Monumenti di Napoli

La Napoli angioina – 11

Gli ecclesiastici e gli imprenditori. – 5

Sia i fiorentini che i toscani si distinsero per l’abilità dimostrata nel condurre le attività commerciali – di cui avevano il monopolio non solo in città, ma in tutto il regno – nonché per l’apporto finanziario che seppero fornire alla Corte. Nella “Rua Cambiorum” si stanziarono i banchi di numerose compagnie, quali quelle dei Bardi, dei Frescobaldi, dei Bonaccorsi, degli Acciaiuoli, dei Peruzzi, trasformando il quartiere in baricentro economico e finanziario dell’intero regno.

Il favore concesso dalla Corte richiamò in città anche numerosi artigiani: fiorentini erano i proprietari di una manifattura per la lavorazione della lana, di un opificio situato lungo la fascia costiera e di un impianto per drappi collocato all’interno della Loggia dei Genovesi. L’aria internazionale che si respirava nella capitale del regno a partire dalla fine del XIII secolo era del resto alimentata dalla presenza di catalani, marsigliesi, provenzali, greci, bulgari, magiari, le cui comunità si erano ritagliate un proprio spazio nella topografia della città.

Continua domani.

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