ANIMALI

L’UOMO E IL SUO CANE

LE RAZZE CANINE RICONOSCIUTE –  1 

ALANO

L’alano è un cane del tipo molossoide, ha le sue origini in Germania, è di taglia grande con un’altezza al garrese per i maschi di almeno 80cm e 72 per le femmine; il suo peso ideale è di 60 kg circa; guardia e difesa è il suo utilizzo.

La colorazione del mantello distingue le diverse varietà: l’arlecchino, il fulvo e il nero; ancora la varietà tigrata e la varietà blu.

L’Alano o Grande Danese è un autentico gigante buono del mondo canino possiede una forza notevole ma con un carattere molto dolce. Malgrado il suo nome, non ha origini danesi; la razza fu selezionata in Germania, ove viene definita Deutsche Dogge (Mastino tedesco).

Il corpo dell’Alano è armonioso ed esprime fierezza, forza ed eleganza. Deve apparire il più possibile quadrato con dorso corto, groppa lievemente avvallata e ventre rialzato nella parte posteriore. La lunghezza del muso e della testa insieme deve essere pari alla lunghezza del collo; lo stop è accentuato. Gli occhi sono di grandezza media, infossati e preferibilmente scuri. Le orecchie, triangolari, di dimensioni medie sono inserite alte e piegate in avanti. Il pelo è corto, fitto e lucente. Il mantello può essere tigrato, fulvo, blu, nero e arlecchino (bianco con macchie nere). Nelle competizioni i fulvi e i tigrati vengono giudicati insieme, i blu vengono giudicati da soli e gli arlecchino vengono giudicati insieme ai neri. La coda lunga e affilata, con lieve curva presso l’estremità, è portata in linea con il dorso durante il movimento.

Le origini dell’Alano si fanno risalire al Mastino del Tibet, molti soggetti del quale furono probabilmente portati nei paesi mediterranei dai mercanti fenici, e poi dai Romani direttamente in Germania. Secondo un’altra ipotesi i Mastini del Tibet sarebbero stati portati in Europa dal popolo degli Alani (e questo spiegherebbe il nome), quando questi invasero l’Impero Romano. Nel medioevo i progenitori dell’attuale Alano erano ormai molto diffusi presso i palazzi dei nobili e le corti di tutta Europa. Davano anche prova di grande coraggio cacciando cinghiali e cervi e difendendo le carrozze dagli attacchi dei lupi.

Soprannominato l’Apollo delle razze canine, l’Alano è molto equilibrato, affettuoso e gentile, estremamente fedele, né nervoso né aggressivo. Date le dimensioni, per farne un cane da guardia controllabile occorre provvedere ad addestrarlo fin da cucciolo, con fermezza e molta dolcezza, è bene che sia il padrone ad addestrare il cane, insieme a una persona esperta, poiché la mole e la dentatura sono potenti l’Alano deve imparare ad obbedire ai comandi con sollecitudine; i metodi forti non ottengono buoni risultati perché l’animale si chiude in se stesso e offre una cupa resistenza passiva. Questo cane davvero grande in tutti i sensi, ama essere coccolato, cerca l’attenzione del padrone, è tenero con i bambini, ma molto imbarazzato con i cani più piccoli e con i cuccioli, di cui talvolta ha quasi paura. Abbaia poco e spesso bastano la sua mole e la figura maestosa a dissuadere i malintenzionati: d’altronde preferisce minacciare e passa a vie di fatto solo quando è davvero indispensabile.

Il pelo raso non richiede cure particolari. Impegnativo è l’allevamento dei cuccioli che, data la notevole velocità di crescita delle ossa, devono essere nutriti in modo adeguato, con l’aggiunta di integratori, e attentamente seguiti nell’attività fisica (non devono, ad esempio, saltare, per non subire danni alle ossa).

Paradossalmente l’Alano si adatta benissimo alla vita in appartamenti anche piccoli, dove sembra scivolare silenziosamente anche negli spazi ristretti. Abituato fin dal medioevo a vivere nei saloni dei castelli, trova il suo ambiente ideale su un tappeto in un luogo riscaldato: infatti soffre tanto il freddo quanto la solitudine. Se lasciato solo, peggio ancora alla catena, diventa introverso e infelice, pauroso o aggressivo a seconda del soggetto.

In passato veniva sottoposto al taglio delle orecchie per consentire che queste si mantenessero in posizione eretta: questa pratica, finalmente è stata vietata da apposite leggi dello Stato Italiano ed è in contrasto con le nuove norme europee.

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ANIMALI – L’UOMO E IL SUO CANE

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IL MANUALE DEL CANE

Quale razza scegliere

Quando si decide di prendere un cane per compagno la prima scelta che si deve fare è quella relativa alla razza, perché ve ne sono più di 400 riconosciute dalla Cinofilia Ufficiale, senza contare i meticci: quindi, cosa fare?

Le razze stabilizzate hanno qualità morfologiche e di carattere ben definite e chiare, ma anche i cani non di razza, nonostante non sia possibile prevedere con esattezza quale sarà il loro sviluppo fisico e caratteriale, possono diventare compagni adatti al vostro stile di vita. Allo stato naturale tutte le specie hanno una propria salute e una propria aspettativa di vita, indipendentemente dal fatto che appartengono a questa o quella varietà.

Oggi chi desidera un cane non ha che l’imbarazzo della scelta, ma questa deve essere frutto di una attenta valutazione e non d’impulsività, ma non dimenticatevi che potrete trovare l’amico perfetto per voi anche in un canile, magari facendovi consigliare da un esperto o da un veterinario, per identificare le caratteristiche fisiche e caratteriali che avrà il cane una volta cresciuto.

