Animali

Asino – Equus asinus domesticus
Specie Equine

Generalità e origini dell’asino

– Classe Mammiferi
– Ordine Perissodattili
– Famiglia Equidi
– Genere Equus
– Specie asinus domesticus

Differenziazioni con il cavallo

L’asino si differenzia dal cavallo per le seguenti principali caratteristiche anatomiche e di conformazione esteriore: minore statura; mancanza di un tipo brachimorfo; testa pesante e grossolana con arcate orbitarie e creste zigomatiche pronunciate; ganasce molto sviluppate; labbra grosse; orecchie lunghe; garrese poco sviluppato; dorso spesso insellato; groppa stretta e spiovente (mulina); ventre grande e cascante; arti sottili e asciutti; piede stretto e piccolo (incastellato), con la suola molto concava e con l’unghia durissima; pelo meno abbondante e più grossolano; criniera meno abbondante, con peli diritti; coda non interamente rivestita di peli, ma solo verso l’estremità; mancanza delle castagnette (tipici rilievi cornei alla superficie interna dell’avambraccio ed al lato interno del metatarso) agli arti posteriori. Il raglio dell’asino non è meno caratteristico, quanto tipicamente rumoroso.

L’asino e il mulo nella storia

Storicamente asini e muli furono impiegati come forza motrice per aratri, macine di mulini, per la raccolta delle olive o per pompare l’acqua dai pozzi per irrigare i campi.
Nelle miniere, furono usati per trainare i carrelli carichi di minerale verso la superficie e durante la transumanza, i muli e gli asini accompagnavano i pastori, trasportando i materiali, le derrate alimentari, e  i prodotti d’alpe come il formaggio e il latte.
Si stima che nell’Europa del principio del ‘900 furono allevati quasi 5 milioni di capi tra asini muli e bardotti.  L’Italia fu seconda solo alla Spagna per consistenza di capi allevati, con circa 1 milione di asini e 500.000 tra muli e bardotti.
Una tra le principali ragioni del fiorente allevamento degli asini in Italia, nel corso dell’ottocento e della prima metà primo novecento fu per la produzione di muli da destinare all’esercito. Le razze  principalmente usate furono l’asino di Martina Franca, il Ragusano e la razza francese del Poitou.
Il numero di capi allevati diminuì durante tutto il corso del novecento per subire un definitivo tracollo dopo la Seconda Guerra Mondiale  quando venne meno la necessità di allevare asini e muli da destinare all’esercito nonché a causa dell’incremento della meccanizzazione agricola che sostituì asini e muli con le moderne macchine agricole. Uno studio risalente al 2005 censisce in Italia 29.000 capi  tra asini, muli e bardotti.

Allevamento dell’asino

L’asino viene adoperato per il tiro, per la sella e soprattutto per il basto. Il rendimento lavorativo, specie se paragonato alle sue dimensioni, all’alimentazione generalmente scarsa quantitativamente e di poco significato nutritivo, all’allevamento quasi sempre molto trascurato, è da considerare notevole e superiore a quello del cavallo, anche per la maggiore resistenza. Molto apprezzati anche gli ibridi (mulo quando lo stallone è l’asino, bardotto quando lo stallone è il cavallo).
Il latte d’asina ha sempre goduto, tra l’altro, vanto di medicamentosità e di facilissima digestione. La carne è molto sapida e viene spesso usata per la confezione di insaccati, quasi sempre però mescolata alla carne suina.
L’allevamento si svolge in complesso analogamente a quello del cavallo, con la differenza che il primo è assai meno esigente, più rustico e resistente e più sobrio. Possono entrare a far parte della razione quotidiana una maggior quantità di alimenti grossolani e ricchi di cellulosa (foglie e loppe di cereali e di leguminose, ecc.) meglio previamente trinciati per favorirne la digeribilità. Le asine gravide e allattanti, gli stalloni durante l’epoca delle monte, devono ricevere una sufficiente razione giornaliera di cereali (avena, ecc.) o di altri concentrati, in proporzione al peso vivo ed all’attività produttiva spiegata.
L’asina presenta in genere il primo ciclo di calore ad un anno di età. La stagione delle monte corrisponde a quella dei cavalli (da marzo ad agosto). Il ciclo estruale, di norma, è più regolare che non nelle cavalle e dura 21-28 giorni ed il calore 2-7 giorni. Il calore riappare, nell’asina che ha partorito, dopo 17-18 giorni. In genere l’ovulazione sembra che avvenga 48 ore dopo l’inizio del calore. La gravidanza dura 365 giorni, con variazioni di 8-12 giorni in più o in meno. Il comportamento degli ormoni sessuali nel sangue e nell’urina e di conseguenza la possibilità di fare la diagnosi di gravidanza mediante l’esame di tali liquidi è lo stesso come nelle cavalle.
L’asino stallone eiacula cc. 70-115 di materiale spermatico ed, in media, cc. 40-100, con un contenuto nemaspermatico generalmente superiore a quello dello sperma di cavallo. L’ottenimento dell’eiaculazione con la vagina artificiale, ai fini della fecondazione artificiale è, in genere, facile e lo stallone si presta a montare il manichino anche più facilmente rispetto al cavallo. L’asino usato per la produzione mulina talvolta presenta qualche ritrosia a coprire la cavalla ed allora bisogna ricorrere all’artificio di eccitarlo prima con un’asina in calore. Il tempo di preparazione, precedente alla copula, è molto più lungo che non nel cavallo.

Animali

Cavallo

Murgese
Atlante delle razze di Cavalli – Razze italiane

Origini e attitudini

La Puglia (in particolare le Murge) è la zona di origine e di diffusione. Antica razza che trae le sue origini in epoca di dominazione spagnola con l’importazione di stalloni di razza Araba, Berbera e Andalusa. Ma la vera storia del cavallo Murgese è dovuta alla Contea dei Conversano, famiglia di nobili lungimiranti e abilissimi nella scelta di equini da importare e attenti nella selezione finalizzata alle necessità dei tempi ed alle caratteristiche dei luoghi. La registrazione ufficiale della razza fu iniziata nel 1926 a cura del Deposito Stalloni poi divenuto Istituto di Incremento Ippico di Foggia.
Razza rustica, allevata spesso allo stato brado. Cavallo da sella, per la sua robustezza e il suo carattere (vivace ma docile), è attualmente utilizzata per il turismo equestre e il tiro leggero.
Ass. Nazionale Allevatori del Cavallo delle Murge e dell’Asino di Martina Franca: sito web www.anamf.com

Caratteri morfologici

Tipo: mesomorfo.
Peso medio 350 – 400 kg.
Dati Biometrici a 30 mesi:
Altezza al garrese: 155 -168 cm (maschi); 150 – 162  (femmine)
Circ. torace: 180 cm (maschi); 172 (femmine).
Circ. stinco: 20 cm (maschi); 19 cm (femmine).
Mantello:  morello corvino, ammesso il roano.
Testa leggera con profilo rettilineo o leggermente montonino, non troppo pesante; fronte larga con grande ciuffo, orecchie regolari, occhi grandi ed espressivi, narici ampie e mobili.
Collo robusto con abbondante criniera; spalla giustamente inclinata e muscolosa, garrese abbastanza rilevato.
Dorso orizzontale e ben sostenuto, lombi corti e muscolosi, groppa proporzionata e muscolosa, di giusta inclinazione, petto largo e muscoloso, torace ben sviluppato, coda bassa. 
Gli arti sono solidi con avambraccio mediamente lungo, articolazioni ampie e spesse; andature sciolte, passo sicuro e trotto cadenzato; appiombi regolari, tollerata una lieve falciatura, piede regolare, ben diretto, con unghia compatta e nera.
Temperamento vivace.

Per altre informazioni visita il sito:
www.cavallodellemurge.it

Cavallo Murgese (foto Giorgio Soldi www.cavallodellemurge.it)
Cavallo Murgese

Razza Pugliese

Razza distinta dalla Murgese; di questa razza risultavano iscritti ancora alla monta pubblica nel 1978, 2 stalloni  nelle locali stazioni di monta.
Oggi completamente estinta.

Animali da Compagnia

Gatto

Tiffany/Chantilly
Atlante delle razze di Gatti

Classificazione FIFe e cenni storici

Nome: Tiffany/Chantilly
Paese d’origine: Stati Uniti.

Nel 1967, Jennie Robinson acquistò a New York una coppia di gatti a pelo lungo color cioccolata, dagli occhi dorati, di cui si ignorava la provenienza.
Il colore dei gatti indicava tuttavvia una parentela con i Burmesi.
I gatti passarono a una allevatrice di Burmesi della Florida, che li chiamò Tiffany, ma fu inevitabile l’associazione con i gatti da lei allevati.
Negli anni ’80 lo Chantilly rischiò l’estinzione, ma nel 1988 una allevatrice canadese stabilizzò la razza chiamandola Chantilly/Tiffany (fonte www.akela.it)

Aspetto generale

E’ un gatto di media taglia, elegante e muscoloso.

Orecchie: medie, arrotondate
Occhi: rotondi, color oro
Testa: rotonda
Corpo: di taglia media, muscoloso
Mantello: lungo
Zampe: lunghe e magre
Piedi: ovali e rotondi
Coda: media, molto folta

Carattere

Dal carattere dolce e adorabile, si affezionano molto al padrone, che seguono in giro per la casa e dal quale amano farsi coccolare a lungo. Hanno bisogno di ricevere costanti attenzioni e amano giocare giornalmente; soffrono se vengono lasciati soli per troppo tempo.

Tiffany/Chantilly

Cura

A causa del loro fitto e lungo mantello devono essere spazzolati e pettinati ogni giorno.

Tiffany/Chantilly

Varietà di colore

Diversi sono i colori ammessi, tra cui cioccolato, blu, cannella, marron-glacé e lilla, sia in tinta unita sia chiazzati. Il più conosciuto è comunque color cioccolato.

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

Albanella reale – Circus cyaneus Linnaeus, 1766
Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Accipitriformi
Famiglia: Accipitridi
Genere: Circus
Specie: C. cyaneus L.

