La favola del giorno

I racconti di Sherazad – da Le mille e una notte

STORIA DEL SECONDO CALENDER, FIGLIO DI RE. – 3

Entrai in città per chiedere notizie e informazioni del luogo incui mi trovavo; mi rivolsi a un sarto intento a lavorare nella sua bottega. Giudicando dalla mia giovane età e dal mio aspetto, che ero diverso da quel che sembravo, egli mi fece sedere accanto a sé. Mi chiese chi ero, da dove venivo e che cosa mi aveva condotto lì. Non gli nascosi nulla di quanto mi era capitato, e non feci neppure difficoltà a svelargli la mia condizione. Il sarto mi ascoltò con attenzione; ma, quando ebbi finito di parlare, invece i consolarmi, accrebbe le mie pene.

“Guardatevi bene, – mi disse, – dal confidare a qualcuno quanto mi avete detto, perché il principe che regna in questi Stati è il peggior nemico del re vostro padre e, se fosse informato del vostro arrivo in questa città, vi farebbe senz’altro qualche oltraggio.”

Quando il sarto mi ebbe detto il nome del principe, non dubitai affatto della sua sincerità. Ma, poiché l’inimicizia esistente tra lui e mio padre non ha nulla a che fare con le mie avventure, permettetemi, signora, di non parlarne.

Ringrazia il sarto del suo avvertimento e gli dissi che mi rimettevo completamente ai suoi buoni consigli e non avrei mai dimenticato il piacere che mi faceva. Pensando che dovevo avere appetito, mi fece portare da mangiare e mi offrì anche di ospitarmi in casa sua: io accettai.

Qualche giorno dopo il mio arrivo, il sarto notando che mi ero abbastanza rimesso dalla fatica del lungo e penoso viaggio e non ignorando che la maggior parte dei principi della nostra religione, per premunirsi contro la sorte, imparano qualche arte o qualche mestiere per servirsene in caso di bisogno, mi chiese se ne conoscessi qualcuno del quale poter vivere senza essere a carico di nessuno. Gli risposi che conoscevo entrambi, che ero grammatico e poeta, e soprattutto che scrivevo alla perfezione.

“Con tutto quanto mi dite, – replicò il sarto, – non guadagnereste in questo paese di che procurarvi un tozzo di pane; niente è più inutile qui di questo genere di cultura. Se volete seguire il mio consiglio, – soggiunse, – dovete indossare un abito corto e, poiché mi sembrate robusto e di buona costituzione, andrete nella foresta vicina a raccogliere legna da bruciare, poi andrete a metterla in vendita sulla piazza e vi assicuro che riuscirete a farvi una piccola rendita grazi alla quale potrete vivere senza dipendere da nessuno. Con questo mezzo, vi metterete in condizione di aspettare che il cielo vi sia favorevole e dissipi la nube di cattiva sorte che attraversa la felicità della vostra vita e vi costringe a celare la vostra nascita. Mi incarico io di procurarvi una corda e una scure.”

Continua.

3 pensieri riguardo “La favola del giorno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.