Allo stesso modo, per chi volesse scegliere un cane di razza, va precisato che per avere buone probabilità di acquistarne uno sano, psicologicamente equilibrato e con valide garanzie ci si deve rivolgere solo ed esclusivamente ad allevatori qualificati, esperti e appassionati, specialmente se la razza che si sceglie è tra quelle di moda al momento.

Poi bisogna diffidare del primo impulso: talvolta ad attrarci è un tenero cucciolino visto nella vetrina di un negozio di animali, ma molto spesso crescendo si rivelerà un animale malato, sovente privo di pedigree, perché nella quasi totalità dei casi proveniente dai Paesi dell’Est Europa nei quali non vi è alcun controllo cinofilo e veterinario: spesso sono soggetti destinati a morire in giovane età perché già partiti malati dal Paese d’origine. Si potrebbe anche scegliere un cane perché appartenente a una determinata razza che ci ha particolarmente colpito o per motivi estetici o per capacità di lavoro, specie se protagonista di film, telefilm o inserti pubblicitari. Negli anni scorsi è stato così per molte razze ed è avvenuta la stessa cosa per quei cani che sono stati protagonisti di eventi poco edificanti. In quest’ultimo caso sono divenuti il simbolo di persone disagiate socialmente.

Ecco che quando si decide di prendere un cane di qualsiasi razza, che spesso attrae per motivi estetici o sociali, la prima domanda da farsi è se saremo in grado di soddisfare le sue necessità. Perché un cane richiede tempo, cure, dedizione, amore e comprensione, e tutto ciò, in questi tempi in cui si vive freneticamente e si inseguono mete lontane, è merce sempre più rara.

Non solo, ma si dovrà calcolare che con l’ingresso in famiglia del nuovo venuto tutto cambierà. Chi ha avuto cani sa che cambierà in meglio, ma chi è alla prima esperienza all’inizio dovrà affrontare un periodo di transizione nel quale vi saranno certo dei contraccolpi.

Ma ora veniamo alla scelta. Molti scelgono una determinata razza perché ne hanno già avuto uno o più esemplari: in questo caso non rimane che augurarsi di trovare un soggetto capace di rinnovare l’esperienza che ha indotto a ripetere il tentativo.

Se invece si è alla prima esperienza, il suggerimento più importante è quello di valutare a fondo la cosa e di informarsi molto bene sulle caratteristiche della razza prescelta.

Poi sarebbe bene andare a visitare qualche importante esposizione per contattare e sentire il parere degli allevatori esperti, prospettando loro le proprie esigenze. Infine, tra i diversi contatti si potrà scegliere quello più adatto.

Per quanto riguarda la razza, è necessario che il criterio di scelta non si basi sull’attrazione del momento o sull’interesse dovuto a più o meno presenze televisive, ma sulla vera possibilità di tenerne un soggetto nella situazione in cui ci si trova a vivere. Chi vive in un piccolo appartamento in città non potrà tenere, salvo alcune ben precise eccezioni, cani di taglia molto grande (le eccezioni sono l’Alano, il Levriero Irlandese, il Mastiff, il Dogo Argentino), che occupando molto spazio e richiedendo una buona dose di movimento esigono dal padrone tanto tempo e ampi spazi a disposizione. Non potrà nemmeno avere cani con abbondante pelo (le eccezioni sono il Mastino dei Pirenei, l’Hovawart, il Pastore Scozzese a pelo lungo, il Golden Retriever), che al momento della muta perdono molto pelo ed è meglio quindi che vivano all’aperto. E nemmeno potrà avere cani di razza che hanno bisogno di quotidiano e intenso movimento (le eccezioni sono il Wippet, il Dobermann, il Boxer), perché il moto regolare e abbondante richiede tempo e spazi per poterlo fare.

Chi vive in una casa con giardino e vuole lasciare all’aperto il suo cane non dovrebbe prendere Shar-pei (che non hanno sottopelo), cani nudi e altri.

Allo stesso modo chi deve fare frequenti e lunghi viaggi in ogni stagione portandosi dietro il suo cane dovrebbe evitare il Bulldog e il Bouledogue Francese, che hanno problemi con il caldo e non sono adatti a seguire ovunque e con ogni condizione di tempo il padrone.

Vi sono cani molto possessivi e gelosi, che se dovessero nascere dei bambini dopo il loro arrivo potrebbero manifestare ostilità, e quindi per un po’ di tempo andranno osservati con attenzione estrema. Meno problematico è l’arrivo del cane se vi sono già bambini in famiglia, perché il cucciolo li accetterà come fratellini; però vi sono razze che con i bambini richiedono qualche attenzione, poiché esigono rispetto e non vogliono essere trattati come giocattoli: spesso sono le razze più piccole, perché quelle di grandi dimensioni sono sicure di sé e non temono le innocenti angherie dei bambini.

Circa i bambini, di qualsiasi razza si tratti, sarebbe meglio che il cane che entra in casa sia una femmina, perché l’innato istinto materno e la dolce predisposizione verso i piccoli e gli indifesi la renderà una scrupolosa custode e una tenerissima compagna, meglio ancora se ha già avuto una sua cucciolata.

Nella scelta della razza che ci accompagnerà è anche molto importante il luogo in cui viviamo. Un cane nordico vivrà con qualche difficoltà in regioni molto calde per la maggior parte dell’anno, come un cane notoriamente sensibile al freddo in luoghi dalle bassissime temperature. Tutto questo ragionamento per far capire che un cane va scelto in base alle concrete esigenze di chi lo desidera, e non in base ad altri criteri che possono essere estetici o emotivi, anche perché, per dieci anni e più, sarà la nostra compagnia nella vita e l’ideale è che sia il più adatto possibile alle nostre esigenze.