L’albanella reale è specie diffusa come nidificante in Europa ed Asia centrali e settentrionali e, con una distinta sottospecie, nell’America del Nord. Le popolazioni del Nord e del Nord-Est europeo sono completamente migratrici, mentre quelle dell’Europa centrale e occidentale sono parzialmente migratrici; le aree di svernamento sono situate in Europa occidentale e meridionale, in Nord Africa e nel Medio Oriente. Le popolazioni asiatiche di Albanella reale svernano dalla Penisola Anatolica alla Cina orientale e al Giappone.
In Italia l’albanella reale è migratrice regolare e svernante. La migrazione post-riproduttiva verso i quartieri di svernamento inizia alla fine di agosto, ma i contingenti più numerosi si registrano in ottobre e novembre; la migrazione pre-riproduttiva verso i quartieri di nidificazione si svolge tra la fine di febbraio e aprile.

Maschio di Albanella reale in volo – Circus cyaneus L. (foto https://lailera.wordpress.com/)
Albanella reale – Circus cyaneus L.
Femmina di Albanella reale in volo – Circus cyaneus L. (foto www.casalinimaker.it)

Caratteri distintivi

Lunghezza: 44-52 cm
Apertura alare: 100-120 cm

Rapace di medie dimensioni, con struttura intermedia tra il più massiccio C. aeroginosus e le più snelle C. pygargus /C.macrourus. Ha coda relativamente lunga e ali larghe in corrispondenza del “braccio” e più corte e arrotondate alla “mano” dove sono evidenti le 5 “dita”. Da posato le ali non superano la lunghezza della coda ma i tarsi relativamente corti fanno sembrare sia le timoniere che le primarie più sporgenti che nelle altre albanelle. Il volo di caccia è tipico di circus radente al terreno con 5-6 battiti intervallato da planate con le ali leggermente rivolte all’insù. A differenza dei suoi congeneri effettua anche scivolate ad ali piatte o incurvate verso il basso e procede in volo battuto per lunghi tratti. Il maschio adulto è caratterizzato da una colorazione grigio-bluastra sulle parti superiori ad eccezione delle primarie più lunghe di colore nero. Capo e petto dello stesso colore e nettamente distinti dalle restanti parti bianche.

Biologia

Volo basso; sul terreno salta e cammina. Si ciba di vari animali di palude, ratti, lucertole, piccoli uccelli, nidiacei e uova. E’ una specie solitaria durante tutto l’anno.
Periodo riproduttivo: depone le uova tra fine aprile e giugno; una covata l’anno.
Costruisce nidi utilizzando stecchi, steli, erbe e foglie sul terreno tra la vegetazione erbacea o cespugliosa e, a volte, nelle zone coltivate a cereali.
Depone in genere 3-5 uova.
La cova, effettuata dalla femmin, dura 29-31 giorni.
Cure parentali: i pulcini sono nidicoli e rimangono nel nido per 5-6 settimane. I giovani raggiungono l’indipendenza dopo circa 3-4 settimane dall’involo.

Animali

Razze italiane minori
Razze Asini

RAZZAPROVINCIA
Sant’Alberto (sinonimo di Romagnolo)Province di Forlì Cesena
Emiliano 
Argentato di Sologno 
CariovilliProvincia de L’Aquila (estinto)
Castel MorroneProvincia Caserta  (estinto)
Asino dell’IrpiniaProvince di Benevento ed Avellino
Asino delle Marche (sottorazza del Pugliese) 
Asino Pugliese 
Asino della Basilicata (sottorazza del Pugliese) 
Asino Leccese (sottorazza del Pugliese)
Probabile sinonimo di Martina Franca
 
Asino S. Domenico 
Asino S. Andrea 
Asino S. Francesco 
Asino Romagnolo (foto Dr. Alessio Zanon)

Informazioni ai naviganti

L’Asino (Equus asinus domesticus) veniva impiegato dall’uomo per il tiro, per la sella e soprattutto per il basto. Animale molto rustico, presenta un carattere docile, paziente e riservato, ed è capace di provare affetto per coloro che lo trattano in modo conveniente, sapendo riconoscere il padrone anche da molto lontano. Un tempo molto diffuso in Italia, è andato via via scomparendo a causa della crescente meccanizzazione dei lavori in campagna. Negli ultimi anni è oggetto di crescente interesse, a causa dell’onoterapia (pratica che utilizza l’asino come strumento terapeutico per rimettere in moto i sentimenti e il piacere della comunicazione emotiva) e della riscoperta del latte di asina, prezioso alimento dalle caratteristiche organolettiche molto vicine al latte materno e quindi molto indicato per i bambini con allergie alimentari. Nelle aziende zootecniche che allevano asine per la produzione di latte, particolare attenzione è dedicata alla cura degli animali in termini di riproduzione, alimentazione, delle rituali operazioni di mungitura e del controllo del benessere animale.

Asino – Equus asinus domesticus
Specie Equine

Generalità e origini dell’asino


– Classe Mammiferi
– Ordine Perissodattili
– Famiglia Equidi
– Genere Equus
– Specie asinus domesticus

L’asino domestico discenderebbe, secondo vari Autori, dal selvatico africano (Equus asinus africanus) il cui mantello è fondamentalmente fulvo e grigio. Gli asini selvatici vivono in branchi non molto numerosi e si dice che siano guidati da una vecchia asina, anziché da uno stallone, come, generalmente, avviene nei cavalli selvatici. L’asino selvatico vive in località povere di vegetazione, desertiche e pietrose, grazie la sua grande sobrietà e resistenza, che gli consentono anche periodiche migrazioni, se si rendono necessarie per la scarsa disponibilità foraggera.
Oltre che lungo le coste dell’Africa orientale-settentrionale, vive ed ha vissuto nella Siria, in Mesopotamia, nell’Afghanistan, nella Persia, nella Russia asiatica meridionale, nel Tibet, nella Mongolia, ecc. Alcuni Autori ritengono che dall’Equus asinus africanus siano originate due sottospecie. L’una quasi estinta, di taglia minore e cioè di m 1,15 al garrese, con striscia scura in corrispondenza della linea dorso-lombare e con una linea trasversale pure scura alle spalle e formante, con la prima, la cosiddetta linea crociata o croce di Sant’Andrea. l’altra – Equus asinus taeniopus – di taglia maggiore, cioè di m 1,25 al garrese, priva quasi sempre della lista crociata, si è originata lungo la zona costiera africana del mar Rosso ed anche dell’Ogaden ed in Dancalia.
L’asino sarebbe stato addomesticato per la prima volta in Numidia. In Europa la specie fu conosciuta tardi e, cioè, nel Neolitico. I suoi resti fossili vi compaiono solo alla fine dell’epoca del bronzo e dell’epoca del ferro.Il mulo, quale prodotto dell’incrocio tra il cavallo e l’asino e la cui raffigurazione compare sui bassorilievi assiri, sembra che sia stato prodotto, la prima volta, nell’Occidente asiatico e precisamente nell’Asia Minore, in epoca immediatamente successiva all’immigrazione mongola.
In Asia si hanno specie equini affini all’asino e, cioè, l’Ermione (Equus hermionus) e l’Onagro (Equus onage).

Animali da Compagnia

Cane da Pastore Italiano
Atlante delle razze di Cani

Origine, classificazione e cenni storici

Origine: Italia.
Classificazione F.C.I.: RAZZA NON RICONOSCIUTA

La storia del Cane da Pastore Italiano inizia intorno al 1975, quando Piero Accettella (Allevamento Little Ranch Cepagatti – Pescara) nota che in Italia, e in particolare nelle zone dell’Abruzzo, Marche, alto Lazio, Toscana e Umbria, esistevano cani dal mantello nero, di media taglia, con tratti lupoidi, che utilizzati nella custodia del bestiame, dotati di un’ intelligenza vivacissima e con grosso equilibrio psicologico, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.
Dopo accurate ricerche, riesce ad accaparrarsi alcuni soggetti interessanti e, per conferire loro una mole più imponente, inserisce sangue molossoide abruzzese.
Il risultato che ottiene è molto interessante, perché a livello psicologico, alla duttilità del ceppo base riesce ad unire la giusta diffidenza dell’ Abruzzese, ottenendo un cane molto equilibrato, portato per qualsiasi tipo di addestramento, ma anche un guardiano tenace.
Rientra nel gruppo dei cani a pastore (gruppo 1) ed è utilizzato come cane da guardia, difesa e utilità.

Aspetto generale

Cane di taglia medio-grande, armonico nella sua costituzione. Cane che nonostante la mole è molto agile e potente, trottatore instancabile, perlustra costantemente il territorio da difendere. Molto rustico.
Adulto a quattro anni, ha una salute di ferro, molto longevo di media vive 17 anni.

Carattere

Molto serio ed equilibrato, non attacca mai senza motivo, guardiano eccezionale, diffidente e mordace con gli estranei nel suo territorio, indifferente ed inamovibile fuori dal suo ambiente (sempre vicino al suo padrone). Cane di grossa tempra ha bisogno di padrone deciso. Si adatta a qualsiasi clima e padrone che ama incondizionatamente alla follia.

Cane da Pastore Italiano (foto www.pastoreitaliano.it)
Cuccioli di Cane da Pastore Italiano (foto www.pastoreitaliano.it)

Standard

Dal punto di vista fisico, il Pastore Italiano è un cane veramente unico. Si tratta di un lupoide dalle orecchie erette, con la caratteristica della punta che tende a curvare leggermente all’ interno. Il corpo è lungo, con possente posteriore; addirittura la lunghezza del tronco è del 30% superiore rispetto all’ altezza. Altra particolarità è la crescita lenta: la maturazione infatti avviene intorno ai quattro anni. E’ un cane molto longevo: di media vive circa 17 anni. Ha una salute di ferro ed è altresì rustico e naturale. I suoi caratteri sono ormai fissati. La razza è giunta alla terza generazione e si può osservare una buona omogeneità.

