Atlante dei Parchi Faunistici, Zoo Safari e Acquari in Italia

IL PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO 1

Superficie 8482ettari – Quota da 150 a 1281 metri – Anno di istituzione 1995 –

Ente gestore: Ente Parco Nazionale del Vesuvio – Sede: San Sebastiano al Vesuvio

Regione: Campania – Provincia: Napoli – Comuni del Parco: Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano,

Massa di Somma, Ottaviano, Pollena-Trocchia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio,

Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco, Trecase.

La dura lava del Vesuvio viene lentamente disgregata fino a diventare un fertile suolo sul quale crescono erbe, fiori e piante come la gialla ginestra, diffusissima su tutto il Vesuvio.

Le rocce e i cespugli del Vesuvio sono l’habitat ideale per molti rettili. Fra questi è diffuso il ramarro, una lucertola grande e particolarmente elegante, soprattutto nel caso dei maschi completamente verdi e con una macchia azzurra sulla gola.

Le caratteristiche del suolo lavico, le variazioni della quota (il Vesuvio raggiunge i 1281 metri di altezza) e la differente esposizione dei versanti sono fattori che agiscono congiuntamente sulla flora determinando, secondo principi ben noti agli ecologi, sia le specie sia le associazioni vegetali possibili.

Camminando lungo il cratere del Vesuvio accade a volta di imbattersi in fumarole da cui escono gas caldi o ardenti (sino a 400-500 °C). Questi fenomeni, testimonianza di quelli ben più complessi che avvengono nelle profondità, non mancano di suscitare nei turisti una grande curiosità mista a una certa apprensione.

Sopra il vulcano si nota, oltre al cratere, la Valle dell’Inferno dove spicca in grigio la grande colata dell’eruzione del 1906. In tale occasione rimasero danneggiati molti paesi fra cui Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano, Boscotrecase e Ottaviano.

Note ai vulcanologi, con il nome hawaiano di pahoe-hoe, le formazioni di lava “a corda” sono abbastanza frequenti sul Vesuvio, e si possono ammirare in particolare sui Cognòli di Levante, accessibili a piedi da Ottaviano o da Boscotrecase per la Strada Matrone. Presenti in gran parte delle colate eruttate dal vulcano tra la metà dell’ottocento e il 1944, queste formazioni hanno assunto la loro forma a causa della alta viscosità e della scarsità di gas delle lave.

Gli archi delle lave “a corda” indicano anche al profano la direzione di scorrimento delle colate di lava, e provano che la velocità della lava era maggiore al centro che sui bordi.

Alle pendici della montagna i boschi di castagno e di pino, le betulle e le ginestre creano un netto contrasto con gli spogli pendii superiori e rendono più completo lo spettacolo. Nonostante si sia cacciato per secoli, il Vesuvio è ancora popolato da uccelli come la poiana, il corvo imperiale e il gufo comune, cui si aggiungono i pochi mammiferi sopravvissuti alla presenza invadente dell’uomo.

Per duemila anni è stato il Vesuvio a minacciare l’uomo, ricoprendo periodicamente coltivazioni e centri abitati con ceneri e lave che il tempo trasformava in suolo fertilissimo dal quale risorgeva una natura rigogliosa. Dopo l’ultima guerra è stata la razza umana a insidiare il vulcano. Le cittadine che erano ai suoi piedi si sono fuse tra di loro formando una unica grande città vesuviana, anche se hanno mantenuto i loro nomi originari, di oltre 800.000 abitanti. Alle falde del cratere, segnato da numerose strade, i casermoni in cemento, le vie e le discariche sono state costruite sempre più in alto.

La nascita del Parco Nazionale può essere l’inizio di una nuova storia fatta di convivenza pacifica tra l’uomo e la montagna affacciata su Napoli e il suo magnifico golfo.

Fra i molti uccelli che popolano il territorio del Vesuvio vi sono anche i gruccioni. Questi uccelli sono abilissimi nel catturare al volo con il lungo becco sottile le loro prede (api, vespe, libellule, coleotteri).

Il Vesuvio offre il classico paesaggio di tutti i vulcani del mondo. Intorno al cratere si distendono impressionanti campi di lava, pareti verticali di roccia, bizzarre formazioni la lava “a corda”. Un mondo selvaggio, nel quale la fauna e la flora riconquista lentamente i propri spazi.

Al contrario di molti altri vulcani della Terra, però il Vesuvio si affaccia sulle città e sulla vita dell’uomo. Si tenga presente che dall’orlo del cratere al litorale di Torre del Greco ed Ercolano la distanza è di appena seimila metri. Questo spiega la gravità dei danni arrecati dalle eruzioni ai centri che si trovano ai piedi del vulcano.

Il Vesuvio è solo la parte più giovane e più alta del complesso che include anche il Monte Somma, il più antico vulcano della zona, la cui cinta craterica è ancora ben visibile a settentrione del Gran Cono con cui culmina oggi la montagna.

L’attività vulcanica del Somma è iniziata circa 300.000 anni fa suddivisa dagli studiosi in tre fasi distinte alternate a lunghi periodi di quiete. Circa 17.000 anni fa una fortissima eruzione di tipo esplosivo provocò il crollo della caldera del Somma e ne segnò la conclusione mentre nel suo interno iniziò a sollevarsi il Vesuvio. La forma attuale del vulcano è stata determinata probabilmente dall’eruzione del 79 d.C. che distrusse Ercolano e Pompei. La sua quota varia di volta in volta con le varie eruzioni diminuendo o aumentando più volte di varie centinaia di metri.

Il Monte Somma, il più antico vulcano della zona, e la sua vetta più alta, la Punta del Nasone, sono lo sfondo di un anfiteatro vulcanico che prende il nome di Atrio del Cavallo. Il curioso nome della zona risale al tempo in cui i turisti salivano alle pendici del Vesuvio con asini e cavalli che venivano lasciati in questo punto. Da qui iniziava un obbligatorio itinerario a piedi.

Oggi il Gran Cono è separato dalla cinta craterica del Somma dallo spettacolare solco dell’Atrio del Cavallo, della Valle del Gigante e della Valle dell’Inferno, che formano uno degli ambienti vulcanici più interessanti del Parco. La cinta craterica del Somma, ancora ben conservata nel settore settentrionale, domina la Valle del Gigante con alti speroni rocciosi e ripidi pendii di ghiaia e sabbie vulcaniche. Continua.

3 pensieri riguardo “Atlante dei Parchi Faunistici, Zoo Safari e Acquari in Italia

    1. Ciao Elvira è il Vesuvio il nostro vulcano quello che ha sepolto Pompei, Ercolano, Stabia, Torre del Greco e Oplonti cioè Torre Annunziata più altre cittadine intorno a lui. Comunque questa è solo la prima parte ne seguiranno tante altre sempre sul Vesuvio perché ho molto da dire su questo Vulcano. Buon pomeriggio Cosimo e grazie sempre per seguirmi.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.