Un’ultima importantissima raccomandazione: se non siete più che esperti di cinofilia non prendete un soggetto di una razza nota per essere aggressiva pensando di poterla modificare e pensando che sia il miglior difensore, perché sarebbe un grave errore, la natura non si può modificare.

ANIMALI – L’UOMO E IL SUO CANE

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IL MANUALE DEL CANE

– LA SALUTE 1

LA SALUTE DEL CANE

Per essere in buona salute, il cane ha bisogno di attività fisica e di aria aperta: camminare perciò insieme a lui il più possibile sarà un’eccellente pratica che gioverà anche al suo padrone. Il cane non suda, l’evaporazione si fa dalla bocca: tira fuori la lingua e respira ansando dopo uno sforzo anche breve. Non è quindi prudente costringerlo a una attività fisica intensa durante il periodo caldo.

Il calore eccessivo produce sul cane effetti debilitanti, inappetenza, dispepsia, catarro gastrointestinale e anche eczemi. La temperatura ideale, per il cane come, d’altronde per l’uomo, è attorno ai 15 gradi. Non si deve mai lasciare un cane al sole senza riparo, o chiuso sul terrazzo o in macchina: il cane teme i colpi di sole e di calore che possono persino provocargli la morte entro poche ore. Anche il freddo, per quanto molto più sopportabile per il cane, può essere un pericolo per la sua salute: si deve avere cura di evitare in inverno i bruschi sbalzi fra l’ambiente di casa e quello esterno. Si deve aver cura di ambientarlo gradualmente quando lo si porta fuori in pieno inverno, di asciugarlo e frizionarlo energicamente quando torna a casa inzuppato da un acquazzone. Il freddo e l’umidità favoriscono nel cane l’insorgere dei reumatismi: è importantissimo tenere il cane asciutto e protetto dall’umidità ambientale.

I SINTOMI DELLE MALATTIE

Il cane ammalato manifesta il suo stato con svogliatezza, indolenza, sguardo spento e ritrosia, oppure, al contrario, con irrequietezza e irritabilità. Il naso, cosiddetto tartufo, di solito umido e freddo, diventa caldo e secco. In caso di malattia respiratoria, di infezioni alla gola, di dolori alla bocca o ai denti, il cane tiene il collo e la testa anormalmente tesi. L’otite, invece, gli fa tenere la testa in basso, vicino al petto e scuotere la testa e grattarsi l’orecchio con la zampa posteriore. La lingua pendente da un lato della bocca segnala la paresi, frequente nel cane, della lingua.

SE HA L’ECZEMA

E’ un problema comunissimo soprattutto in estate, spesso resistente alla terapia e che tende a ricomparire periodicamente nella stazione calda. Solo un veterinario può stabilire l’origine dell’eczema, ma è sempre prudente diminuire la dieta, eliminando la carne e aumentando la quantità di verdure, sia cotte che crude.

Il cane colpito da eczema ha tendenza a leccare frequentemente la zona ammalata. La convinzione un tempo frequente che la saliva del cane abbia un potere curativo e disinfettante è errata: la saliva e l’abrasione che produce la lingua ritardano la guarigione e la cicatrizzazione. Si deve quindi proteggere la zona lesionata con un solido bendaggio oppure ricorrere ad altri mezzi di protezione.

SE VOMITA, SE MANGIA L’ERBA, SE ZOPPICA

Il cane vomita frequentemente, non c’è da preoccuparsi troppo: sarà sufficiente, per normalizzarlo, alleggerire la sua dieta per qualche giorno. Forse per provocare il vomito, forse per assorbire qualche elemento che manca alla sua alimentazione il canea volte cerca e mangia qualche filo di erba. Se lo si vede farlo con frequenza può essere opportuno somministrargli un farmaco polivitaminico. Se il cane zoppica alzandosi dalla cuccia o durante la passeggiata è bene tenerlo in osservazione: se il fenomeno è frequente può essere causato da reumatismi, infiammazioni articolari o problemi ossei ed è bene consultare un veterinario. Continua.

Animali

L’uomo e il suo cane

LA SCELTA DEL CANE

Quando si decide di prendere un cane per compagno la prima scelta che si deve fare è quella relativa alla razza, perché ve ne sono più di 400 riconosciute dalla Cinofilia Ufficiale, senza contare i meticci: quindi cosa fare?

Le razze stabilizzate hanno qualità morfologiche e di carattere ben definite e chiare, ma anche i cani non di razza, nonostante non sia possibile prevedere con esattezza quale sarà il loro sviluppo fisico e caratteriale, possono diventare compagni adatti al vostro stile di vita. Allo stato naturale tutte le specie hanno una propria salute e una propria aspettativa di vita, indipendentemente dal fatto che appartengano a questa o quella varietà. Oggi chi desidera un cane non ha che l’imbarazzo della scelta, ma questa deve essere frutto di una attenta valutazione e non d’impulsività.

Vista la grande varietà di tipologie diverse di cani, prenderemo in considerazione l’adattabilità delle razze più conosciute, ma non dimenticatevi che potrete trovare l’amico perfetto per voi anche in un canile, magari facendovi consigliare da un esperto o da un veterinario, per identificare le caratteristiche fisiche e caratteriali che avrà il cane una volta cresciuto. Allo stesso modo, per chi volesse scegliere un cane di razza, va precisato che per avere buone probabilità di acquistarne uno sano, psicologicamente equilibrato e con valide garanzie ci si deve rivolgere solo ed esclusivamente ad allevatori qualificati, esperti e appassionati, specialmente se la razza che si sceglie è tra quelle di moda al momento.