ORIGINE: Abruzzo (Italia)
UTILIZZAZIONE: Cane da guardia, difesa e utilità
CLASSIFICAZIONE: Categoria 1 (cane da pastore), Gruppo 1, a.: Sottoposti a prove di lavoro

CARATTERISTICHE

Aspetto generale
Armonico nella sua costituzione.
Cane di taglia medio/grande molto rustico e naturale (adora il mare e la montagna), si adatta a qualsiasi clima e padrone che ama incondizionatamente alla follia. Molto equilibrato e duttile, senso della proprietà innato., affettuosissimo con i bambini della famiglia, ma diffidente con gli estranei (indifferente con gli animali in genere). Adulto a quattro anni, ha una salute di ferro, molto longevo ha una vita media lunga.

Taglia e proporzione
Tronco lungo orizzontale, iscritto in un rettangolo.
La lunghezza del tronco è del 30% circa rispetto all’altezza.

Altezza:
– maschi: cm 62-70 al garrese.
– femmine: cm 55-56 al garrese.

Peso:
– maschi: kg 35-45 circa
– femmine: kg 25-35 circa.

Testa e occhi
Cranio largo, collo corto e muscoloso, muso squadrato testa nell’insieme ben proporzionata.
Occhi: tondi di colore marrone, più o meno scuri.
Capacità espressiva molto alta, lo sguardo cambia a seconda la situazione che può richiedere aggressività o dolcezza.

Orecchie
Attaccate alte, erette, con punta a rientrate, (definite intorno agli 8/12 mesi circa, non vanno ne tagliate ne tanto meno manipolate).

Arti, piedi e coda
Arti anteriori: robusti, spalle ben sviluppate e inclinate, appiombi dritti e ben distanti.
Arti posteriori: Cosce ben muscolose, e potenti, garretti leggermente inclinati e forti.
Piedi: aperti, palmati.
Coda: lunga, attaccata alta (preferibilmente uncinata).

Mantello, tartufo ecc.
Pelo corto o semilungo, con fitto sottopelo, unicolore (Nero, fulvo, crema ecc..), o manto nero con sfumature (sono ammessi tutti i colori), tollerata macchia bianca sul petto.
Tartufo, gengive, polpastrelli e unghie: colore nero.

Portamento
Cane che nonostante la mole è molto agile e potente, trottatore instancabile perlustra costantemente il territorio da difendere.

Temperamento
Molto serio ed equilibrato, non attacca mai senza motivo, guardino eccezionale diffidente e mordace con gli estranei nel suo territorio, indifferente ed inamovibile fuori dal suo ambiente (sempre vicino al suo padrone.) Cane di grossa tempra ha bisogno di padrone deciso.

Difetti da evitare
Groppa bassa; Tronco corto; Muso stretto, prognatismo ed enognatismo, speroni posteriori, mancanza di diffidenza.

Isotta, femmina junior età 2 anni pelo semilungo, colore nero (foto www.pastoreitaliano.it)

Animali

Cavallo

Maremmano
Atlante delle razze di Cavalli – Razze italiane

Origini e attitudini

Le origini del cavallo maremmano si nascondono nel territorio della Maremma tosco-laziale al tempo degli antichi Etruschi. Da allora fino all’800 ha mantenuto le stesse forme iniziali: tozzo, forte, ombroso. Intorno al 1870 si cominciò a incrociarlo con cavalli dall’aspetto più gentile e slanciato; grazie all’incrocio con il purosangue inglese si giunse a quella che viene definita “la nuova generazione” con la nascita, nel 1902, dello stallone Fauno nelle scuderie reali di San Rossore (Versilia – Toscana). Il purosangue inglese oltre a ingentilire la tozza e rustica figura del vecchio maremmano ne ha anche aumentato la statura e la nevrilità.
Robusto, resistente alla fatica e alle condizioni climatiche avverse,  generoso, è adatto come cavallo da sella ad adeguarsi alle più svariate esigenze. Per la docilità oggi questo cavallo è apprezzato come compagno per escursioni e passeggiate sia per adulti che per bambini.
I campioni olimpici Raimondo D’Inzeo con Quotidiana e Graziano Mancinelli su Ursus del Lasco hanno dimostrato le doti del Maremmano come saltatore, Stefano Meattini su Rondinella (campione del mondo di velocita’) la sua supremazia nella monta da lavoro. L’ignoranza, il classico pressapochismo italico e la stupida esterofilia non ne hanno permesso una selezione adeguata fino agli anni novanta come cavallo sportivo. Ma da allora molto è stato fatto. L’Associazione Italiana Allevatori Cavallo di razza Maremmana (ANAM www.anamcavallomaremmano.com) e’ stato il primo organismo ad introdurre in Italia il performance test per la valutazione e l’approvazione alla riproduzione degli stalloni e della fattrici. Quindi non piu’ soltanto un giudizio morfologico sul soggetto ma anche di attitudine al lavoro con la valutazione delle andature e della propensione al salto. Il Maremmano e’ un cavallo che ha bisogno di essere rilanciato, ma ha grandissime potenzialita’ (testo di Gregorio Savio).

Caratteri morfologici

Tipo: meso-dolicomorfo.
Il colore del mantello è baio o morello, generalmente scuro.
Altezza al garrese: da 160  a 172 cm.
Peso: 450 – 500 kg.
Equilibrato, energico e molto resistente, buon saltatore.
Classico cavallo militare.
I piedi sono resistenti all’usura e di buona forma.

M. NoGlobal Del Forteto cavalcato da Sheila Nesi di Firenze
Monaco, stallone nato nel 1980, da Treviso e N.Sterlina (foto www.anamcavallomaremmano.com)

Animali da Compagnia

Gatto

Persiano
Atlante delle razze di Gatti

Classificazione FIFe e cenni storici

Paese d’origine: Gran Bretagna.
Classificazione FIFe: Category I – persian & exotic

Nei caravan che attraversavano il deserto polveroso, diretti ad Ovest, dalla Persia all’Iran, si suppone che nascosto tra i carichi di spezie e di rari gioielli, ci fosse un carico ancor più prezioso, un gatto dal lungo manto. Furono chiamati Persiani, per il loro paese d’origine.
Reperti archeologici datano il loro arrivo sulle coste britanniche nel XVI secolo. Erano già conosciuti come gatti d’Angora, di colore prevalentemente bianco. Avevano un aspetto longilineo, il muso lungo, grandi orecchie e un
folto pelo sulla coda, ma confrontato col Persiano moderno si potrebbero definire a pelo semilungo. Gli allevatori britannici iniziarono la selezione usando gatti “francesi”, che presentavano invece una corporatura più
robusta, con arti bassi, testa arrotondata, occhi rotondi e naso più corto, pelo lungo e morbido, con presenza di sottopelo lanoso e fitto. Esso si conquistò un immediato e clamoroso successo, tanto da entrare perfino nelle
dimore reali inglesi. Nel 1889 venne redatto il primo standard. Nel corso degli anni si aggiunsero nuove modifiche allo standard iniziale, arrivando all’ultima stesura delimitata al raggiungimento del cosiddetto Peke-faced, il Persiano a faccia di Pekinese.

Aspetto generale

Il Persiano è un gatto dall’aspetto aristocratico, ha un corpo compatto, massiccio e imponente, un mantello molto fitto di peli lunghissimi, in una vastissima varietà di colori, che al tatto risulta morbido e setoso.
Ha delle zampe corte, forti e muscolose; la testa è in genere tonda con guance piene, gli occhi sono grandi e rotondi, lo stop marcato e le orecchie si presentano piccole e ben distanziate. Il profilo è piatto con un naso largo, corto e schiacciato. Il pelo intorno al collo è molto lungo formando la tipica gorgiera e i lunghi peli sulla coda lo fanno assomigliare a una volpe. Ha un’ossatura possente e una buona muscolatura. Maschio più grosso della femmina.

Carattere

Il Persiano generalmente è pacato e tranquillo di natura, a differenza dei cuccioli che sono giocherelloni e vivaci. Adatti alla vita in casa perché tranquilli e pacifici, si rivelano molto affettuosi e riconoscenti al padrone. Richiedono una presenza discreta e affetto quotidiano, ma, anche se propende a dormire per ore, non è un gatto da grembo, a causa del suo pelo che lo porta a soffrire rapidamente il calore eccessivo. Sopporta bene la solitudine ed è difficilmente preda di stress o ansie. Questa razza è di carattere affettuosa e poco aggressiva. La sua piacevole voce si sentirà raramente, anche nella stagione degli amori si comportano discretamente. Le femmine sono madri eccezionali e i cuccioli raramente danno problemi. L’indole tranquilla e affettuosa nasconde a volte un temperamento sensibile, che il gatto manifesta nascondendosi quando deve affrontare bambini vivaci o ospiti rumorosi. Non si può più definire il Persiano come gatto predatore, avendo perso l’indole negli anni di selezione, privilegiando altre attitudini, come quella di essere diventato il gatto ideale da compagnia.

Gatto Persiano calico diluito tabby (foto www.agraria.org)
Gatto Persiano tortie tabby (foto www.agraria.org)

Cura

A causa del loro fitto e lungo mantello devono essere spazzolati e pettinati ogni giorno, per impedire la formazione di nodi e che diventi opaco. Bisogna perciò abituare il gatto fin da piccolo ad essere spazzolato ovunque. Un eventuale bagno deve essere affrontato solo dopo aver spazzolato a fondo il mantello. La toelettatura richiede particolare attenzione all’esaltazione della delimitazione delle aree colorate, a questo scopo una spolverata di talco è utile per far risaltare il contrasto tra il bianco e le aree colorate. Per far risultare voluminoso e soffice il mantello bisogna dapprima pettinarlo contropelo e poi nel verso del pelo stesso. Oltre al pelo bisogna dedicarsi a mantenere sana la salute degli occhi e prestare attenzione alle pieghe cutanee, dove possono formarsi dermatiti. Spesso la lacrimazione abbondante, favorisce un ingiallimento del pelo della zona sottorbitale. A questo difetto bisognerà rimediare usando dei detergenti smacchiando il pelo.

