La Favola del Giorno

Mignolina – 2

  • Che bella sposina sarebbe per mio figlio! – esclamò la rospa, e, afferrato il gusto di noce dove dormiva Mignolina, saltò di nuovo giù nel giardino attraverso il vetro rotto.

Lì scorreva un fiume, che però vicino alla riva era stagnante e fangoso, e la rospa ci abitava insieme al suo figliuolo. Quanto era brutto e ripugnante! Era proprio il ritratto di sua madre: – Coax, coax, brechechechs! – Ecco tutto quel che seppe dire quando vide la graziosa fanciulletta dentro il guscio di noce.

  • Non gridare tanto forte, altrimenti si sveglia, – ammonì la vecchia rospa. – Ci potrebbe ancora sfuggire di mano, è leggera come una piuma di cigno. La metteremo in mezzo al fiume, su una delle grandi foglie di ninfea; piccola com’è, sarà come se fosse su un’isola, e così non potrà scappar via mentre noi prepareremo il salane giù sotto il fango, dove voi due dovrete metter su casa.

Nel fiume c’erano tante ninfee, con larghe foglie verdi, che sembravano galleggiare sull’acqua; la foglia più lontana di tutte era anche la più grande, e la vecchia rospa nuotò sin lì e vi posò sopra il guscio di noce con dentro Mignolina.

Il mattino dopo la povera piccola si svegliò molto presto, e vedendo dove si trovava cominciò a piangere amaramente, perché da ogni lato della grande foglia verde non c’era che acqua, e così era impossibile tornare a terra.

La vecchia rospa, accovacciata giù nel fango, addobbò il salone con giunchi e boccioli gialli di ninfea: tutto doveva essere ben in ordine per ricevere la giovane nuora; raggiunse poi a nuoto insieme al suo brutto figliolo la foglia dove era Mignolina, per prendere il suo bel lettino e metterlo nella camera nuziale prima che arrivasse lei. La vecchia rospa fece nell’acqua un profondo inchino dicendole: – Eccoti mio figlio: sarà il tuo sposo, e vivrete da signori laggiù nel fango!

  • Coax, coax, brechechechs, – fu tutto quel che il figliuolo seppe dire. Presero poi l’elegante lettino e lo trasportarono via a nuoto, mentre Mignolina, seduta sola sola sulla foglia verde, piangeva, perché non voleva andare ad abitare con quell’orribile rospa e sposare il suo brutto figliuolo. I pesciolini che nuotavano giù nell’acqua avevano ben visto la rospa e sentito quello che aveva detto, e perciò tirarono su le testoline; anche loro volevano vedere la fanciulla.

Appena la scorsero, trovarono che era molto graziosa e furono molto spiacenti che dovesse andare a stare con quel brutto rospo. – No, questo mai! – esclamarono subito, e si raggrupparono giù nell’acqua intorno al gambo verde che teneva ferma la foglia, e lo segarono con i loro dentini così che la foglia scivolò via sull’acqua, con sopra Mignolina, lontano lontano, dove la rospa non avrebbe potuto raggiungerla.

La piccola passò così navigando davanti a molti luoghi, e gli uccellini che erano nei cespugli, vedendola, si misero a cinguettare: – Che graziosa fanciulla!! – La foglia sulla quale si trovava fu trasportata sempre più avanti dalla corrente, e così Mignolina se ne andò oltre frontiera.

Una graziosa farfalletta bianca continuò per un pezzo a volarle attorno, e infine si posò sulla foglia, perché Mignolina le piaceva tanto. La piccola, ormai, era felice, dato che la rospa non poteva più raggiungerla, e tutto era così bello intorno a lei; il sole brillava sull’acqua, e questa pareva d’oro. Si tolse allora la cintura, ne legò un capo alla farfalla e fissò l’altro capo alla foglia, che così avanzò molto più velocemente; e lei pure, dato che ci si trovava sopra.

Ma in quel momento passò ronzando, un grosso maggiolino; la vide e subito le circondò con una zampa la vita sottile, e tenendola stretta stretta volò su un albero; la foglia verde continuò intanto a galleggiare portata dalla corrente, e la farfalla seguì la stessa via, perché era legata alla foglia e non poteva liberarsi. Continua.

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