Poi bisogna diffidare del primo impulso; talvolta ad attrarci è un tenero cucciolino visto nella vetrina di un negozio di animali, ma molto spesso crescendo si rivelerà un animale malato, sovente privo di pedigree, perché nella quasi totalità dei casi proveniente da Paesi dell’Est nei quali non v’è alcun controllo cinofilo e veterinario: spesso sono soggetti destinati a morire in giovane età perché già partiti malati dal Paese d’origine. Quando si decide di prendere un cane di qualsiasi razza, che spesso attrae per motivi estetici o sociali, la prima domanda da farsi è se saremo in grado di soddisfare le sue necessità. Perché un cane richiede tempo, cure, dedizione, amore e comprensione, e tutto ciò, in questi tempi in cui si vive freneticamente e s’inseguono mete lontane, è merce sempre più rara. Non solo, ma si dovrà calcolare che con l’ingresso in famiglia del nuovo venuto tutto cambierà. Chi ha avuto cani sa che cambierà in meglio, ma chi è alla prima esperienza all’inizio dovrà affrontare un periodo di transizione nel quale vi saranno certo dei contraccolpi.

Ma ora veniamo alla scelta. Molti scelgono una determinata razza perché ne hanno già avuto uno o più esemplari: in questo caso non rimane che augurarsi di trovare un soggetto capace di rinnovare l’esperienza che ha indotto a ripetere il tentativo. Se invece si è alla prima esperienza, il suggerimento più importante è quello di valutare a fondo la cosa e di informarsi molto bene sulle caratteristiche della razza prescelta. Poi sarebbe bene andare a visitare qualche importante esposizione per contattare e sentire il parere degli allevatori esperti, prospettando loro le proprie esigenze. Infine, tra i diversi contatti si potrà scegliere quello più adatto.

Per quanto riguarda la razza, è necessario che il criterio di scelta non si basi sull’attrazione del momento o sull’interesse dovuto a più o meno presenze televisive, ma sulla vera possibilità di tenerne un soggetto nella situazione in cui ci si trova a vivere. Chi vive in un piccolo appartamento in città non potrà tenere, salvo alcune ben precise eccezioni, cani di taglia molto grande (le eccezioni sono l’Alano, il Levriero Irlandese, il Mastiff, il Dogo Argentino e altre), che occupando molto spazio e richiedendo una buona dose di movimento esigono dal padrone tanto tempo o ampi spazi a disposizione. Non potrà nemmeno avere cani con abbondante pelo (le eccezioni sono il Mastino dei Pirenei, l’Hovawart, il Pastore Scozzese a pelo lungo, il Golden Retriever e altre), che al momento della muta perdono molto pelo ed è meglio quindi che vivano all’aperto. E nemmeno potrà avere cani di razze che hanno bisogno di quotidiano e intenso movimento (le eccezioni sono il Wippet, il Dobermann, il Boxer e altre), perché il moto regolare e abbondante richiede tempo e spazi per poterlo fare.

Chi vive in una casa con giardino e vuole lasciare all’aperto il suo cane non dovrebbe prendere Shar-pei, Boxer (che non hanno sottopelo) cani nudi e altri.

Allo stesso modo chi deve fare frequenti e lunghi viaggi in ogni stagione portandosi dietro il suo cane dovrebbe evitare il Bulldog e il Bouledogue Francese, che hanno problemi con il caldo e non sono adatti a seguire ovunque e con ogni condizione di tempo il padrone.

Vi sono cani molto possessivi e gelosi, che se dovessero nascere dei bambini dopo il loro arrivo potrebbero manifestare ostilità, e quindi per un po’ di tempo andranno osservati con attenzione estrema. Meno problematico è l’arrivo del cane se vi sono già bambini in famiglia, perché il cucciolo li accetterà come fratellini; però vi sono razze che con i bambini richiedono qualche attenzione, poiché esigono rispetto e non vogliono essere trattate come giocattoli: spesso sono le razze più piccole, perché quelle di grandi dimensioni sono sicure di sé e non temono le innocenti angherie dei bambini.

Circa i bambini, di qualsiasi razza si tratti, sarebbe meglio che il cane che entra in casa sia una femmina, perché l’innato istinto materno e la dolce predisposizione verso i piccoli e gli indifesi la renderà una scrupolosa custode e una tenerissima compagna, meglio ancora se ha già avuto una sua cucciolata.

Nella scelta della razza che ci accompagnerà è anche molto importante il luogo in cui viviamo. Un cane nordico vivrà con qualche difficoltà in regioni molto calde per la maggior parte dell’anno, come un cane notoriamente sensibile al freddo in luoghi dalle bassissime temperature. Tutto questo ragionamento per far capire che un cane va scelto in base alle concrete esigenze di chi lo desidera, e non in base ad altri criteri che possono essere estetici o emotivi; anche perché, per dieci anni e più, sarà la nostra compagnia nella vita e l’ideale è che sia il più adatto possibile alle nostre esigenze.

Un’ultima importantissima raccomandazione: se non siete più che esperti di cinofilia non prendete un soggetto di una razza nota per essere aggressiva pensando di poterla modificare e pensando che sia il miglior difensore, perché sarebbe un grave errore. La natura non si può modificare né negli uomini né nei cani: è una battaglia destinata a essere persa in partenza.

