Salute e Benessere

Mais o Granoturco – Zea mays L.
Atlante delle coltivazioni erbacee – Cereali

Classe: Monocotyledones
Ordine: Glumiflorae
Famiglia: Graminaceae (Gramineae o Poaceae)
Sotto famiglia: Andropogonoideae
Tribù: Maydeae
Specie: Zea mays L.
Altri nomi comuni: frumentone, grano d’India, melica, formentazzo

Francese: mais; Inglese: maize, Indian corn; Spagnolo: maiz; Tedesco: mais.

Mais da insilato
Raccolta dell’intera pianta con una macchina falcia-trincia-caricatrice (dotata possibilmente di apparato rompigranella per rendere l’amido più disponibile sia alle fermentazioni microbiche ai fini della conservazione sia alle fermentazioni microbiche ruminali o dei digestori degli impianti di biogas), a varie altezze dal suolo in funzione del titolo di amido che si vuole ottenere nell’insilato integrale. Questo prodotto, dopo un adeguato tempo di “stagionatura” dovuto alla fermentazione della massa in opportuni silos orizzontali (una volta anche verticali) e al raffreddamento della stessa, viene usato per alimentare i ruminanti (bovini, bufalini) o gli impianti di biogas. Questa raccolta viene eseguita allo stadio vegetativo di maturazione cerosa, con un’umidità della spiga tra il 32 e il 35%.

Avversità e parassiti

Limitazioni alla produzione del mais possono essere provocate da parassiti animali o vegetali e da avversità meteoriche.
In genere nella maiscoltura italiana i soli trattamenti che si fanno ordinariamente sono la concia della semente e la geodisinfestazione alla semina. Eccezionali sono trattamenti sulla coltura contro la piralide, oggi fattibili con bioinsetticidi a basso impatto ambientale a base di Bacillus thuringensis.

Avversità meteoriche.

I ritorni di freddo e le precipitazioni prolungate dopo le nascite sono sfavorevoli allo sviluppo del mais che cresce debole ed eziolato.
Il vento impetuoso può provocare lo stroncamento delle piante indebolite da precedenti attacchi parassitari (piralide, marciumi).

Parassiti animali.

I parassiti animali che danneggiano il mais possono essere ipogei o terricoli ed epigei; i primi attaccano la parte sotterranea, i secondi la parte aerea. Tra i parassiti ipogei vanno ricordati:
– le agrotidi (gen. Scotia) le cui larve brunastre di notte escono dal terreno e rodono le piante al colletto;
– gli elateridi (gen. Agriotes), le cui larve attaccano i semi in germinazione, le radici ed il colletto delle piantine;
– gli afidi radicali che formano colonie verde bluastro sulle radici determinando un forte ritardo nello sviluppo e un marcato ingiallimento e arrossamento delle foglie;
– le grillotalpe (Gryllotalpa gryllotalpa), che nei terreni umidi e ricchi di humus rosicchiano i semi in germinazione e recidono numerose radici;
– le larve dei maggiolini (Melolontha melolontha), che si nutrono a spese del l’apparato radicale.
Tra gli insetti epigei vanno ricordati la piralide (Pyrausta o Ostrinia nubilalis) e la sesamia (Sesamia cretica) i cui danni si confondono e si cumulano. Vengono danneggiate le foglie e, più gravemente, le spighe e gli stocchi che spesso si rompono sotto la spiga che quindi cade e sfugge alle macchine raccoglitrici.
– Recentemente è comparsa in Italia e sta prendendo piede in varie aree maidicole la Diabrotica virgifera virgifera, un coleottero che allo stadio di larva rode il colletto e le radici avventizie del mais e alla minima brezza interi ettari ed ettari si allettano senza apparente motivo.

Parassiti vegetali.

Le colture di mais possono essere danneggiate da:
– marciume dello stocco (Gibberella zeae, Fusarium moniliforme) che si rivela con un precoce imbrunimento dei primi internodi basali. La malattia è grave perché col vento le piante si piegano alla base, cosicché le spighe cadono a terra e non vengono raccolte dalla macchina raccoglitrice;
– elmintosporiosi (Helminthosporium turcicum e H. maydis) che si manifesta con la formazione sulle foglie di striature necrotiche confluenti, che possono portare al totale disseccamento della lamina;
– carbone (Ustilago zeae) che attacca tutti gli organi della pianta provocando tumori di varie grandezza che contengono una polvere nerastra costituita da spore. Le infezioni più appariscenti (ma sempre di scarsa gravità) sono quelle che colpiscono le infiorescenze;
– marciume del seme e della plantula: diverse crittogame (soprattutto Pythium) presenti nel terreno o nel seme possono colpire il mais in germinazione provocando avvizzimento e/o marciume basale del fusticino. I patogeni sono favoriti da terreno umido e freddo e da semina troppo profonda.

– Le varietà di mais transgenico autorizzate per la semina in Europa sono quelle selezionate in seguito all’introduzione di un complesso genico di resistenza alla Piralide (cioè nei tessuti vegetali viene prodotta anche una proteina simile a quella prodotta da un “anti-piralide” naturale, il Bacillus thuringiensis; appena la larva ingerisce una quantità adeguata di materiale vegetale, e di proteina, nel suo apparato digerente si sviluppa la sostanza attiva e la larva muore). Nel continente americano esistono gia da tempo in commercio sia varietà mono-carattere (esempio resistenza alla piralide, alla diabrotica, al gliphosate ecc.) sia varietà pluri-carattere (con più resistenze in contemporanea).

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