Animali da compagnia

Il Furetto – 4

Il furetto è un animale domestico come lo sono il cane e il gatto. E’ un animale perfettamente adatto alla vita in appartamento, è silenzioso, facile da allevare, intelligente, affettuoso e molto vivace. Non deve essere portato fuori tutti i giorni per la passeggiata come richiederebbe un cane, anche se non sempre è preciso nell’uso della cassettina come invece lo sono i gatti.

Ciò che colpisce veramente in un furetto è la sua incredibile vivacità, il modo buffo di muoversi, l’aspetto simpatico. E’ un animale che sa veramente intrattenere e che si può stare a guardare per ore senza annoiarsi, specialmente se ha la possibilità di giocare e interagire con un altro furetto.

E’ vero che non lo si può considerare un animale molto adatto per bambini piccoli ma questa considerazione dovrebbe valere per quasi tutti gli animali.

Il furetto (Mustela putorius furo), forma domestica selezionata dalla puzzola (Mustela putorius) con la quale è interfecondo, non può essere considerato specie selvatica autoctona e non presenta popolazioni selvatiche naturalizzate nel territorio nazionale.

Tale entità faunistica non rientra pertanto tra le specie oggetto di tutela della Legge 11 febbraio 1992, n. 157.

In relazione al recente notevole aumento di furetti tenuti in abitazioni private quali animali d’affezione, si sottolinea l’importanza che essi siano detenuti in idonee strutture di captivazione per evitare il rischio di fughe accidentali che potenzialmente comportano rischi biologici per la puzzola, specie considerata vulnerabile per l’Italia. Il furetto può infatti insediarsi in natura dando luogo a popolazioni vitali; la naturalizzazione del furetto è stata per esempio registrata in Gran Bretagna e in Nuova Zelanda.

Dal punto di vista legale in Italia il furetto è considerato a tutti gli effetti un animale domestico, per il cui acquisto o detenzione non sono necessari documenti o permessi particolari.

A tale proposito ha valore legale questa dichiarazione dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), in cui si parla del furetto come di un animale d’affezione.

In seguito a secoli di selezione operata dall’uomo il furetto è diventato un animale completamente domestico e docile. Sebbene in alcune zone sia riuscito a costituire delle popolazioni allo stato selvatico, nella maggior parte dei casi è improbabile che un furetto scappato o abbandonato riesca a sopravvivere per più di pochi giorni, essendo ormai totalmente dipendente dall’uomo per le sue necessità. Basti pensare che negli Stati Uniti, dove i furetti domestici sono milioni, non esistono popolazioni inselvatichite.

Il furetto possiede un corpo allungato e arti tozzi. La colonna vertebrale è particolarmente flessibile, tanto che può girarsi all’indietro in uno spazio molto ristretto. Questa struttura gli permette di entrare agevolmente nelle tane sotterranee degli animali da cacciare, ma anche di infilarsi in spazi molto piccoli della casa, e sfuggire o mettersi facilmente nei guai.

La testa è triangolare, più larga nei maschi e più appuntita nelle femmine, con occhi piccoli e rotondi di colore variabile, dal nero al marrone al rosso (nei soggetti albini). Le orecchie sono piccole e presentano spesso del cerume brunastro, che va differenziato da una infestazione da acari parassiti. Il tartufo (la punta del naso) ha un colore che può andare dal rosa al nero; ai lati del naso sono presenti dei lunghi baffi. Il collo è lungo e ha quasi lo stesso diametro della testa, per cui se si vuole portare il furetto al guinzaglio si devono usare i collari a pettorina, in modo che non si sfilino dal collo.

Sia le zampe anteriori che quelle posteriori terminano con cinque dita munite di unghie non retrattili (al contrario dei gatti), che sono a crescita continua e hanno bisogno di essere accorciate regolarmente, dal momento che la vita da appartamento non consente un sufficiente consumo naturale. Sotto alla zampe si trovano dei cuscinetti privi di pelo, sui quali il furetto poggia il corpo.