Gatto Persiano golden shaded (foto www.agraria.org)

Varietà di colore

Sono riconosciute circa duecento combinazioni di colori per il Persiano a seconda delle pezzature e dei disegni. I gruppi principali di colori sono:
– Solid: il mantello ha un colore uniforme dalla radice alla punta del pelo, senza la presenza di striature. I colori vanno dal bianco al nero, blu, chocolate, lilac, rosso e crema. Il colore del tartufo e dei cuscinetti plantari rispetta il colore del mantello, tranne che per la varietà bianco e crema che sono rosa. Il colore degli occhi deve sempre essere arancio o rame, ad eccezione dei Persiani bianchi che possono presentare anche occhi impari (un occhio arancio e uno blu o color rame) o entrambi color rame o blu, questi ultimi però sono indice di sordità fin dalla nascita, a causa di un fattore genetico; invece gli impari con occhio blu, possono risultare sordi dall’orecchio adiacente all’occhio blu.
– Tabby: presentano dei disegni tipici del gatto selvatico. Esistono varie varianti del disegno del mantello, esempio il Blotched, caratterizzato da disegni a forma di cerchi concentrici più marcati sui fianchi, da tre linee ben marcate sulla spina dorsale e da striature parallele sulla testa, zampe e coda; il Tigrè (o Mackerel), caratterizzato da striature su muso, zampe, coda e dorso molto più leggeri e fini rispetto alla varietà precedente, sui fianchi presenta linee verticali e parallele; lo Spotted, caratterizzato da macchie tonde sui fianchi e leggere striature su muso, zampe e coda. I tabby sono riconosciuti nei colori nero, blu, chocolate, lilac, rosso, crema, tortie (squama di tartaruga) nero, tortie blu, tortie chocolate, tortie lilac. Tutti questi colori sono riconosciuti anche con la base del mantello argentata e vengono detti, in base al colore del mantello, Silver o Cameo. Gli occhi devono essere sempre arancio.
– Chinchilla: ha un aspetto lucente; ne esistono quattro sottovarietà: il Chinchilla Silver, caratterizzato dall’avere gli occhi verdi, con palpebra, tartufo nasale e labbra cerchiati del colore della pigmentazione del mantello, generalmente nero o più raramente blu, chocolat o lilac. Essi hanno la base del mantello bianco argento, tranne sulla punta, dove è nero o più raramente blu, chocolat o lilac. Il Chinchilla golden, caratterizzato dal mantello color crema caldo e intenso, dandogli un aspetto dorato. Gli occhi, le labbra e il naso sono contornati di marrone. Il tartufo è rosa scuro; i cuscinetti plantari sono marroni; il colore degli occhi è verde o
verde blu. Le varietà Shaded silver e Shaded golden sono generalmente più scure.
– Parti-color: hanno la caratteristica di essere in alta percentuale di sesso femminile; i colori in questo caso sono miscelati tra loro e possono avere le seguenti tonalità: tortie nero, tortie blu (blu-crema), tortie chocolate, tortie lilac. Gli occhi devono essere di color arancio.
– Colorpoint: mantello caratterizzato dalle stesse sfumature appartenenti al gatto Siamese, cioè il colore si addensa nelle aree dove la temperatura è inferiore: muso, orecchie, zampe, coda, testicoli nei maschi. Il resto del corpo è di una tonalittà chiara, che va dal bianco al beige, a seconda dei colori che sono: seal point, blu point, chocolate point, lilac point, red point, cream point, seal tortie point, blu tortie point, chocolate tortie point, lilac tortie point. Tutti questi colori sono riconosciuti anche con il disegno Tabby sull’addensamento di colore. gli occhi devo essere di colore blu.
– Bicolor: è formato da un colore uniforme e dal bianco. Ci sono tre distinzioni: i Bicolori o Tricolori, Arlecchino e Van. I Bicolori Van presentano un mantello bianco con colorazione all’estremità, ammesse una o due pezzature sul corpo. Molto ricercata nei gatti bicolor è la “V” rovesciata bianca sul muso. I colori ammessi uniti al bianco sono: nero, blu, rosso, crema, chocolate, lilac e tortie. Le pezzature possono essere Solide o Tabby. Gli occhi devono essere arancio; esistono rarità ammesse anche di occhi impari (un occhio arancione ed uno azzurro).
– Smoke: il gatto a riposo presenta un colore uniforme, ma quando si muove appare il contrasto con la chiarissima radice del pelo. Il pelo dunque è colorato solo per metà. Nella sottovarietà Shaded il pelo è colorato solo per un terzo; nello Shell la pigmentazione si riduce ad un ottavo. Gli occhi devono essere sempre arancio.

Standard

Categoria: Pelo lungo.
Corporatura: Da media a robusta.
Corpo: Di tipo cobby, zampe corte e petto ampio. Spalle massicce e schiena muscolosa, senza dare segni di obesità.
Mantello: Lungo e folto. Di struttura fine, lucido e setoso al tatto, con gorgiera folta sulle spalle e sul petto.
Testa: Rotonda e voluminosa con cranio largo. Essa è situata su un collo corto e spesso. La struttura del cranio deve essere rotonda al tatto. fronte bombata; mascelle e mandibole potenti. Guance piene.
Occhi: Grandi e rotondi, ben distanziati, conferendo la tipica espressione dolce. Presentano colori brillanti.
Naso: Corto e largo con stop marcato.
Orecchie: Piccole con punta arrotondata, leggermente inclinate in avanti e non eccessivamente aperte alla base. Ben distanziate e inserite piuttosto basse sulla testa.
Mento: pieno, ben sviluppato, arrotondato e forte.
Arti: Corti, robusti e forti. Arti anteriori diritti. Gli arti posteriori, osservati da dietro, risultano diritti.
Piedi: Larghi, tondi e forti. Sono tollerati ciuffi di pelo tra le dita.
Coda: Corta, ma proporzionata alla lunghezza del corpo.
Penalità: Coda piegata o anomala; Presenza di medaglione; Evidente deformità della colonna vertebrale; Aspetto asimmetrico della testa; Errato colore degli occhi.

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

Albanella pallida – Circus macrourus Gmelin, 1770
Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Accipitriformi
Famiglia: Accipitridi
Genere: Circus
Specie: C. macrourus Gmelin, 1770

Nidifica nell’Europa sud-orientale e in Asia centrale. Sverna principalmente in India e nell’Asia sud-orientale. In Italia può talora essere osservata come migratrice.

Maschio di Albanella pallida – Circus macrourus
Femmina in volo di Albanella pallida – Circus macrourus
Esemplare giovane di Albanella pallida – Circus macrourus
Albanella pallida – Circus macrourus

Caratteri distintivi

Lunghezza: 40-48 cm
Apertura alare: 95-110 cm

Nell’aspetto è molto simile alle altre Albanelle (minore e reale), ma il colore nel mashio è molto più chiaro. Il maschio adulto ha le parti superiori e il capo quasi completamente grigio chiaro. Fanno eccezione delle remiganti nere e un po’ di bianco barrato di grigio sul groppone. Gola ed alto petto sono anch’essi grigio chiaro mentre addome e ventre sono bianchi. Il becco è giallo alla base e nerastro verso l’apice. Le zampe sono gialle. Le femmine adulte superiormente sono marrone con una fascia bianca sul groppone. Le ali superiormente sono marrone con macchiettature più scure e due zone marrone chiaro nelle parti più prossime al corpo. Il capo è marrone con una zona biancastra sotto l’occhio e poi una banda scura semicircolare. Un collare più chiaro parte dalla base della gola e arriva fin sulla nuca. La coda è marrone barrata di marrone scuro. Inferiormente la parte centrale delle ali, la gola e il petto sono marrone fulvo striato di marrone più scuro. Il ventre è bianco sporco e il sottocoda grigio con barrature grigio scuro. I giovani sono molto simili alle femmine adulte ma con tonalità più fulve nelle parti superiori e con gola petto, addome, ventre e parte interna inferiore delle ali fulvo arancio. La parte terminale prossima al corpo delle ali sia superiormente che inferiormente sono marrone scuro. (fonte http://www.ornitologiaveneziana.eu)

Biologia

Si nutre di piccoli uccelli come allodole e occasionalmente di polli. Da maggio in poi depone 4-5 uova incubate solo dalla femmina in un nido ben nascosto sul terreno.

Animali

Asino Viterbese – Asino di Allumiere
Razze Asini

Origini e attitudini

La zona di provenienza è quella dei Monti della Tolfa ed in particolare quella di Allumiere (Regione Lazio). E’ un animale molto docile e intelligente.

Standard di razza – Asino Viterbese

1) AREA DI ORIGINE: Territorio Laziale.

2) ATTITUDINE: soma, corsa per palio, attacchi, equiturismo, onoterapia, produzione lattea e carnea.

3) CARATTERI TIPICI:
a) mantello: alla nascita presenta un manto baio da chiaro a scuro che mantiene per la fase di crescita. Oltre i 30 mesi il mantello tende a divenire grigio brunastro, grigio pomellato, fino a grigio molto chiaro nei soggetti più anziani: Riga mulina crociata sporadicamente presente. Arti, musello e addome sono di un colore grigio più chiaro.
b) conformazione:
– Taglia: medio-grande
– Testa: proporzionata con profilo diritto o leggermente convesso; occhio tendenzialmente piccolo; orecchie medio lunghe portate sempre erette; narici strette; bocca piccola con labbra sottili, ganasce forti e marcate; criniera corta ed eretta;
– Collo: grosso alla base, muscoloso e proporzionato;
– Spalla: robusta dritta e tendenzialmente inclinata;
– Garrese: muscoloso e poco pronunciato;
– Dorso: raccolto e robusto con linea dorsale diritta o leggermente concavo;
– Groppa: spiovente, larga, corta e muscolosa;
– Petto: non molto ampio;
– Torace: ben sviluppato e mediamente profondo;
– Arti: robusti, muscolosi e asciutti;
– Articolazioni: robuste
– Andatura: energica
– Appiombi: corretti
– Piede: grande e ben conformato, cilindrico con unghie molto dure e scure.
c) temperamento: docile paziente energico e coraggioso, in taluni casi vivace;
d) altre caratteristiche: robusto e frugale.

