Il Santo del Giorno

Sant’ Epifanio di Costanza di Cipro

Nome: Sant’ Epifanio di Costanza di Cipro

Titolo: Vescovo

Nascita: 310 circa, Elcuteropoli, Palestina

Morte: 403, Mar Mediterraneo

Ricorrenza: 12 maggio

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

Nato a Elcuteropoli in Palestina, nei suoi scritti Epifanio ci informa ampiamente sui movimenti non ortodossi dei primi quattro secoli di vita della Chiesa.

Era un intransigente sostenitore dell’ortodossia, che però non brillava nella comprensione delle opinioni altrui: gli studiosi moderni giudicano i suoi scritti mal compendiati, scarsi di giudizi fondati e ricchi di posizioni rigide.

In giovane età lasciò la Palestina per l’Egitto per amore dello studio ma anche per stare con gli eremiti, partigiani devoti di Atanasio (2 mag.) e della formula nicena “consustanziale”.

Durante la sua visita ai monasteri egiziani si imbatté anche in monaci seguaci dello gnosticismo e monache che conducevano una vita dissoluta. Epifanio denunciò la cosa e tutti costoro, uomini e donne, furono espulsi. Tornò poi in Palestina e fondò un monastero che diresse per trent’anni.

Durante questo periodo fece visita a Eusebio di Vercelli (2 ago.) e Paolino di Antiochia, entrambi campioni dell’ortodossia. Nel 367 fu nominato vescovo di Salamina a Cipro; l’antico nome della sede era Costanza, situata a dieci chilometri a nord di Famagosta. Epifanio si dedicò alle necessità della diocesi e alla confutazione degli errori, occupandosi di problemi quali la data della Pasqua, lo scisma di Antiochia, la polemica contro le immagini sacre e soprattutto le deviazioni dell’origenismo.

Univa una vasta erudizione (conosceva quattro lingue orientali e il latino) con un ingegno limitato e uno zelo eccessivo. Ampiamente riconosciuto come campione dell’ortodossia, verso la fine della vita fu coinvolto a fondo nella controversia con Giovanni, vescovo di Gerusalemme, e anche con S. Giovanni Crisostomo (13 set.), che incontrò nel 403.

Abbandonò il sinodo “della quercia” (svoltosi nel 403 in un sobborgo di Costantinopoli conosciuto come “la Quercia”, dove l’imperatore tentò di rimuovere Crisostomo dalla sede costantinopolitana) per far ritorno a Salamina, ma morì mentre era in viaggio per mare.

Le sue opere principli sono il Panarion o «libro dei rimedi contro le eresie», e l’ Ancoratus o «l’ancora buona della fede»; altre opere includono trattati sulle gemme, sui pesi e sulle misure. Un affresco nubiano dell’VIII secolo che lo ritrae si trova nel museo nazionale di Varsavia, in Polonia.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Salamina sull’isola di Cipro, sant’Epifanio, vescovo, che, insigne per l’ampiezza di erudizione e la conoscenza della letteratura sacra, rifulse anche per la santità di vita, lo zelo per la fede cattolica, la generosità verso i poveri e il dono dei miracoli.

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