La Favola del Giorno

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La Favola del Giorno

Teig O’Kane (Tadhg o Càthàn) e il cadavere

Mi è stato difficile collocare questa bellissima storia di Douglas Hyde. Fra gli spettri o fra i folletti? Si trova fra i folletti in base alla considerazione che tutti questi spettri e corpi non sono affatto spettri e corpi, ma pishogues – incantesimi dei folletti. Si sente spesso di simili visioni in Irlanda. Ho incontrato un uomo che aveva condotto una vita sregolata come il protagonista della storia, sino a quando – una notte scura – non ebbe, nella contea di …, una visione non certo terribile quanto quella qui riportata, ma sufficiente a fargli cambiare idea completamente carattere: non vuole più uscire di notte; se gli si parla all’improvviso trema. E’ diventato timoroso e strano. E’ andato dal vescovo a farsi benedire con l’acqua santa. “Può essere stato un avvertimento, – ha commentato il vescovo; – tuttavia i grandi teologi sono dell’opinione che nessun uomo abbia mai assistito ad una apparizione, perché nessuno vi sopravviverebbe”.

C’era una volta, nella contea di Leitrim, un giovanotto forte e allegro, figlio di un ricco fattore. Suo padre aveva molto denaro e non ne faceva certo mancare al figlio. Una volta cresciuto, il ragazzo si era perciò abituato a preferire il divertimento al lavoro e il padre, che non aveva altri figlioli, gli era talmente affezionato che gli permetteva di fare sempre il comodo suo. Il giovane non badava affatto al denaro, e spendeva e spandeva le monete d’oro come un altro avrebbe fatto con quelle di metallo. In casa lo si trovava raramente, ma se nell’arco di dieci miglia c’era un mercato, o una gara, o un raduno, potevate star certi che lui era là. Del resto era anche difficile passasse una notte in casa del padre; se ne stava sempre fuori a vagabondare e, come per shawn bwee molto tempo fa, c’era “l’amore di ogni ragazza nella sua camicia”.

Tanti sono i baci che diede e ricevette, perché era molto bello e non c’era ragazza in tutto il paese che non se ne sarebbe innamorata se solo avesse fissato su di lei il suo sguardo, ed è per ciò che qualcuno compose per lui questi versi:

Guarda lì quel briccone, è per baci che va scorrazzando,

Non fa gran meraviglia, tanto è fatto così;

Come un riccio di siepe, di notte andrà in giro arraffando

Va da un luogo ad un altro, ma poi dorme nel dì.

Giunse infine a condurre una vita del tutto sregolata e senza freni. In casa del padre non lo si vedeva mai, né di giorno, né di notte; era sempre a zonzo o se ne andava per i suoi giri notturni di luogo in luogo e di casa in casa, tanto che i vecchi scuotevano il capo e dicevano fra loro: – Non ci vuol molto a indovinare che ne sarà della terra una volta morto il vecchio; suo figlio la farà fuori in un anno; sarà anzi la terra a non reggerlo tanto a lungo.

Era sempre a giocare d’azzardo o a carte e a bere, ma il padre non faceva mai caso alle sue brutte abitudini e non lo puniva mai. Un giorno però il vecchio venne a sapere che il figlio aveva rovinato la reputazione di una ragazza dei dintorni. Si arrabbiò molto, chiamò a sé il figlio e gli disse con tono calmo e ragionevole: – Figlio mio, – dice, – tu sai che fino ad ora ti ho voluto molto bene, e che non ti ho mai impedito di fare di testa tua, di qualunque cosa si trattasse. Ti ho dato denaro in abbondanza e ho sempre sperato di poter lasciare a te la casa e la terra e tutto quello che mi appartiene, dopo che me ne sarò andato; ma oggi ho sentito sul tuo conto una storia che mi ha fatto indignare. Non immagini neppure che dolore ho provato nel venire a sapere di te una cosa simile, e ora ti dico chiaro e tondo che se non sposi quella ragazza lascerò la casa, la terra e ogni altro avere al figlio di mio fratello. Non potrei mai lasciarli a uno che ne facesse un uso cattivo come ne fai tu, che inganni le donne e insidi le ragazze. Decidi dunque se vuoi sposare la ragazza e avere insieme a lei la mia terra in eredità, o se preferisci rifiutarti di sposarla e rinunciare a tutto quello che ti era destinato; e fammi sapere domani mattina quale delle due soluzioni hai scelto.

  • Ach! Dannazione! Padre, non puoi dirmi una cosa del genere! A me che sono un così buon figliolo. Chi ti ha raccontato che non voglio sposare la ragazza? – fa lui.

Ma il padre se ne era già andato e il giovanotto sapeva fin troppo bene che avrebbe mantenuto la parola; era, in cuor suo, molto preoccupato perché, per quanto suo padre fosse una persona tranquilla e gentile, non si era mai rimangiato la parola una volta data, e non c’era uomo in tutto il paese che fosse più duro di lui da piegare.

Il ragazzo non sapeva che decisione prendere. Era sinceramente innamorato della ragazza e desiderava sposarla, prima o poi, ma avrebbe preferito rimanere così ancora per un po’, e continuare con le sue vecchie abitudini – a bere, a spassarsela e a giocare a carte; inoltre era seccato che suo padre gli avesse ordinato di sposarsi e che l’avesse minacciato nel caso non lo avesse fatto.

“Non è uno stupido, mio padre? – diceva fra sé, – io ero ben disposto a sposare Mary, anzi, ero fin troppo impaziente; e adesso che mi minaccia, accidenti, ho una gran voglia di lasciar perdere ancora per un po’”.

La sua mente era in un tale tumulto che non sapeva decidersi su cosa gli convenisse fare. Alla fine uscì nella notte per calmare il sangue che gli ribolliva e andò fino alla strada. Si accese la pipa e siccome la notte era bella, continuò a camminare finché l’andatura veloce non cominciò a fargli dimenticare il suo cruccio. La notte era luminosa e si era al primo quarto di luna. Non tirava un alito di vento e l’aria era calma e mite. Andò avanti per quasi tre ore, quando improvvisamente, s’accorse che era notte tarda e doveva rincasare. – Accidenti! Devo aver perso la nozione del tempo, – dice; sarà già quasi mezzanotte. Continua domani.

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