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L’uomo e il suo cane – il cane in esposizione – 3

Una brava persona si vergogna anche davanti a un cane. (Anton Ceechov)

Il regolamento della F.C.I. prevede che il C.A.C.I.B. possa essere assegnato solo a razze riconosciute da più di dieci anni. Le esposizioni canine sono programmate dall’ente cinofilo nazionale (in Italia l’E.N.C.I.) e dalla F.C.I. e possono essere di diverso livello:

  1. Le esposizioni mondiali sono organizzate ogni anno in un diverso Paese aderente alla F.C.I. e mettono in palio il titolo di campione mondiale, che ufficialmente spetta solo al soggetto maschio e a quello femmina di ciascuna razza che abbia conseguito il C.A.C.I.B. (quindi, quando si sente parlare di “campione mondiale coppie”, e similari, si tratta di inesattezze formali);
  2. Le esposizioni europee, che mettono in palio, sia per il miglior maschio sia per la migliore femmina di ciascuna razza, il titolo di Campione Europeo;
  3. Le esposizioni internazionali: con assegnazione del C.A.C.I.B. (e relative “riserve”) inizia, prosegue o si conclude il percorso che porterà al Campionato Internazionale;
  4. Le esposizioni nazionali, che assegneranno al miglior maschio e alla migliore femmina di ogni razza il C.A.C. (e relative “riserve”), permettendo di conseguire, finito l’iter previsto, il titolo di campione della nazione dove è organizzato. I soggetti risultati B.O.B. gareggeranno con gli esemplari che hanno ottenuto la stessa vittoria in ogni singola razza del Gruppo F.C.I. al quale appartengono (Gruppo 1: Cani da Pastore; Gruppo 3: Terrier, e così via). Chi vincerà sarà proclamato Best of Group (B.O.G.) e, infine, il migliore di ciascun gruppo disputerà l’ambitissimo titolo di Best In Show (B.I.S.), divenendo così il miglior soggetto di quella esposizione. Al secondo classificato andrà la Riserva di Best In Show.

Nelle esposizioni regionali, provinciali e locali non sono in palio titoli per il conseguimento del campionato. I soggetti esposti vengono confrontati in un particolare e amichevole spirito cinofilo, visto che queste manifestazioni servono per lo più per far impratichire i cani giovani o non abituati a partecipare alle esposizioni e per fare un po’ d’esperienza (cosa valida anche per i proprietari alle prime armi).

Ci sono poi i campionati sociali, organizzati dalle società che tutelano una determinata razza, durante i quali viene posto in palio il titolo di campione sociale. All’interno delle esposizioni nazionali e internazionali, le società di razza possono anche organizzare delle mostre speciali, che sono molto importanti per il conseguimento del campionato nazionale di bellezza.

L’uomo e il suo cane – il cane in esposizione – 2

Una brava persona si vergogna anche davanti a un cane. (Anton Ceechov)

I soggetti presentati, dopo essere stati valutati dal giudice, possono essere da questo qualificati con:

  1. Eccellente (ECC): per esemplari corrispondenti a quanto richiesto dallo standard, armoniosi  e ben proporzionati, presentati in modo appropriato e in eccellenti condizioni di forma e salute, che si muovono in modo corretto e con brillante andatura. La loro tipicità e le grandi qualità potranno far perdonare anche qualche piccola imperfezione. Sono cani altamente consigliati per la riproduzione;
  2. Molto Buono (MB): per esemplari tipici, presentati in modo corretto e in buone condizioni, ma che possiedono qualche lieve difetto veniale, non morfologico. La valutazione Molto Buono andrà anche a quei cani che, pur possedendo in alto grado le caratteristiche di razza e pur essendo meritevoli dell’Eccellente, sono presentati in modo non adeguato o con qualche temporaneo problema di forma o salute. Sono, naturalmente, soggetti consigliati per la riproduzione;
  3. Buono (B): per soggetti che possiedono sufficienti caratteristiche di razza, ma presentano anche difetti di struttura o carattere che impediscono una qualifica superiore. Si tratta di cani consigliati per la riproduzione solo con esemplari che presentino caratteristiche di correttezza nei settori in cui essi manifestano lacune. (E’ bene ricordare che non si compensa un difetto con un eccesso contrario. Ad esempio, una testa piccola non può essere rimediata da una testa grossa del cane che viene accoppiato: potrà essere corretta solo da una testa di giuste dimensioni);
  4. Abbastanza Buono (AB): per soggetti abbastanza tipici, ma senza qualità particolari, o in cattive condizioni fisiche.

Al giudice rimane ancora una possibilità: la squalifica del soggetto presentato. Sono motivo di squalifica per tutte le razze la monorchidia (discesa di un solo testicolo nello scroto) e la criptorchidia (mancata discesa nello scroto o assenza di entrambi i testicoli). Alla fine dell’esame, il giudice stilerà una classifica, indicando il primo, il secondo, il terzo, e via discorrendo fino all’ultimo, di ogni singola classe. Tra i migliori delle singole classi (Juniores, Giovani, Libera e Campioni), saranno scelti il miglior maschio e la migliore femmina, che saranno proclamati Best of Breed (B.O.B.), titolo per il miglior soggetto, e Best of Opposite Sex (B.O.S.), per l’esemplare di sesso opposto. Ai soggetti – sia maschio sia femmina – che risulteranno primi in Classe Libera, il giudice potrà assegnare il C.A.C. per le Esposizioni Nazionali Italiane, o il C.A.C.I.B., per le Esposizioni Internazionali. Il certificato può essere assegnato anche ai cani già campioni della nazione nella quale si effettua l’esposizione, ma non ancora campioni internazionali. Il giudice, è bene ribadirlo, “potrà”, ma non “dovrà”, attribuire i certificati di campionato, poiché potrebbe non considerare i soggetti, sia pur eccellenti, degni di conseguire il campionato. Ai secondi classificati potranno essere attribuiti i certificati di “Riserva” di C.A.C. e “Riserva” di C.A.C.I.B. Le “Riserve” sono indicate perché, qualora chi ha avuto dal giudice il C.A.C. o il C.A.C.I.B. effettivi non avesse bisogno di quel certificato, magari perché lo ha già avuto dallo stesso giudice, potrà rinunciarvi a favore di chi ha ottenuto la “Riserva”. Continua domani.

