un concime chimico.

Ora se il nostro orto viene trattato con concimi organici letame, escrementi di pollo, composta di vegetali decomposti ecc.) noi dovremo ricorrere raramente alla concimazione chimica. Può comunque accadere che per deficienze costituzionali del nostro terreno si debba straordinariamente far ricorso ai concimi chimici. Sui sacchi che noi acquistiamo troveremo dei numeri che bisogna saper correttamente interpretare per saper ciò che si acquista e che viene somministrato al nostro orto. Se il concime è semplice, ossia contiene un solo elemento fertilizzante, allora non c’è problema in quanto il numero riferendosi ad un solo elemento non presenta difficoltà di interpretazione. Così se avremo urea 46% (l’urea è un concime azotato), significherà che su cento parti di concime 46 sono di azoto.

Se il concime è complesso, ossia contiene più elementi fertilizzanti, sulla confezione verranno stampati tre numeri. Il primo di essi si riferisce sempre alla percentuale di azoto, il secondo alla percentuale di fosforo espresso in anidride fosforica, il terzo alla percentuale di ossido di potassio. Quindi il 10-10-10 conterrà su cento parti di concime 10 parti di azoto, 10 di anidride fosforica e 10 di ossido di potassio. E le altre 70 parti? Non sono unità fertilizzanti, ma fanno parte della costituzione chimica del concime.

Il letame re dei concimi.

Come abbiamo già detto noi useremo i concimi chimici solo in casi eccezionali. Infatti se al nostro orto non faremo mancare il letame, noi non avremo mai necessità di ricorrere a questi palliativi. Di letame ne esistono vari tipi, il migliore è indubbiamente quello di cavallo, purtroppo costoso e difficile da rinvenire, comunque anche il tradizionale letame bovino presenta qualità sufficienti a garantirci produzioni abbondanti. Se, disponendo di una piccola concimaia o di uno spiazzo, intendessimo preparare noi stessi il letame, avremo cura di tenerlo riparato dal sole e dal vento, lontano dalle abitazioni per evitarne gli sgradevoli odori e lo distribuiremo sul nostro orto quando esso risulterà sufficientemente maturo ossia non prima di tre mesi di invecchiamento. La buona maturazione del letame si denota dal colore scuro e dall’omogeneità della massa, la quale non deve far distinguere le paglie della lettiera, ma deve, al contrario presentarsi uniforme ed untuosa al tatto.

Per concludere si rammenti sempre che la base della concimazione è il letame in quanto produce humus, ossia la sostanza organica necessaria alla vita del nostro orto. Chi letama ad ogni inizio di coltura può senz’altro fare a meno dei concimi chimici ed otterrà prodotti saporiti. Nel caso intendessimo ricorrere alla chimica, rispetteremo rigorosamente le dosi prescritte. Distribuire fertilizzanti in eccesso oltre che uno spreco può rivelarsi un danno per le colture stesse.

I terricciati.

Una valida alternativa ai concimi chimici sono i terricciati. Essi si ottengono dalla decomposizione di letame, foglie, spazzature, residui animali ecc., con una certa quantità di terra. La composta ottenuta viene lavorata in diverse maniere, finché assumerà un aspetto scuro uniforme. I terricciati sono ricchi di elementi fertilizzanti che variano percentualmente a seconda dei materiali impiegati per ottenerli. Ecco due esempi di terricciati ideali per le colture orticole:

  1. 40% di letame maturo, 40% di residui vegetali decomposti (foglie, fusti, ecc.), 20% di terra sciolta o sabbia;
  2. 30% di letame, 30% di residui vegetali decomposti, 30% di terra sciolta, 10% di torba.

L’epoca più adatta per la preparazione dei terricciati è l’estate, in quanto il caldo favorisce le fermentazioni e l’amalgama. Una volta preparati essi vanno conservati in luoghi riparati appositamente predisposti.

Una strana famiglia.

Nei vegetali le piante che hanno caratteri simili vengono raggruppate in famiglie. Ora la famiglia delle leguminose vanta una singolare proprietà: nelle radici di queste piante vivono in simbiosi dei batteri che hanno la proprietà di fissare e trattenere l’azoto presente nell’aria. Questi microrganismi, infinitamente piccoli sono presenti a miliardi e quando muoiono lasciano nel terreno l’azoto che potrà essere utilizzato dalla coltura successiva. Molti ortaggi appartengono a questa singolare famiglia, pisello, lenticchia, fava, lupino, cece, fagiolo: essi saranno una miniera di azoto per il vostro orto.

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