4) DATI BIOMETRICI (espressi in cm.):

Altezza al garrese:
– Maschi 119 – 137 cm
– Femmine 112 – 135 cm

Circonferenza minima toracica:
– Maschi 100 cm
– Femmine 100 cm

Circonferenza stinco:
– Maschi 11 – 13 cm
– Femmine 11 – 13 cm

5) DIFETTI CHE COMPORTANO L’ESCLUSIONE DAL REGISTRO ANAGRAFICO:
– Presenze di caratteri fenotipici non corrispondenti allo standard.

Asino Viterbese (foto www.asinerialory.altervista.org)

Animali

Cane da Pastore di Oropa
Atlante delle razze di Cani

Origine, classificazione e cenni storici

Origine: Italia.
Classificazione F.C.I.: Gruppo 1 Cani da pastore e bovari (esclusi Bovari Svizzeri)
Sezione 1 Cani da Pastore
Senza prova di lavoro

Il Cane da pastore tipico del territorio biellese è usato da secoli e selezionato in base all’attitudine ed alla morfologia dai pastori e dagli allevatori di bovini.
La storia del Cane da Pastore di Oropa si intreccia inevitabilmente con quella di altre razze di animali domestici originarie dell’arco alpino, di cui il cane da pastore era utile conduttore e guardiano: la pecora Biellese e Bergamasca, i bovini Valdostani e la Pezzata Rossa d’Oropa tutte queste razze sono accomunate da decenni di selezione che ne ha valorizzato la capacità di adattamento ad un ambiente particolare come quello delle Prealpi e delle Alpi, caratterizzato da un clima montano e pedemontano variabile, umido e spesso molto freddo, dove per buona parte dell’anno le risorse pabulari d’alta quota sono ricoperte da una coltre nevosa. Purtroppo, il massiccio abbandono delle montagne ed il repentino mutamento dei criteri di allevamento, conseguenza della rivoluzione agricola degli anni Cinquanta, hanno prodotto una netta contrazione numerica, se non alla completa estinzione, di tutte queste popolazioni zootecniche locali, spesso sostituite dai pochi allevatori rimasti con razze alloctone e ibridi commerciali più popolari e produttivi.

Aspetto generale

Cane forte e resistente, con un fisico particolarmente agile ed attivo.

Carattere

È di carattere buono, ma se occorre sa agire con decisione e coraggio, senza essere temerario. Le sue doti di intelligenza, di moderazione e di pazienza, ne fanno un perfetto cane da pastore, guardia e utilità idoneo agli impieghi più svariati, che impara con facilità.

Cane di Oropa – Cane da pastore Biellese >>>

Cane da Pastore di Oropa (foto http://canedioropa.jimdo.com)
Cane da Pastore di Oropa (foto http://canedioropa.jimdo.com)
Cuccioli di Cane da Pastore di Oropa (foto http://canedioropa.jimdo.com)

Standard

BREVE CENNO STORICO

Il Cane da Pastore delle Alpi (Cane Pastore d’Oropa) trae le sue origini nell’antichità da un’antica razza italiana diffusa in tutto l’arco alpino e prealpino ed utilizzata come cane da pastore per la guida del bestiame. Ancora oggi è possibile vedere questi cani al lavoro che accompagnano le greggi nel loro stagionale spostamento dalla pianura alla montagna e le mandrie di bovini al pascolo sia in pianura che in alpeggio. E’ facile apprezzarne le attitudini naturali come conduttori di ovini e di bovini e ottimi custodi degli animali nelle baite e nelle aziende agricole.

ASPETTO GENERALE
Il Cane d’Oropa è un cane mediolineo, armoniosamente proporzionato, che accoppia eleganza e potenza, di taglia media, di muscolatura asciutta e forte, con tronco raccolto che tende al quadrato.

PROPORZIONI IMPORTANTI
Rapporto tra altezza al garrese e lunghezza tronco = 0,9

Rapporto tra lunghezza cranio e lunghezza muso = 1

COMPORTAMENTO / CARATTERE
E’ di carattere equilibrato, all’occorrenza sa agire con decisione e coraggio, senza essere temerario. Le sue doti di intelligenza, di moderazione e di pazienza ne fanno un perfetto cane da pastore, guardia e utilità, idoneo agli impieghi più svariati, che impara con facilità.

TESTA
La testa è proporzionata al corpo. Le linee superiori del cranio e del muso sono tra loro parallele.

REGIONE DEL CRANIO

Cranio

Il cranio è lungo quanto il muso ed è largo quanto la metà della lunghezza totale della testa. Leggermente bombato.

Stop

Evidente, ma non eccessivamente marcato.

REGIONE DEL MUSO

Tartufo

Tartufo nero, grande e ben pronunciato.

Muso

Canna nasale rettilinea.

Labbra

Labbra ben chiuse, nere come il palato

Mascelle/Denti

Mascelle forti con massetere pieno.

Dentatura completa (tollerata la mancanza dei PM1). Chiusura a forbice (tollerata la tenaglia).

Occhi

Espressione attenta e vivace. Di forma tendente al cerchio, con iride marrone più o meno scuro secondo il colore del mantello. Nei soggetti merle un occhio può essere azzurro (gazzuolo).

Orecchie

Di forma triangolare erette o semierette. Attaccate ben al di sopra dell’arcata zigomatica.

COLLO
Il collo è bene in evidenza, abbastanza diritto, ben muscoloso; si allarga gradatamente verso la spalla ed è esente da giogaia.

Pelo semilungo, più folto all’attaccatura.

CORPO
Tronco compatto.

Linea superiore

Il profilo superiore del dorso è rettilineo. Groppa spesso lievemente più elevata del garrese.

Garrese

Elevato sulla linea dorsale.

Dorso

Solido.

Rene

Regione lombare corta e solida.

Groppa

Ampia, muscolosa, leggermente inclinata.

Torace

Ampio e ben disceso fino all’altezza dei gomiti. Petto ampio.

Linea inferiore e addome

Addome tonico e ben sostenuto.

CODA
Inserita alta. Grossa e robusta alla radice va gradatamente affusolandosi verso la punta. La lunghezza non deve superare il garretto. A riposo, deve essere a “scimitarra”, mentre quando il cane è in azione la coda sbandiera, ma non curva sopra il dorso. I soggetti anuri o brachiuri sono ricercati.

ARTI
ANTERIORI

Generalità

Ossatura solida, ma non pesante; muscolatura asciutta e forte; gli anteriori sono in appiombo visti da tutti i lati e perfettamente paralleli visti di fronte.

Spalla

Scapola lunga e obliqua, ben attaccata.

Braccio

Braccio lungo e sufficientemente obliquo.

Gomiti

Gomito fermo, né scollato, né stretto.

Avambraccio

Avambraccio lungo e diritto.

Articolazione carpale

Carpo molto fermo.

Metacarpo

Metacarpo forte e corto, quanto più possibile perpendicolare al suolo o soltanto pochissimo inclinato in avanti.

Piede anteriore

Piede rotondo, piede da gatto; dita ricurve e ben serrate; cuscinetti spessi ed elastici; unghie ricurve e grosse.

POSTERIORI

Generalità

Sono potenti, ma senza pesantezza; di profilo, i posteriori sono in appiombo e spesso leggermente vaccini.

Gli speroni sono generalmente presenti singoli o doppi.

Coscia

Di lunghezza media, larga e fortemente muscolosa.

Ginocchio

Approssimativamente sull’appiombo dell’anca; angolazione normale.

Gamba

Di lunghezza media, larga e muscolosa.

Garretto

Vicino al suolo, largo e muscoloso, moderatamente angolato.

Metatarso

Solido e corto.

Piede posteriore

Può essere leggermene ovale; dita ricurve e ben serrate; cuscinetti spessi e elastici; unghie scure e grosse.

ANDATURA
Trotto. Ambio a bassa velocità.

PELLE
Pelle ben aderente e comunque elastica.

MANTELLO
Pelo

Mediamente corto o semilungo, duro o setoso o lanoso. Il pelo è corto sulla testa, la faccia esterna delle orecchie e la parte bassa degli arti. Abbondante sottopelo.

Colore

Grigio a macchie (blue merle), nero (con focature sopra gli occhi), tricolore, grigio a macchie con focature, fulvo, fulvo carbonato. Tutti i colori possono presentare aree bianche di superficie totale inferiore al 50% della superficie totale del mantello

TAGLIA E PESO
Altezza al garrese 45 / 60 cm

Peso 18 / 35 kg

DIFETTI
Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto, la cui valutazione deve essere in proporzione all’entità della deviazione e il cui influsso sulla salute e sul benessere del cane deve essere tenuto in conto.

In particolare:

– Groppa avvallata.

– Presenza di giogaia.

DIFETTI GRAVI
– Inversione dei caratteri sessuali (femmina mascolina o maschio femmineo).

DIFETTI ELIMINATORI
– Enognatismo, prognatismo, dentatura incompleta.

– Comportamento timido, aggressivo, cattivo, nervoso

– Insufficiente tipicità.

– Difetti gravi che riguardano struttura, mantello e colore

– Tartufo depigmentato.

N.B.: I maschi devono presentare due testicoli apparentemente normalmente sviluppati, completamente discesi nello scroto.

