La favola del giorno

I racconti di Sherazad – da Le mille e una notte

STORIA DELL’INVIDIOSO E DELL’INVIDIATO – 4

“Tutto quello che posso fare per te, – mi disse, – è di non toglierti la vita; non lusingarti che io ti rimandi sano e salvo. Debbo farti sentire che cosa sono capace di fare con i miei incantesimi.”

A queste parole mi afferrò con violenza e, trasportandomi attraverso la volta del palazzo sotterraneo, che si aprì per creargli un passaggio, mi portò così in alto che la terra mi parve una nuvoletta bianca. Da questa altezza, si slanciò come un fulmine verso terra, e posò il piede sulla cima di una montagna.

Là, raccolse una manciata di terra, pronunciò o meglio vi borbottò sopra delle parole di cui non capii nulla e, gettandomela addosso, mi disse:

“Lascia l’aspetto di uomo, e prendi quello di una scimmia.”

Subito scomparve ed io rimasi solo, trasformato in scimmia, sopraffatto dal dolore, in un paese sconosciuto, senza sapere se mi trovassi vicino o lontano dagli Stati del re mio padre.

Scesi dalla cima della montagna, entrai in un paese piatto, del quale trovai il limite soltanto dopo un mese, quando giunsi in riva al mare. In quel momento esso era calmissimo e scorsi un vascello a mezza lega dalla terra. Per non perdere una così bella occasione, ruppi un grosso ramo d’albero, me lo trascinai dietro nel mare e mi ci misi sopra a cavalcioni, con un bastone in ogni mano per servirmene da remi.

Vogai in questo stato e avanzai verso il vascello. Quando fui abbastanza vicino da essere riconosciuto, detti uno spettacolo molto straordinario ai marinai e ai passeggeri che apparvero sul ponte. Tutti mi guardavano con grande ammirazione. Intanto mi accostai alla nave e afferrandomi a una corda mi arrampicai fin sul ponte. Ma, non potendo parlare, mi trovai in un terribile imbarazzo. Infatti il pericolo che corsi in quel momento non fu meno grande di quello di essere stato alla mercé del genio.

I mercanti superstiziosi e scrupolosi pensarono che io portassi disgrazia alla loro navigazione se mi avessero accolto. Perciò uno di loro disse:

“Ora l’ammazzo con un colpo di mazzuola. – Un altro: – Voglio passarle una freccia attraverso il corpo. – Un altro ancora:

  • Bisogna gettarla in mare.”

Continua.

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