L’uomo e il suo cane – il cane in esposizione

Una brava persona si vergogna anche davanti a un cane. (Anton Ceechov)

Le esposizioni canine hanno sempre avuto lo scopo di indicare gli esemplari che possiedono le caratteristiche, descritte da uno standard, ritenute ideali per una certa razza. E’ un modo per segnalarli come animali da utilizzare in riproduzione per trasmettere ai figli la loro struttura morfologica e caratteriale. Oltre all’esame morfologico, si è sempre valutata con molta attenzione l’attitudine di un determinato soggetto a compiere il lavoro per il quale la sua razza è stata selezionata, oltre, ovviamente al carattere.

Anche se la consuetudine di far valutare a persone esperte i propri cani sia per la loro bellezza sia per la capacità di lavorare è cosa antica di secoli, la prima esposizione canina della quale s’abbia notizia è quella che s’è tenuta il 28 e 29 giugno 1859 a Newcastle-upon-Tyne, in Inghilterra, riservata a Pointer e Setter.

Nelle esposizioni di bellezza organizzate dagli enti cinofili d’ogni nazione aderenti o affiliati alla Federazione Cinologica Internazionale (F.C.I.), il giudice esamina i soggetti presentati, che gli vengono esibiti divisi tra maschi e femmine e in diverse classi:

  1. Classe Juniores, per soggetti d’età compresa tra i 6 e i 9 mesi. In questa classe non vengono assegnati né il Certificato d’Attitudine al Campionato Italiano di Bellezza (C.A.C.) né il Certificato di Abilitazione al Campionato Internazionale di Bellezza (C.A.C.I.B.);
  2. Classe Giovani, per i soggetti di età compresa tra i 9 e i 18 mesi. Nemmeno in questa classe sono assegnati il C.A.C. e il C.A.C.I.B.;
  3. Classe Libera, per i soggetti dai 15 mesi in su. Non possono essere iscritti in questa classe i campioni di bellezza proclamati nel Paese in cui si svolge l’esposizione. Sono in palio il C.A.C. e il C.A.C.I.B. per i soggetti non sottoposti a prove di lavoro;
  4. Classe Campioni, obbligatoria per quei soggetti già proclamati campioni nel Paese in cui si tiene la manifestazione, facoltativa per i campioni internazionali e per i campioni proclamati in altre nazioni;
  5. Classe Lavoro, per i cani di almeno 15 mesi di età che siano in possesso dei titoli richiesti dal regolamento. E’ in palio il Certificato di Attitudine al Lavoro (C.A.L.).

E’ proibita l’iscrizione contemporanea dello stesso cane in più di una di queste classi. Vi sono anche altre classi:

  1. Classe di Coppia, per soggetti (un maschio e una femmina) della medesima razza e dello stesso proprietario;
  2. Classe di Gruppo, per soggetti (almeno tre, maschi e femmine) appartenenti alla stessa razza e allo stesso proprietario, o iscritti dall’allevatore;
  3. Classe di Gruppo d’Allevamento, per soggetti provenienti dallo stesso allevamento e giudicati nel Ring d’Onore;
  4. Classe Registro Soggetti Riconosciuti (R.S.R.), che serve a far riconoscere un cane privo di pedigree come appartenente a una determinata razza (i cani con pedigree sono invece iscritti al Registro Origini Italiane, il R.O.I.). Questo, sempre che ciò sia possibile, poiché per alcune razze non è ammesso il riconoscimento di soggetti privi di pedigree. I cani devono avere almeno 9 mesi di età;
  5. Fuori Concorso, per soggetti che non partecipano all’assegnazione di premi o titoli. Non dà diritto al giudizio, ma serve solo per mostrare il cane, per ottenere il riconoscimento della taglia (per quelle razze ove è richiesto), per mostrare ai giudici, ai cinofili e al pubblico una razza non ancora riconosciuta o un esemplare di grande rilievo, oppure per far partecipare il cane di una razza riconosciuta ai gruppi d’allevamento.

Nelle esposizioni di Campionato Sociale, o nelle mostre speciali organizzate dalle società che tutelano una determinata razza, è possibile avere classi supplementari quali la Baby o Puppy, per soggetti dai 3 ai sei mesi, e quella Veterani, per cani con più 6-7 anni d’età, a seconda della razza e di quanto decide la società che promuove l’evento.

Non potranno accedere alle esposizioni e non avranno diritto al rimborso dell’iscrizione i cani che:

  1. Sono affetti da malattie della pelle e da ogni altra malattia;
  2. Hanno subito una modificazione, o una qualsiasi truccatura volontaria, destinata a dissimulare un difetto trasmissibile in riproduzione. E’ fatta eccezione per quelle razze il cui Standard riconosce come necessarie tali pratiche;
  3. Sono ciechi o storpiati;
  4. Sono monorchidi, criptorchidi, con incompleto sviluppo di uno o di entrambi i testicoli, o comunque inetti alla procreazione;
  5. Hanno un’età differente da quella indicata sulla scheda d’iscrizione, per la quale non sono ammissibili alla classe in cui sono iscritti;
  6. Sono femmine in calore;
  7. Sono femmine che allattano, oppure in avanzato stato di gravidanza. Continua domani.