Animali

Cavallo

Lipizzano
Atlante delle razze di Cavalli – Razze italiane

Origini e attitudini

La terra di origine del Lipizzano è Lipizza, località vicina a Trieste (oggi in Slovenia), italiana fino alla seconda guerra mondiale e prima ancora austriaca. Le origini risalgono alla metà del XVI secolo. Per iniziativa dell’Arciduca Carlo di Stiria, terzogenito dell’Imperatore Ferdinando I° d’Austria. Ad influenzare la scelta della zona di Lipizza contribuì la buona qualità dei cavalli che popolavano il Carso e l’Aquileiese ed il suo clima favorevole, oltre alla vicinanza a zone di grande tradizione allevatoriale per la produzione di ottimi cavalli.
L’attuale produzione del Cavallo Lipizzano allevato in purezza, deriva da due stalloni italiani (Conversano e Napolitano), due Klaudrub, un Danese ed un Orientale Arabo.
E’ il cavallo della celebre scuola spagnola di Vienna fondata nel 1729 da Carlo d’Austria.
Sul finire delle Seconda Guerra Mondiale l’Italia è riuscita a conservare (al pari di Austria e Jugoslavia) un nucleo molto numeroso e completo delle “famiglie” che compongono la Razza Lipizzana. In modo rocambolesco, nella primavera del 1945, i registri di razza e una preziosa mandria furono consegnati al Ministero della Difesa Italiano, che li ospitò nel Centri di Montemaggiore. In seguito, la competenza passò al Ministero dell’Agricoltura che ne affidò la gestione all’Istituto Sperimentale per la Zootecnia, ubicato a poca distanza nell’Azienda Sperimentale Statale di Tor Mancina a Monterotondo. Nell’Azienda Sperimentale dello Stato Italiano, da 50 anni i bianchi cavalli Lipizzani sono allevati in purezza con grande serietà e competenza.
L’Italia, in virtù del proprio allevamento Statale di Cavalli Lipizzani, ha potuto aderire alla lipizzan International Federation. Il Libro Genealogico della razza è stato istituito con D.M. del 31/01/84 presso l’Associazione Italiana Allevatori (Tiziano Bedonni – 1995 – www.unire.it)
Oggi viene allevato, oltre che a Lipizza, in Austria (Piber), in Italia (Monterotondo – Roma) e in Ungheria.
Cavallo da sella e da carrozza.

Caratteri morfologici

Tipo: meso-dolicomorfo.
Mantello: specialmente grigio, ma anche bianco, baio, morello e roano.
Altezza al garrese:  150 – 160 cm.
Peso:  480 – 550 kg.
Carattere docile, paziente, volenteroso, forte e socievole.

Cavallo Lipizzano (foto www.uvi.gov.si/slo)

Animali da Compagnia

Gatto

Himalayano
Atlante delle razze di Gatti

Classificazione FIFe e cenni storici

Nome: Persiano, varietà Himalayano.
Classificazione FIFe: Category I – persian & exotic

Nel 1920 un genetista svedese, il Sig. Tjbbes, selezionò , in seguito a delle ricerche scientifiche, il gene colourpoint, detto anche Himalayano. In seguito, nel 1935, allevamenti americani selezionarono e stabilizzarono questa varietà, grazie a dei programmi di selezione.
Dall’accoppiamento di un Persiano nero e un Siamese nacquero 3 gattini neri a pelo corto. Due di questi gattini furono incrociati tra loro, ottenendo una gattina a pelo lungo che chiamarono Debuttante. Essa fu accoppiata col padre avendo un cucciolo a pelo lungo ma con le mascature siamesi. Questa selezione portò alla luce dei fattori, si dimostrò che la colorazione solida e il pelo corto sono fattori dominanti. L’ultimo gattino nato è portatore di due geni recessivi, il gene del pelo lungo e quello Himalayano.
Non per tutte le associazioni è considerata una vera e propria razza, ma viene riconosciuta come sottorazza, o varietà di Persiano. In passato questa varietà di Persiano è apparsa sul libro dei Guinness dei primati come il gatto più piccolo. Tinker toy, questo il nome del gattino, era alto solo 7cm e lungo 19cm, appartenuto ad una famiglia americana. I padroni raccontano come il piccolo Tinker toy poteva naturalmente stare nelle loro tasche. Un gatto Himalayano è apparso nel 2000 al cinema nel film “Ti presento i miei” con Robert de Niro, nei panni di Jack, padrone affezionatissimo del gattino Himalayano di nome Sfigatto, beniamino della casa e protagonista di divertenti e demenziali scene.

Aspetto generale

Le punte colorate, di colorazione più scura rispetto al resto del corpo, che coprono maschera, orecchie, arti e coda, sono determinate da un gene chiamato Himalayano. Esso è un gene di tipo recessivo, il quale attiva un enzima che trasforma trasforma i precursori della melanina in melanina, ottenendo uno inscurimento del pelo. Tale enzima viene inattivato a certe temperature che il corpo raggiunge, mentre alle estremità (naso, orecchie, arti e coda) no. Proprio grazie a questo enzima i gattini alla nascita sono bianchi, perché la temperatura nell’utero materno è più elevata, mantenendosi costante per tutta la gravidanza. Solo dopo 7/10 giorni i points (cioè le punte colorate) iniziano a comparire per poi consolidarsi verso la 3°/4° settimana di vita. Da adulto il suo pelo è tra i più lunghi rispetto a tutte le atre razze di gatti; presenta dei forti contrasti cromatici che possono variare dal colore nero al guscio di tartaruga o lynx. Si presenta folto e voluminoso, ricoprendo l’intero animale. E’ stato riscontrato nell’Himalayano, come nel Birmano e nel Siamese, una particolare predisposizione a succhiarsi la lana, si pensa ad una abitudine ereditaria. Un’altro effetto del gene Himalayano sono i meravigliosi occhi che variano dall’azzurro al blu. Il colore del mantello tende a scurirsi con l’età. La maschera tende ad essere più estesa nei maschi.

Carattere

Sono gatti tranquilli e docili, ma a differenza dagli altri Persiani, loro hanno la fama di essere molto vivaci e chiacchieroni, caratteristiche che gli derivano dall’incrocio col Siamese. Presenta una voce gradevole, mai invadente. Molto giocherellone.

Cura

A causa del suo lungo e folto pelo si consiglia di ricambiare spesso la lettiera perché eventuali granuli potrebbero incastrarsi tra le zampe e il pelo. Nell’Himalayano sono frequenti casi di strabismo, gene ereditario che è causa di squalifica nelle esposizioni, ed è stato riscontrato dopo accurate ricerche di essere predisposto alla displasia dell’anca.

Himalayano (foto www.instantweb.com/f/furxxtc)

Varietà di colore

Esso viene allevato nelle diverse colorazioni, (la colorazione Tabby è riconosciuta solo sulle estremità):
– Seal Point: le estremità sono del colore bruno focato il più scuro possibile. Il corpo invece ha un colore che va dal guscio d’uovo al dorato.
La coda ha una colorazione più chiara rispetto alle zampe e al muso. Si può presentare anche nella variazione Seal Tortie Point. Gli occhi devono essere di colore blu, il più scuro possibile. Il tartufo, le labbra e i cuscinetti sono neri.
– Blu Point: le estremità sono di colore azzurro acciaio; il corpo è bianco, negli adulti si vela di grigio. Si può presentare anche nella variazione: Blu-Cream Point, Blu-Lilac Tabby Point, Blu Tortie Point. Gli occhi devono
essere di colore blu, il più scuro possibile. Il tartufo, le labbra e i cuscinetti sono grigi.
– Chocolate Point: le estremità sono color cioccolato al latte; il corpo è avorio chiaro. Sono frequenti degli occhiali, cioè cerchi di pelo più chiari intorno agli occhi. Si può presentare anche nella variazione: Chocolate
Tabby Point, Chocolate Tortie Point. Il colore degli occhi è blu scuro; il tartufo, le labbra e i cuscinetti sono rosei.
– Lilac Point: le estremità sono di colore beige rosato, quasi grigio, molto pallido. La gradazione delle punte più è rosata, tanto più il gatto è pregiato. Il colore del corpo varia dal bianco sporco all’avorio antico estremamente pallido, che puo’ anche sembrare sbiadito ma il risultato è una gradazione molto delicata. Si può presentare anche nella variazione: Lilac-Cream Point, Lilac Tabby Point, Lilac-Blu Tabby Point, Lilac Tortie Point. Gli occhi devono essere di colore blu, il più scuro possibile, tendenti al malva. Tartufo, labbra e cuscinetti sono rosa corallo.
– Red Point: le estremità sono di colore rosso o arancio vivo, il più scuro possibile. Il corpo è bianco sporco con qualche ombra crema. Si può presentare anche nella variazione Red Tabby Point. Gli occhi devono essere di colore blu, il più scuro possibile. Tartufo, labbra e cuscinetti sono rosa carico. Sono frequenti alcune macchie nere di pigmentazione su labbra e naso.
– Cream Point: le estremità sono di colore rosso pallido; il corpo è bianco sporco. Si può presentare anche nella variazione Lilac-Cream Point e Blu-Cream Point. Gli occhi devono essere di colore blu, il più scuro possibile. Tartufo, labbra e cuscinetti sono rosa.

Standard

Categoria: Pelo lungo.
Corporatura: Da media a robusta.
Corpo: Di tipo cobby, zampe corte e petto ampio. Spalle massicce e schiena muscolosa, senza dare segni di obesità.
Mantello: Ha un pelo lungo, molto folto, morbido, sericeo e fine. Il contrasto tra la pigmentazione del corpo, chiaro, e le estremità, scure, deve essere il più netto possibile. Tanto più è netto il contrasto, tanto più risulta pregiato il gatto. Gorgiera molto folta.
Testa: Rotonda e voluminosa con cranio largo. Essa è situata su un collo corto e spesso. La struttura del cranio deve essere rotonda al tatto. fronte bombata; mascelle e mandibole potenti. Giuancie piene.
Occhi: Grandi e rotondi, ben distanziati, conferendo la tipica espressione dolce. Presenta colori che variano dal blu all’azzurro, il più brillante ed intenso possibile.
Orecchie: Piccole con punta arrotondata, leggermente inclinate in avanti e non eccessivamente aperte alla base. Ben distanziate e inserite piuttosto basse sulla testa.
Mento: pieno, ben sviluppato, arrotondato e forte.
Arti: Corti, robusti e forti. Arti anteriori diritti. Gli arti posteriori, osservati da dietro, risultano diritti.
Piedi: Larghi, tondi e forti. Sono tollerati ciuffi di pelo tra le dita.
Coda: Corta, ma proporzionata alla lunghezza del corpo.
Penalità: Coda piegata o anomala; Presenza di medaglione; Evidente deformità della colonna vertebrale; Aspetto asimmetrico della testa; Errato colore degli occhi; Strabismo; Displasia dell’anca; Le estremità colorate non devono presentare peli bianchi, o comunque zone più chiare.

Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

Albanella minore – Circus pygargus L., 1758
Atlante della Fauna selvatica italiana – Uccelli

Classificazione sistematica e distribuzione

Classe: Uccelli
Ordine: Accipitriformi
Famiglia: Accipitridi
Genere: Circus
Specie: C. pygargus L., 17580

L’albanella minore è un uccello rapace, che occupa un areale abbastanza vasto, europeo, africano, asiatico. In Italia nidifica in primavera inoltrata in varie regioni del centro-nord, ma ne esistono delle colonie anche in Sardegna e nel Salento; i suoi habitat sono le zone collinari, ma con spazi aperti come terre coltivate o pascoli. Frequenta in riproduzione canneti, paludi, brughiere e campi alberati, zone steppose, savane e coltivi durante lo svernamento. Nel paleartico è specie nidificante e migratrice.

Albanella minore – Circus pygargus (foto http://focusingonwildlife.com)
Albanella minore – Circus pygargus (foto Michele Ferrato)
Albanella minore – Circus pygargus

Caratteri distintivi

Lunghezza: 43-47 cm
Apertura alare: 105-120 cm
Peso: 230-435g. Femmina leggermente più pesante del maschio.

Il maschio ha parti superiori grigio-cenere con remiganti primarie esterne nere. Sopraccoda grigio pallido. La femmina ha parti superiori bruno-castano. Sopraccoda bianco, parti inferiori crema con striature più scure. Nessuna variazione stagionale. Immaturi simili alla femmina. Vola lentamente e in modo costante perlustrando il terreno a bassa quota, planando con le ali tenute a V aperta. Muta annuale post-riproduttiva completa, con arresto durante la migrazione e completata nei quartieri di svernamento (fonte www.sterna.it). 

Biologia

Migratrice regolare su largo fronte con quartieri di svernamento nell’Africa sud-sahariana. Generalmente silenziosa ad eccezione del periodo riproduttivo. Nidifica sul terreno, in vegetazione sia erbacea sia arbustiva, spesso in coltivazioni cerealicole e foraggere. Si nutre di piccoli Vertebrati, soprattutto micromammiferi occasionalmente uova e pulli. Frequenta ambienti aperti di ogni tipo, praterie anche d’altitudine, pascoli, brughiere, coltivazioni cerealicole ecc., generalmente a quote relativamente basse.

Animali

Asino Sardo
Razze Asini

Origini e attitudini

La presenza della specie nell’isola è antichissima. Furono i sardo-punici ad incrementarne l’allevamento con finalità agricole e di trasporto. Secondo altri autori avrebbe origini neolitiche o legate all’importazione fenicia e infine, per altri, di provenienza africana.
La riga mulina crociata, il mantello sorcino, più chiaro sull’addome, sulle occhiaie e sul muso, le dimensioni sensibilmente inferiori permettono di distinguerlo dalle altre razze asinine italiane. Denominazioni differenti sono state date all’asino sardo a seconda delle zone: burriku nelle regioni meridionali e di probabile origine spagnola; poleddu e ainu usati in Barbagia e nel Goceano; molente la dicitura maggiormente diffusa nell’isola e legata all’utilizzo della macina del grano. La molitura si svolgeva, infatti, all’interno di abitazioni rurali bendando l’animale e ricoprendolo con un panno per evitare che il bastone collegato alla macina gli provocasse delle ferite.
Un tempo diffusissimo in tutta l’isola, dove veniva adibito alla macina dei cereali, al trasporto dell’acqua e della legna, ai lavori di aratura, l’asino sardo è stato ormai soppiantato dai mezzi meccanici. Negli ultimi quarant’anni la popolazione asinina complessiva si è ridotta da 38.000 a poche migliaia di capi, quella dell’asino sardo intorno alle 350 unità. L’Istituto Incremento Ippico della Sardegna alleva un gruppo di asinelli presso il proprio Centro di Foresta Burgos. L’obbiettivo prioritario è il recupero di una base genetica sufficientemente larga per avviare un programma di salvaguardia della razza.

Vivace e rustico, è adatto alla soma e al servizio (un tempo molto impiegata nei vari lavori agricoli).
Razza molto considerata sia in Italia che all’estero.

Standard di razza – Asino Sardo

1) AREA DI ORIGINE: Regione Sardegna.

2) ATTITUDINE: soma, tiro, anticamente mola.

3) CARATTERI TIPICI:
a) mantello: riga mulina crociata, bordo scuro delle orecchie; possono essere presenti zebrature alla spalla, agli arti e ventre chiaro. Criniera scarsa e più scura del colore del mantello, coda lunga e con scarsi crini.
b) conformazione:
– Testa: pesante, quadrangolare a profilo rettilineo, orecchie lunghe e dritte;
– Collo: corto;
– Spalla: dritta e corta;
– Garrese: poco pronunciato;
– Dorso: leggermente disteso,dritto;
– Lombi: forti e ben attaccati;
– Groppa: corta e lievemente inclinata;
– Petto: sufficientemente largo;
– Torace: stretto e basso;
– Arti: robusti;
– Andature: corte, poco elastiche, ma sicure;
– Appiombi: regolari;
– Piede: piccolo e duro.
c) temperamento: vivace.
d) altre caratteristiche: rustico e frugale.

4) DATI BIOMETRICI (espressi in cm.):

Altezza al garrese:
– Maschi 80 – 110 cm
– Femmine 80 – 110 cm

Circonferenza minima toracica:
– Maschi 137 cm
– Femmine 137 cm

Circonferenza stinco:
– Maschi 15 – 18 cm
– Femmine 15 – 18 cm

5) DIFETTI CHE COMPORTANO L’ESCLUSIONE DAL REGISTRO ANAGRAFICO:
– Mantello: diverso da quello tipico;
– Occhi: occhio gazuolo.
– Altezza: superiore a 110 cm.

Asino Sardo (foto Alessio Zanon)
Asino Sardo (foto Alessio Zanon)
Asino Sardo (foto www.agraria.org)

Animali

Cane da Pastore Calabrese
Atlante delle razze di Cani

Origine, classificazione e cenni storici

Origine: Sila, Calabria, Italia.
Classificazione F.C.I.: RAZZA NON RICONOSCIUTA
Cane da pastore utilizzato per la protezione delle greggi e della proprietà

Le sue origini sono indiscutibilmente antichissime e secondo alcuni esperti questo cane discenderebbe dai cani importati dai coloni greci quando si insediarono nella regione. Viene descritto in molti diari e racconti nei due secoli scorsi. Questo cane era principalmente utilizzato per tenere alla larga i lupi dalle greggi di pecore e capre che pascolavano, ma da quando il lupo non vive più in quelle regioni italiane, questi antichi cani hanno peso la loro funzione e quindi la loro popolarità locale, ed è infatti rapidamente andato a scomparire. Nel 1972 la “razza” fece il suo esordio, fuori concorso, all’esposizione di Cosenza; vennero presentati 7 esemplari piuttosto omogenei tra loro.

Aspetto generale

Il Cane da Pastore della Sila, alias Pastore Calabrese o Silano, si presenta come un mesomorfo armoniosamente costruito, grande, vigoroso, con forte ossatura, ma mai pesante, e con una muscolatura ben sviluppata. Dotato di una grande agilità. Il tronco è iscritto nel rettangolo, ma non deve mai dare l’impressione di essere tozzo né basso sugli arti. Il dimorfismo sessuale è ben evidente. Il mantello, ricco di sotto pelo, lungo e fitto, nella stagione invernale, è di tessitura semi-vitrea, liscio, che accentua il vigore del cane.

Comportamento e carattere

Il Cane da Pastore della Sila da sempre svolge la funzione di custodia e affiancamento nella conduzione delle greggi che popolano la Sila e parte del territorio calabrese. Impavido e incorruttibile. Svolge il suo lavoro con grande serietà e dedizione, senza lasciare mai la mandria incustodita con cui trascorre tutta la sua esistenza. E’ estremamente rustico in quanto abituato a vivere nelle condizioni estreme, di ristrettezze alimentari e avversità climatiche, dell’ambiente in cui da secoli lavora. Ha espressione vigile e attenta. Dotato di un’eccellente memoria. Diffidente con gli estranei da cui difficilmente si fa avvicinare, ma in presenza del pastore/proprietario, essendo dotato di un grande equilibrio, familiarizza con grande disinvoltura. Se cresciuto a stretto contatto con l’uomo, manifesta grande docilità, grande vivacità e grande attaccamento nei confronti di chi lo ha accudito. Amorevole con i bambini, più focoso e irruento con gli adulti. Grande capacità di apprendimento. Ama farsi accarezzare. Le sue capacità psichiche, lasciano intuire che, l’utilità di questo cane, non solo è circoscritta alla guardia, la sua sensibilità e dolcezza lo vede adatto non solo come cane da compagnia ma anche per l’impiego nella Pet Therapy. Grazie alla sua capacità atletica e al suo facile apprendimento, è indicato anche per attività sportive o per utilità sociale. Il Cane da Pastore della Sila può essere considerato un cane dalla funzione poliedrica, capace di essere impiegato in diverse attività.

Cane da Pastore Calabrese

Standard

TESTA:
Di tipo mesocefalo, larga e massiccia, potente ma non pesante. Vista dall’altro è a forma di tronco di cono.

REGIONE DEL CRANIO:
Il cranio ha una lunghezza quasi uguale alla larghezza. I profili sia laterali che frontali sono leggermente convessi. Gli assi cranio facciali sono paralleli.

STOP:
Moderato, non troppo pronunciato, dolce.

MUSO:
Ampio e profondo alla radice, si assottiglia leggermente vero la punta del tartufo.

TARTUFO:
Grosso e nero, con narici ben aperte.

LABBRA:
Le labbra superiori coprono appena i denti della mandibola. I margini labiali sono sempre pigmentati di nero.

MASCELLA:
Larga e robusta.

DENTI:
Sani, forti e ben sviluppati.

OCCHI:
In posizione semi laterale con bulbo né sporgente, né infossato. Non troppo grandi rispetto alla dimensioni del cranio. Hanno forma di mandorla. Le palpebre sono ben aderenti e ben pigmentate di nero. La colorazione dell’iride varia dal ocra al marrone scuro. Espressione vivace, vigile e allegra.