La coda è piuttosto lunga: quando il furetto è in un ambiente nuovo, o vede qualcosa di insolito, rizza i peli della coda. Quando il furetto si rilassa, la coda torna ad assumere il suo aspetto normale.

La vista è poco sviluppata e per la caccia il furetto si basa soprattutto sull’olfatto. I 30 denti da latte iniziano a erompere a 20-28 giorni di vita, e quelli permanenti, 34 a 50-74 giorni. I furetti sono predatori e la loro dentatura adulta è quella tipica dei carnivori: hanno 12 piccoli incisivi, 4 canini ben sviluppati, 12 premolari e 6 molari.

Il mantello del furetto è composto da due tipi di pelo. Uno, principale, più lungo e rigido, è di colore solitamente più scuro. L’altro, il sottopelo, è più sottile, morbido e corto. Sulla testa, la coda e le estremità delle zampe manca il sottopelo e il pelo principale è più corto che sul resto del corpo.

La puzzola europea, da cui discende il furetto, ha il pelo principale nero e il sottopelo di colore crema, piedi e coda neri, la faccia e le orecchie di colore chiaro e una mascherina nera intorno agli occhi. Questo tipo di colorazione corrisponde nel furetto al mantello zibellino, che è la colorazione “selvatica”. Esistono solo altri due tipi di mantelli “naturali”. Uno è quello albino, in cui manca completamente la pigmentazione di pelle, occhi e pelo, per cui il pelo e il sottopelo sono bianchi o crema e gli occhi sono rossi. L’altro mantello naturale è il cannella, con il pelo principale rosso-marrone e il sottopelo color crema, che è lo stesso mantello della puzzola delle steppe.

I furetti compiono la muta in primavera e in autunno; in seguito alla muta il mantello cambia molto le sue caratteristiche: il pelo è più lungo e folto nei mesi freddi e si dirada durante la stagione calda, diventando anche più corto. Anche il colore cambia: è più chiaro durante l’inverno e più scuro d’estate. Spesso anche con l’età il mantello tende a diventare più chiaro. L’aspetto della maschera può modificarsi da una stagione all’altra, per cui il furetto cambia in continuazione il suo aspetto. Nei furetti sterilizzati questi cambiamenti sono molto meno evidenti, sebbene subito dopo la sterilizzazione si possa verificare una muta che altera l’aspetto del mantello, e in particolare quello della mascherina.

La muta può essere un fenomeno graduale, oppure può manifestarsi in modo piuttosto improvviso, lasciando l’animale con delle zone di pelle nuda e il proprietario piuttosto perplesso, finché il pelo non riprende a crescere.

I furetti hanno una pelle particolarmente spessa, soprattutto sul dorso; ciò permette ai piccoli di addentarsi tra loro per gioco senza farsi male, mentre se lo fanno con le nostre dita può sembrare che stringono in modo eccessivo. La pelle dei furetti presenta due caratteristiche peculiari:

  1. È priva di ghiandole sudoripare, il che significa che essi sono incapaci di regolare la loro temperatura corporea sudando, quindi sopportano male il calore; se si trovano in un ambiente particolarmente caldo possono anche subire un colpo di calore, che può essere fatale.
  2. E’ ricca di ghiandole sebacee, in grado di produrre una sostanza oleosa che rende la pelle untuosa e il pelo giallastro. Le ghiandole sebacee sono responsabili dell’odore intenso che hanno i furetti non sterilizzati, specialmente durante il periodo riproduttivo. Poiché sono controllate dagli ormoni sessuali, la loro attività si riduce molto con la sterilizzazione. Continua

2 pensieri riguardo “Animali da compagnia

    1. Buona sera ti chiedo scusa se rispondo soltanto adesso ma il tuo commento lo trovato solo adesso tra la posta che il sito ha catalogato come spam mi dispiace molto spero che perdonerai questa mancanza che non è dipesa da me. Ti aspetto volentieri sperando di continuare a leggerti. Grazie per l’interessamento che mi hai dimostrato e ne approfitto per augurarti un ottima serata a presto ciao Cosimo

      Piace a 1 persona

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