Incontri nel Parco

La martora

Le zone più selvagge degli Appennini e delle Alpi ospitano ancora una popolazione piuttosto consistente di uno dei predatori più misteriosi della fauna europea: è la martora (Martes martes), molto simile come struttura e colori alla cugina faina, ma molto diversa per le abitudini.

Il suo pelame è bruno cioccolato, con una vistosa macchia gialla. Mentre la faina preferisce le zone aperte e a volte si avvicina alle costruzioni umane per approfittare della presenza di moltissimi roditori (e di un occasionale pollaio), la martora abita le foreste più fitte e preda di preferenza animali selvatici.

Grazie alla sua agilità cattura infatti scoiattoli ma soprattutto un gran numero di arvicole e topi campagnoli di cui è uno dei maggiori predatori naturali. Si nutre inoltre di piccoli uccelli (in particolare scriccioli) ma anche di rane e di larve di bombi, insieme a bacche e frutti nei periodi più freddi.

Il maschio e la femmina occupano territori distinti, anche se spesso si sovrappongono a quelli di altri esemplari. La femmina si accoppia con il maschio (a volte più di uno) in luglio-agosto e i piccoli che nascono dopo otto-nove mesi (la vera gestazione è di circa un mese, ma il feto rimane quiescente per alcuni mesi), sono indipendenti dopo circa sei mesi.

Animali – I Canidi – 6

Il Lupo

Gli accoppiamenti sono di solito limitati ai Lupi di un certo rango, che spesso ostacolano addirittura i tentativi compiuti dai compagni gerarchicamente inferiori. Tale abitudine, insieme a un indice abbastanza elevato di mortalità durante il primo anno, realizza una sorta di controllo delle nascite, e quindi un’autoregolazione della densità di popolazione, comune del resto ad altri Carnivori di grandi dimensioni. Gli accoppiamenti hanno luogo in febbraio-marzo per le forme eurasiatiche, ai primi di aprile per quelle diffuse nelle estreme regioni settentrionali del Nordamerica. Dopo una gestazione di circa 9 settimane la femmina dà alla luce da 3 a 10 piccoli (più comunemente da 5 a 7), ciechi e inetti come quelli dei Cani domestici. Qualche tempo prima del parto la futura madre predispone un ricovero adatto ad accogliere la prole, scavando di solito un rifugio nel sottosuolo, o più semplicemente installandosi in un tronco cavo, in una tana di Volpi oppure in una tana abbandonata di Castori. I piccoli vengono allattati per circa 8 settimane, quindi la femmina viene aiutata ad allevarli sia dal maschio, che sovente vive per vari anni con la stessa compagna, sia da altri Lupi del branco che non hanno ancora formato una coppia, soprattutto dalle femmine più giovani; queste si prendono cura dei cuccioli allorché la madre ricomincia ad allontanarsi per andare a caccia. Dopo essere stati svezzati i piccoli vengono infatti nutriti con il cibo procurato dai genitori, che talvolta lo portano direttamente tenendolo in bocca, oppure lo inghiottono per poi rigurgitarlo nella tana.

I cuccioli crescono con tale rapidità da raggiungere durante l’inverno delle dimensioni prossime a quelle dei genitori (da una certa distanza è pressoché impossibile distinguerli dagli adulti); poiché tuttavia non sono ancora in grado di contrastare validamente le pericolose reazioni delle prede, si limitano dapprima a partecipare alla caccia come apprendisti, senza intervenire attivamente. Trascorrono invece molte ore dedicandosi ai giochi più diversi, trascinando talora anche gli adulti. I Lupi raggiungono la maturità sessuale verso i 3 anni e allo stato libero non vivono probabilmente più di 10 anni; a questa età infatti l’animale ha i denti talmente logori, ed è tanto indebolito dai parassiti da trovare notevole difficoltà nella ricerca del cibo. A volte gli individui molto anziani vengono scacciati dal branco e costretti a vivere isolati, per cui finiscono ben presto per morire.

