La Favola del Giorno

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La Favola del Giorno

Teig O’Kane (Tadhg o Càthàn) e il cadavere – 2

Aveva appena pronunciate queste parole, quando udì il parlottare di molte voci, e un calpestio di piedi sulla strada davanti a sé. “Chi mai può andare in giro a quest’ora di notte e per una strada così solitaria!” disse fra sé.

Si fermò in ascolto e sentì le voci di molte persone che parlavano fra loro, ma non riuscì a capire cosa stessero dicendo.

  • Oh, Beata Vergine! – dice. – Chi sarà? Non parlano né irlandese, né inglese; che siano Francesi! – Avanzò per un paio di iarde e vide chiaramente alla luce della luna della gente piccola piccola che in gruppo di dirigeva verso di lui portando qualcosa di grosso e pesante. “Oh, accidenti! – dice fra sé, – non saranno mica i folletti, quelli lì!” Gli si rizzarono fin le radici dei capelli e un brivido gli passò per le ossa vedendo che stavano dirigendosi verso di lui a passo svelto.

Guardò di nuovo, e si accorse che il gruppo era formato da una ventina di ometti: non ce n’era neanche uno che fosse più alto di tre piedi, tre piedi e mezzo, ed alcuni avevano i capelli grigi e sembravano assai vecchi. Guardò ancora, ma non riuscì a scoprire che fosse quella cosa pesante che portavano, finché non giunsero vicino a lui e gli si misero tutti intorno. Gettarono il pesante fardello sulla strada e immediatamente egli vide che si trattava di un corpo senza vita.

Diventò freddo come la Morte, e non un filo di sangue gli scorreva più nelle vene quando un piccolo ometto, vecchio e grigio, si avvicinò a lui e: – Non è una fortuna, – gli disse, – che ti abbiamo incontrato, Teig O’ Kane?

Il povero Teig non riusciva a spiccicare una sola parola né a muovere le labbra, se pure avesse trovato qualcosa da dire, e così non rispose.

  • Teig O’Kane, – ripeté l’ometto grigio, – non ti abbiamo trovato al momento giusto?

Teig non fu in grado di rispondergli.

  • Teig O’Kane, – fa ancora quello, – per la terza volta, non è una fortuna che ti abbiamo trovato al momento giusto?

Ma Teig rimaneva in silenzio, perché aveva paura a rispondere ed era come se la lingua gli si fosse attaccata al palato.

L’ometto grigio si volse ai compagni e i suoi occhietti brillanti sprizzavano gioia. – E, – dice, – ora che Teig O’Kane è senza parole, possiamo fare di lui quel che vogliamo. Teig, Teig, tu conduci una brutta vita, e noi possiamo farti schiavo. Non puoi resisterci, è inutile cercare di contendere con noi. Solleva quel cadavere.

Teig era così spaventato che riuscì soltanto a balbettare le due parole: – Non voglio; – per quanto spaventato, era infatti ostinato e caparbio come al solito.

  • Teig O’Kane non vuole sollevare il cadavere, – disse il piccolo ometto con un risolino maligno, in tutto e per tutto simile allo spezzarsi di una fascina o di ramoscelli secchi, e con una vocina aspra come il tocco di una campana fessa. – Teig O’Kane non vuole sollevare il cadavere – fateglielo sollevare; – e prima che l’ordine gli uscisse di bocca si erano tutti radunati attorno al povero Teig, chiacchierando e ridendo fra loro.

Teig cercò di scappare, ma lo seguirono e, mentre correva, un omino gli fece lo sgambetto, cosicché Teig cadde come un sacco sulla strada. Poi, prima che potesse alzarsi, i folletti lo afferrarono, chi per le mani, chi per i piedi, e lo tennero stretto, con la faccia rivolto a terra, così da impedirgli di muoversi. In sei o sette quindi alzarono il corpo inanimato, glielo tirarono sopra, e glielo sistemarono sulla schiena. Il petto del cadavere fu premuto contro la schiena e le spalle di Teig, e le braccia del morto gli vennero gettate attorno al collo. Poi gli ometti si allontanarono da lui un paio di iarde, e gli permisero di alzarsi. Teig si tirò su imprecando e con la schiuma alla bocca e si scosse con l’intenzione di scrollarsi il cadavere dalla schiena. Ma quali non furono in lui la paura e lo stupore quando s’accorse che le due braccia mantenevano stretta la presa attorno al collo e le gambe rimanevano avvinghiate saldamente ai suoi fianchi e che, per quanta forza ci mettesse, non riusciva a liberarsene più di quanto un cavallo non possa sbarazzarsi della sella. Allora una paura terribile lo colse e credette d’essere perduto. “Accidenti, è finita! – si disse. E’ stata la vita sregolata che faccio a dare al “buon popolo” questo potere su di me. Prometto a Dio e Maria, Pietro e Paolo, Patrick e Bridget che se uscirò sano e salvo da questa brutta avventura mi comporterò bene per il resto dei miei giorni, e sposerò la ragazza”.

L’ometto grigio gli si avvicinò di nuovo e gli disse: – Ora, piccolo Teig, – gli dice, – non hai sollevato il cadavere quando ti ho detto di sollevarlo, e vedi bene che ci sei stato costretto; forse anche quando ti dirò di seppellirlo non lo farai finché non ti avremo costretto!

  • Qualsiasi cosa posso fare per vostra signoria, – disse Teig, – la farò, – poiché stava diventando ragionevole, ma se non fosse stato per la gran paura che aveva non si sarebbe mai lasciato sfuggire di bocca quelle parole gentili.

Di nuovo l’ometto fece udire quella specie di risolino. – Ti stai calmando ora, Teig, – gli dice. – E scommetto che prima che abbia chiuso con te ti sarai calmato ben bene. Ascoltami adesso, Teig O’Kane, e se non mi obbedirai in tutto quello che ti dirò, te ne pentirai. Devi trasportare il cadavere che hai sulle spalle fino a Teampoll-Démus, fin dentro la chiesa. Devi alzare le lastre di pietra e rimetterle a posto nella stessa identica maniera, e poi portare la terra fuori dalla chiesa e lasciare il posto com’era quando sei arrivato, di modo che nessuno possa accorgersi che c’è stato qualche cambiamento. Ma non è tutto. Può darsi che il cadavere non possa venir sepolto nella chiesa; forse vi riposa qualcun altro e, se così è, è probabile che non sia disposto a dividere il suo letto con un estraneo. Se non ti sarà consentito seppellirlo a Teampoll-Démus, devi portarlo a Carrick-fhad-vic-Orus, e seppellirlo là, nel cimitero; e se non riesci a sistemarlo in quel posto, portalo con te a Teampoll-Ronan; e se quel cimitero ti è precluso, portalo a Imlogue-Fada; e se non puoi seppellirlo lì, non ti rimane altro da fare che portarlo a Kill-Breedya, e là lo potrai seppellire senza alcun ostacolo. Non so dirti in quale di queste chiese ti verrà concesso di mettere sotto terra il cadavere, ma so che in una o nell’altra ti sarà permesso di farlo. Se eseguirai bene questo lavoro te ne saremo riconoscenti e non avrai motivo di lamentarti; ma se ti mostrerai lento o svogliato, sta’ certo che otterremo soddisfazione. Continua domani.

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