BOCCACCIO, NAPOLI E IL “DECAMERON” – 4

Un vivace clima culturale

I fiorentini Bardi, Peruzzi, Frescobaldi e Acciaiuoli erano tra i principali finanziatori e controllori dei traffici del regno retto da Roberto d’Angiò, ambizioso promotore di un’immagine di Napoli quale città europea di cultura. Negli anni della permanenza del Boccaccio, Giotto lasciò in città i segni della sua presenza, mentre Paolo da Perugia, direttore della biblioteca regia, continuò la meritoria opera del suo primo direttore, Baudet de Gondrecourt, sviluppando un prezioso, produttivo laboratorio di erudizione e di sapienza.

Trovatosi a vivere in un ambiente così stimolante, il giovane Boccaccio si immerse totalmente nel cuore pulsante della città, non trascurando nemmeno il dialetto e le tradizioni popoilari, come testimonia con esemplare efficacia la lettera in dialetto napoletano a Franceschino de’ Bardi, firmata giocosamente “Iannetto di Parisse”.

Continua.

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