ORECCHIE:
Sono inserite molto al di sopra dell’arcata zigomatica, portate aderenti alla guancia, di forma triangolare con punta leggermente arrotondata. Non troppo grandi rispetto alla testa del cane. Il portamento è pendente e mobile.

COLLO:
Di media lunghezza, forte e muscoloso, grosso e esente da giogaia. Sempre ricoperto da abbondante pelo, soprattutto nel maschio adulto. Il pelo che circonda il collo è nei maschi adulti molto più folto e lungo, quasi a formare una criniera, molto utile per la difesa.

TRONCO:
Forte e robusto. Di lunghezza leggermente superiore rispetto all’altezza al garrese. La linea superiore è rettilinea dal garrese verso la groppa.

GARRESE:
Moderatamente elevato sulla linea del dorso. La distanza delle punte della scapola risulta alquanto larga.

DORSO:
Il profilo è retto. I lombi risultano ben fusi con la linea del dorso. Solido e muscoloso.

GROPPA:
Largo, solido e muscoloso, dal profilo retto.

TORACE:
E’ profondo fino all’altezza dei gomiti, relativamente ampio, in armonia con la sua costituzione mesomorfa. Le costole, lunghe ed inclinate, spazi intercostali ampi, sono indice di grande capacità polmonare e quindi di resistenza.

VENTRE:
Il profilo sterno ventrale evidenzia una regione sternale lunga che si sviluppa a semi cerchio a corda molto larga, che rimonta dolcemente verso l’addome.

CODA:
La sua attaccatura è situata in basso, oltrepassa il garretto del cane in stazione normale; tenuta pendente in riposo, è invece portata al di sopra della linea del dorso nell’eccitazione, con la punta abbastanza ricurva, ma mai arrotolata su se stessa. E’ ben guarnita di pelo folto senza frange.

ARTI ANTERIORI:
Muscolosi e di forte ossatura. Appiombi corretti sia davanti che di lato. Lo sviluppo degli arti è in buona proporzione con lo sviluppo somatico e le singole regioni relative a detti arti lo sono pure fra loro.

Spalla:
La spalla è lunga, inclinata, fornita di forti muscoli e ben libera nei movimenti.

Braccio:
Ben saldato al tronco nei suoi due terzi superiori, è fornito di forti muscoli.

Gomiti:
Aderenti al costato, coperti di, pelle morbida e rilassata. Debbono trovarsi in un piano parallelo al piano mediano del corpo. La punta del gomito si trova sulla perpendicolare calata dall’angolo caudale della scapola.

Avambraccio:
Segue una linea retta verticale; ha forte ossatura.

Carpo:
Si trova sulla linea verticale dell’avambraccio. E’ forte, asciutto, liscio, di buon spessore, con osso pisiforme ben sporgente.

Metacarpo:
E’ ben asciutto, con minimo tessuto cellulare sottocutaneo. Visto di profilo si presenta leggermente steso.

Piede:
Grande, di forma rotondeggiante. Ha dita ben serrate fra di loro, ricoperte di pelo corto e fitto. Unghie sono pigmentate in nero Arti posteriori Gli appiombi sia di fronte che di profilo debbono risultare sempre corretti. Lo sviluppo degli arti posteriori è ben proporzionato al corpo e pure ben proporzionate fra loro risultano le diverse regioni attinenti agli arti.

Coscia:
Lunga, larga, coperta di muscoli salienti, con margine posteriore leggermente convesso. La sua direzione è alquanto obliqua dall’alto in basso e dall’indietro in avanti.

Gamba:
L’ossatura è forte e la muscolatura è asciutta, con scanalatura gambale marcata. Ginocchio Deve trovarsi in perfetto appiombo con l’arto: non deve risultare deviato ne verso l’interno ne verso l’esterno.

Garretto:
Molto larghe le sue facce. Di buon spessore.

Metatarso:
Robusto, asciutto largo. Con speroni, spesso doppi, ma anche senza.

Piede:
Come per l’anteriore ma più ovale.

Andature:
Passo lungo, trotto allungato.

Pelle:
Ben aderente al corpo e in ogni regione. Piuttosto spessa. Il pigmento delle mucose e delle sclerose è essere nero: altrettanto dicasi per le suole dei cuscinetti digitali e plantari.
Mantello:

Pelo:
Molto abbondante, lungo, piuttosto ruvido al tatto, ben aderente al corpo: tollerata una lieve ondulazione. Forma un ricco collare attorno al collo e limitate frange sul margine posteriore degli arti. E’ invece corto sul muso, sul cranio, sugli orecchi, sul margine anteriore di tutti gli arti. La tessitura del pelo è semivitrea. La lunghezza del pelo sul tronco raggiunge gli 8 cm. Il sottopelo è abbondante solo nella stagione invernale.

Colore:
I colori ammessi sono quelli simili ai colori delle capre autoctone calabresi, da secoli allevate sull’Altopiano della Sila.
Taglia e peso:

Statura al garrese:
Nei maschi da cm. 65 a cm. 73 al garrese, nelle femmine da cm. 60 a cm., 68 al garrese. Peso Per i maschi da 35-45 Kg. Femmine da 30-40 Kg. I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.

Difetti:
Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione.

Difetti eliminatori:
Testa: assi cranio-facciali convergenti, prognatismo accentuato deturpante. Coda: portata arrotolata sul dorso. Statura: al di sopra o al di sotto dei limiti indicati. Andatura: ambio continuato.

Difetti da squalifica:
Tartufo: depigmentazione totale. Canna nasale: decisamente montonina o concava. Occhi: depigmentazione moderata o bilaterale delle palpebre. Gazzuolo. Strabismo bilaterale. Mascelle: enognatismo. Organi sessuali: criptorchidismo monorchidismo, evidente deficienza di sviluppo di uno o di tutti e due i testicoli. Coda: anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali. Pelo: ricciuto. Colore: mantello pezzato.

Animali

Cavallo

Italiano da Sella
Atlante delle razze di Cavalli – Razze italiane

Origini e attitudini

Razza da sella di recente creazione. Deriva dall’incrocio di molte razze italiane con predominanza dell’anglo-arabo sardo. Si cerca di ottenere un cavallo dall’aspetto nobile e con la robustezza tipica dei derivati dal purosangue inglese, e con l’affidabilità delle razze italiane.
Eccellente cavallo da ostacoli, veloce e sensibile.
Cavallo adatto alle competizioni sportive (salto ostacoli, dressage, completo, endurance).

Caratteri morfologici

Tipo: meso-dolicomorfo.
Mantelli principali: baio, morello, sauro.
Non essendo ancora una vera e propria razza ben definita, l’aspetto esteriore non è omogeneo.
Altezza al garrese:  160 – 170 cm.
Carattere vivace, nevrile e volenteroso.

Italiano da Sella

Animali da Compagnia

Gatto

Informazioni ai naviganti

Il Gatto domestico (Felis silvestris catus Schreber, 1775), tra i tanti animali domestici, il più giovane in termini di domesticazione. Venerato dagli antichi Egizi (che vedevano questo animale come una vera e propria divinità), i gatti si trovavano maggiormente in zone come Grecia, Egitto e Persia, poi, con gli spostamenti dei mercanti, avvenne anche la migrazione dei gatti verso l’Europa Occidentale. Presso gli antichi romani il gatto si trovò ad affrontare un rivale: il furetto. Era questo, infatti, l’animale più popolare come predatore di topi. Associato nel passato a riti pagani ed alla stregoneria, oggi è apprezzato per la sua straordinaria bellezza e per il carattere affettuoso ma indipendente. Le molte decine di milioni di gatti presenti in Europa confermano le straordinarie caratteristiche di questo felino. Diversi studi hanno evidenziato come la compagnia di un gatto possa aiutare le persone con problemi psichici, le persone sole o stressate abbassandone la tensione.

Persiano, varietà Chinchilla
Atlante delle razze di Gatti

Classificazione FIFe e cenni storici

Nome: Persiano, varietà Chinchilla.
Paese d’origine: Gran Bretagna.
Classificazione FIFe: Categoria I – persian & exotic.

Il Persiano Chinchilla è una varietà di Persiano selezionato nel 1885 in Inghilterra. Il primo esemplare è oggi imbalsamato nel museo di storia naturale di South Kensington a Londra. Figlio di una gatta nata da un incrocio ottenuto da un Persiano Smoke con un Silver Tabby. Il nome Chinchilla gli venne dato in riferimento all’omonimo roditore; questi due animali hanno in comune le caratteristiche del pelo, anche se, nel gatto, le sfumature sono all’opposto del roditore. La FIFE ha ulteriormente suddiviso questa varietà in più categorie in base al tipping: Persiano Chinchilla, Persiano Silver Shaded, Persiano Golden Shell, Persiano Golden Shaded. E’ accettato l’accoppiamento con l’Exotic Shorthair.

Aspetto generale

Sotto il soffice pelo si presenta una sottile ossatura. Il Persiano Chinchilla è il più raffinato tra tutti i Persiani. Occhi verde smeraldo; palpebra, tartufo e labbra di color rosa contornati del colore della pigmentazione del mantello generalmente nero (molto più raro di colore blu, chocolate e lilac). Il muso è particolarmente schiacciato, favorendo così un’abbondante lacrimazione. Di taglia medio-grande, il peso varia da 4,5 a 5,5 kg. Il maschio è generalmente più grosso della femmina.
Presenta una folta gorgiera che ricopre le spalle e il petto. La tessitura del pelo, folto e lungo, è fine e setosa, mai lanosa. I gattini nascono di colore molto scuro, ma vanno schiarendosi man mano che si allunga il pelo.

Carattere

E’ un gatto tenero ed affettuoso, discreto a volte. Ama essere tenuto tra le braccia del proprio padrone. Si dimostra affettuoso con tutta la famiglia. Si può classificare un gatto da salotto, si adatta benissimo alla vita casalinga. Non si può sfuggire alla seduzione dei suoi occhi verdi smeraldo truccati di nero. Tra i Persiani è il più aristocratico, un po’ altezzoso. