Salute e Benessere

Grano o frumento tenero – Triticum spp.
Atlante delle coltivazioni erbacee – Cereali

Classe: Monocotyledones
Ordine: Glumiflorae
Famiglia: Graminaceae (Gramineae o Poaceae)
Tribù: Hordeae
Specie: Triticum spp.

Francese: blè; Inglese: wheat; Spagnolo: trigo; Tedesco: Weizen.

Tecnica del diserbo.
Il diserbo del frumento può essere fatto:
– pre-semina,
– pre-emergenza,
– post-emergenza precoce,
– post-emergenza tardiva.

Diserbo pre-semina
Si fa solo nel caso di semina diretta senza lavorazione su terreno inerbito. I prodotti impiegabili sono disseccanti ad azione totale: dipiridilici (assai tossici) e i meno tossici glifosate e derivati:
– Diquat e Paraquat (per contatto)
– Glifosate (sistemico)
– Glifosate trimesio (sistemico)
– Glufosinate ammonio (per contatto).

Diserbo pre-emergenza
È quello fatto subito dopo la semina, prima che la coltura sia nata.
Il diserbo di pre-emergenza è, per definizione, un intervento preventivo fatto alla cieca senza sapere l’entità e la natura dell’infestazione che si verificherà.
Esso è consigliabile nei terreni i cui, per esperienza, si sa che ci si deve aspettare infestazioni costantemente pesanti e costituite da una flora mista di dicotiledoni e graminacee. I prodotti da usare dovranno quindi avere un’azione ad assorbimento radicale e antigerminello con lunga persistenza di azione ed uno spettro ampio, comprendente sia specie a foglia larga che graminacee.
Diserbo post-emergenza precoce.
È l’intervento più praticato e razionale perché viene deciso a ragion veduta dopo aver ispezionato con tempestività e diligenza le coltivazioni per:
– verificare se l’infestazione è di gravità tale da giustificare economicamente il trattamento diserbante,
– identificare allo stato di plantule le specie di erbe infestanti che sono nate o stanno nascendo.
È in questo modo razionale che si decide se o come diserbare.
I casi possono essere diversi:
– infestazione di sole dicotiledoni facili;
– infestazione di dicotiledoni difficili;
– infestazione mista di dicotiledoni e graminacee senza o con poca avena sel­vatica;
– infestazione mista di dicotiledoni e graminacee con molta avena;
– infestazione di graminacee con molta avena selvatica.

Il frumento è una caratteristica coltura asciutta delle nostre regioni e dei climi temperati ma già nel clima temperato-caldo e ancor più nei climi aridi la pianta trae vantaggio notevole dall’irrigazione. Per evitare stress idrici è necessario intervenire quando il 50-60% dell’acqua disponibile nel terreno è stato consumato. Il sistema di irrigazione più razionale è quello a pioggia. Il fabbisogno complessivo è di 450-650 mm di acqua.

Raccolta e utilizzazione

Raccolta

La granella del frumento cessa di svilupparsi e di aumentare il suo peso secco al termine della maturazione gialla, o maturazione fisiologica, quando dalla pianta è scomparsa del tutto la clorofilla (salvo che in corrispondenza dell’ultimo nodo) la cariosside è leggermente attaccabile dall’unghia ma si spezza sotto i denti, e il suo contenuto d’acqua è del 30% circa. E’ da questo momento in poi che è possibile iniziare la raccolta.
Mietitura – Consiste nel tagliare a mano o a macchina (mietitrice) gli steli del frumento. Al taglio segue la accovonatura ossia la legatura in fasci del frumento (covoni) ciò può essere fatto anche meccanicamente con la mietilegatrice che miete e lega i covoni.
Trebbiatura – E’ l’operazione che si esegue per la separazione delle cariossidi del cereale dagli involucri che le racchiudono dalla paglia e dai rachidi delle spighe.
In passato la trebbiatura veniva fatta a mano poi c’è stata l’introduzione delle trebbiatrici per poi lasciare spazio alle moderne mietitrebbiatrici che fanno tutti i lavori dalla mietitura alla trebbiatura insieme.

Mietritrebbiatura

Produzione

Il record mondiale di produzione del frumento tenero è di 14 t/ha di granella secca al 13% di acqua.
In Italia la Val padana dà le produzioni maggiori con 6-7 t/ha. In Italia centrale possono essere previste rese medie di 5-6 t/ha. Nell’Italia meridionale e insulare le rese medie sono parecchio più basse 3,5-4,5 t/ha e più irregolari da anno ad anno, in conseguenza del peggiore e più irregolare regime idrico.
Oltre alla granella che rappresenta il prodotto principale il frumento produce paglia e pula.
La quantità per ettaro di questi sottoprodotti varia con le condizioni colturali più o meno favorevoli e con le varietà.

Utilizzazione

L’utilizzazione assolutamente prevalente del frumento tenero è per la preparazione dei prodotti da forno e segnatamente del pane, definito dalla legge “il prodotto ottenuto dalla cottura di una pasta convenientemente lievitata, preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con o senza aggiunta di sale comune.”.
La prima destinazione della granella di frumento tenero è quindi la macinazione o molitura, operazione con la quale si provoca lo schiacciamento delle cariossidi e la separazioni di tre parti:
– Endosperma amilifero – da cui si ricava la farina.
– Embrione o germe – ricco di grasso e facile da irrancidirsi.
– Crusca – costituita dai tegumenti ricchi di fibra ai quali resta attaccato lo stato aleuronico, ricco di proteine e di sostanze minerali (ceneri).
Il germe, ricco di grasso, viene prima sottoposto a estrazione dell’olio e poi trova impiego nell’industria mangimistica.
La crusca e i suoi derivati (cruschello, tritello e farinaccio) sono usati prevalentemente nell’alimentazione zootecnica ma anche come prodotti dietetici ricchi di fibra.

Continua

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