Astrologia

Affinità di coppia del segno del Capricorno con gli altri segni.

Capricorno-Capricorno

Rischiano di dividersi per orgoglio.

Se si piacciono e si sposano, i due rigorosi figli di Saturno si dedicano anima e corpo lei ai figli, lui alla carriera. Con il risultato di trascurarsi a vicenda. Possono ritrovarsi se superano il sospetto di essere stati sottovalutati.

Il Capricorno, segno cardinale di Terra governato da Saturno, inizia col solstizio d’inverno. Quando i rigori del gelo, le notti più lunghe dell’anno e le scarne apparenze del paesaggio naturale inducono l’uomo a silenziosi raccoglimenti. Ma spesso insinuano nell’anima anche struggenti nostalgie d’estate e risvegliano acuti desideri d’abbandoni spensierati.

Proprio quello che di solito succede anche ai nati nel Capricorno, sempre tormentati dall’intimo dissidio provocato dall’inflessibile senso del dovere che finisce col precludere o, quanto meno, con l’amareggiare ogni concessione alla leggerezza. A questo dissidio, però, il nativo e la nativa del Capricorno reagiscono di solito in modo piuttosto diverso.

Lei, fin da piccola, tende a fuggire da ogni frivolezza, a essere la classica bambina-saggia-che-sembra-una-donnina: mai che capiti di sorprenderla a organizzare baldorie, burle o marachelle: tutti la citano come esempio è la “condannano” a imporsi rinunce sempre più severe e frequenti per mantenersi all’altezza dell’immagine di perfezione che gli altri le attribuiscono.

E sogna perciò di trovare un uomo capace di amarla in un modo tutto speciale: senza chiederle né rinunce né sacrifici e somministrandole dosi intensive di gioia e calore. Cioè le uniche cose che possono regalarle qualche sprazzo di spensieratezza.

Il lui Capricorno è invece un personaggio alquanto diverso. Dotato del talento naturale del leader, appena si ritrova in gruppo avverte immediato il bisogno di conquistare il primato. Si tratti di studio, di sport o dei primi successi amorosi, impara presto che, quanto meno si tradiscono le emozioni, tanto più è facile ottenere ciò che si vuole. Insomma, impara a conquistare il potere cui sacrifica sempre di più la propria spontaneità. Anche in campo sentimentale. Perché, autentico tombeur des femmes, finisce spesso col disprezzare la disponibilità incondizionata delle donne che cadono ai suoi piedi. A poco a poco, diventa misogino e si propone con saturnina fermezza d’impalmare solo la donna che, dopo lungo e minuzioso vaglio, egli considererà degna di diventare l’irreprensibile madre dei suoi figli.

Ma, allora, cosa accade quando un lui e una lei Capicorno s’incontrano? Se sono fortunati, s’ignorano. Ma può anche succedere che, per strane ragioni (connesse soprattutto a particolari aspetti lunari, venusiano e marziani), scatti fra loro la scintilla del reciproco interesse. Allora cominciano a studiarsi con attenzione e a riconoscersi l’un l’altro validissimi pregi: lei individua in lui la pregiata stoffa dell’uomo di successo, mentre lui distingue in lei le stimmate di una virtù muliebre degna della massima fiducia. Così, visto che non sono certo tipi da fare le cose per gioco, decidono di sposarsi e mettere su famiglia. Ma il guaio è che, mentre lei è intenta ad allevare con dedizione e rigore i figli, lui è assorto a condurre la sua vittoriosa ma logorante battaglia per il successo.

Compiti sacrosanti entrambi, ma tanto coinvolgenti per loro da far trascurare tutto il resto. Anche il dialogo reciproco.

Così può succedere che, cresciuti i figli e conquistato il successo, i due Capricorno scoprono di aver percorso un cammino che li ha portati piuttosto lontani l’uno dall’altra. E, pessimisti come sono, si chiudano in un pesante silenzio invece d’andarsi reciprocamente incontro. In un certo senso, non hanno niente di concreto da rimproverarsi: infatti nessuno dei due è venuto meno ai suoi impegni. Ma il nocciolo della questione è un altro: l’orgoglio di entrambi brucia maledettamente al sospetto che la propria fatica e i propri meriti non siano stati abbastanza apprezzati. Quindi rischiano di rimanere invischiati in una ragnatela d’insicurezza e insoddisfazione. Potrebbero liberarsene se solo facessero uno sforzo di rompere la lente deformante del perfezionismo saturnino che, nelle operazioni di bilancio, li porta a sopravvalutare il peso delle voci passive e a sottovalutare invece quello delle voci attive.

Se s’impegnassero in quest’ultimo sforzo potrebbero allora arrivare a capire che, assolti i doveri, è arrivato finalmente il momento di godersi la vita.

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