Animali

Dogo Sardo – Cani pertiatzu
Atlante delle razze di Cani

Origine, classificazione e cenni storici

Sardìngia/Sardegna (Italia)
Classificazione F.C.I.: RAZZA NON RICONOSCIUTA

Dogo Sardo - Cani pertiatzuDogo Sardo – Tzitzone, capostipite delle migliori linee di sangue oggi esistenti (foto Pietro Perra)

Aspetto generale

Tipico molossoide leggero, testa quadrata e muso corto che a volte può essere anche a forma di tronco di cono, con presenza di masseteri ben sviluppati. Essendo una razza da lavoro la sua selezione è stata basata sull’utilità del cane, per questo oggi esiste una grande varietà fenotipica, però riconducibile sempre al molosso leggero.

Caratteristiche morfologiche

La taglia può variare molto da esemplare a esemplare e da linea a linea, ma mediamente è alto al garrese (che ricordiamo essere più basso della groppa) dai 55 cm ai 65 cm per 30-45 kg, ha il pelo corto (ma non raso o peggio ancora lucido come il boxer, mentre i cani con pelo arruffato o cinghialesco tradiscono incroci con il cane fonnese) fulvo in varie tonalità, frumentino (colore raro considerato molto tipico e antico), tigrato in varie tonalità, raro il nero e il grigio. I muscoli masseteri devono essere prominenti e la dentuatura a forbice o tenaglia. Brachicefalo, ha l’apofisi occipitale molto pronunciata.

Dogo Sardo – Esemplari tigrati in un ovile a Gavoi (foto Pietro Perra)
Dogo Sardo – Nur, figlio di Tzitzone (foto Pietro Perra)

Attitudini e carattere

Ottimo cane da guardia veniva e viene utilizzato nelle battute di caccia grossa come cane da presa. Eccellente come cane per recuperare i bovini semi-selvatici sardi, allevati allo stato brado in montagna.

Standard

Non esiste uno standard.

Progetto di recupero

Agli inizi del 2000 lo studioso esperto cinofilo Roberto Balia ha iniziato a scrivere i risultati di anni e anni di studi nelle nostre campagne alla ricerca del dogo sardo (ma non solo, anche il cane fonnese, il levriero sardo e il volpino sardo). Numerosi articoli di qualità sui maggiori quotidiani sardi hanno fatto rinascere l’interesse su questa razza e tanti esemplari sono stati messi a disposizione per iniziare una selezione seria ed accurata e per scongiurare il pericolo di meticciamento sempre in agguato, vista la presenza di boxer e pit bull. Il punto di svolta nel processo di recupero è stata la pubblicazione nel 2005 del libro “Canis Gherradoris”, sempre di Roberto Balia.
Ad oggi si può dire che la razza, benchè rara, non sia più in rischio di estinzione.

a cura di Pietro Perra

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3 pensieri riguardo “Animali

    1. Ciao Elvira, no non sono i miei cani, in questa rubrica sto trattando, uno alla settimana, le varie razze di cani di origine italiana. Quando finirò gli italiani passerò alle razze degli altri paesi. Ti ringrazio dell’attenzione che mostri e ti saluto con un grosso abbraccio.

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