I lupi e l’uomo

Fin dai tempi più antichi il Lupo è stato temuto e odiato dagli uomini: i cacciatori vedevano in questo Carnivoro un temibile concorrente, i pastori lo consideravano un predatore di animali domestici e addirittura pericoloso nemico. Non è dunque difficile immaginare quanto abbia influenzato la mitologia e la superstizione di molti popoli dell’emisfero settentrionale, non solo nell’antichità (basti pensare alla leggenda di Romolo e Remo allattati da una Lupa), ma addirittura ai nostri giorni. In India, ad esempio, si narrano tuttora storie di bambini che, abbandonati dai genitori, sono stati accolti e allevati da un branco di Lupi (di qui il personaggio di Mowgli, ideato da Rudyard Kipling). Ai tempi in cui in Europa vigeva il regime feudale, questi Carnivori erano divenuti per i contadini oppressi l’incarnazione stessa del terrore: l’irruzione di un branco in un pascolo di Bovini poteva risolversi in una catastrofe economica per i proprietari degli animali uccisi, per i quali un simile evento significava la perdita delle decime o quanto meno l’impossibilità di accumulare le provviste di carne (conservata sotto sale) necessarie per l’inverno. Dopo la guerra dei Trent’anni, quando i Lupi si accrebbero in misura tale da annientare talune colonie agricole di recente formazione, i feudatari decisero di condurre una lotta spietata contro questi Carnivori, ricorrendo perlopiù all’arruolamento in massa di battitori che avevano il compito di spingere i Lupi verso una località prefissata; qui gli animali rimanevano imprigionati in reti e facilmente abbattuti. In confronto ai risultati ottenuti, tuttavia il costo di una simile tecnica di caccia fu veramente enorme, e si risolse, in pratica, in un pesante aggravio per i contadini, costretti loro malgrado a fungere da battitori. Nella prima metà del XVIII secolo il graduale miglioramento tecnico delle armi da fuoco e l’introduzione della stricnina quale mezzo di lotta contro i Lupi provocarono una progressiva riduzione numerica nelle popolazioni di questa specie, che all’inizio delle guerre napoleoniche appariva ormai quasi completamente sterminata in gran parte dell’Europa centrale. Dopo l’infelice campagna di Russia branchi di Lupi seguirono le armate napoleoniche in ritirata, spingendosi dalle regioni orientali fino all’Europa centrale, ove vennero però in gran parte distrutti. La penetrazione verso le regioni centrali di gruppi di questi Carnivori continuò tuttavia, sia pure sporadicamente, fino al 1870; verso il 1900 vennero uccisi gli ultimi esemplari sopravvissuti in Alsazia, Lorena e Saar, mentre nelle Ardenne e nelle altre zone della Francia Orientale la specie scomparve attorno al 1910. Un piccolo gruppo di Lupi sopravvive oggi nei Pirenei, e alcuni individui si spingono talora verso nordest, fino alle Cevenne. Nell’Europa orientale questa specie ha invece registrato un aumento numerico apprezzabile dopo la prima guerra mondiale e soprattutto dopo la seconda, tanto che negli ultimi decenni si sono verificate delle nuove migrazioni verso occidente, fino alla Bassa Sassonia. In Italia esistono ancora circa 300-400 Lupi di una razza particolare (Lupo appenninico), diffusi dall’Umbria alla Calabria. Difficilmente, però essi potranno sopravvivere in futuro, a eccezione dei pochi esemplari presenti nel Parco nazionale degli Abruzzi. Continua – 6

L’uomo e il suo cane – La comunicazione uomo-cane – 2

La comunicazione acustica

L’acustica è un metodo di comunicazione abbastanza facile da interpretare. Talvolta i cuccioli guaiscono o piangono solo per attirare l’attenzione del padrone. Se ci si fa caso, in una cucciolata tutti i cuccioli piangono e guaiscono, ma la madre non si preoccupa molto, perché sa che si tratta di un comportamento naturale, che non segnala pericolo.

Se la stessa situazione si ripete in famiglia, tutti si daranno da fare per capire di cosa il piccolo ha bisogno, autorizzandolo di fatto a fare “i capricci” in ogni momento; il giovane despota diverrà in questo modo il dittatore di casa, che imporrà con petulanti lamenti i suoi voleri. Meglio, perciò, ignorare fin dal principio tali atteggiamenti, a meno che non vi siano evidenti stati patologici. Nell’età dello sviluppo sessuale il maschio, e in limitati casi anche la femmina, potrebbe cercare di scalare la gerarchia sociale della famiglia iniziando a disubbidire e a minacciare il padrone con un sordo ringhiare accompagnato da orecchie abbassate ed esposizione dei canini.

Non bisogna lasciarsi intimidire, anzi si deve reprimere con decisione ogni tentativo di ribellione; in pochi mesi la situazione si sistemerà e il nostro intraprendente amico accetterà di buon grado la sua posizione sociale.

Molto importante è imparare a riconoscere con che tipo di abbaio si rivolge a noi il nostro cane.

C’è l’abbaio festoso e giocoso, accompagnato sovente dallo scodinzolare, con il cane che si appiattisce al suolo con la parte anteriore, allegro.

Ci sono gli abbai di richiamo, con il quale il cane cerca la nostra attenzione. Sono richiami di forte tonalità, striduli, ripetuti a intermittenza.

Vi sono, poi, gli abbai da noia, che il cane fa quando si sente per lungo tempo ignorato o trascurato. Sono versi noiosi, forti, monotoni, lamentosi e molto fastidiosi.

Se c’è una situazione che il cane non capisce abbaia in modo non molto profondo ma continuo, in modo da attirare l’attenzione del padrone, che farebbe bene ad andare a controllare.

V’è, infine, l’abbaio con il quale avvisa di un pericolo reale e imminente. Si tratta di un segnale profondo, deciso, agguerrito. In alcune razze di taglia media e grande, particolarmente specializzate nella guardia, un simile abbaiare può gelare il sangue perfino al più coraggioso dei malfattori, inducendolo a desistere dall’azione criminosa. Con questo modo di abbaiare il padrone deve immediatamente mettersi in guardia.

Per comunicare con il suo cane il padrone dovrà adattare tono e volume della voce a quello che deve trasmettere. Non dovrà mai gridare, non dovrà pronunciare un gran numero di parole (l’animale non capirebbe, sono sufficienti un “qui!”, oppure un “no!”, detti in modo secco e deciso), non dovrà mai usare metodi violenti.

La comunicazione olfattiva

Il cane comunica anche con segnali olfattivi: è tipica la marcatura del territorio con urina e feci, che i maschi e le femmine dominanti fanno nell’ambiente dove vivono e in quelli nuovi, in modo da segnalare la loro presenza e il desiderio di controllare lo spazio circostante. L’acre odore delle glandole perianali viene emanato in condizioni di pericolo o di paura.

Un’ultima segnalazione riguarda l’uso che alcuni soggetti fanno dell’aria contenuta nell’intestino: se si trovano con il padrone in situazioni che non gradiscono (permanenza in uffici, lunghe attese prima di uscire da una casa, prolungata conversazione del padrone con qualcuno), i cani possono emetterla, con tutte le prevedibili conseguenze tra le quali, naturalmente, il grande imbarazzo del padrone.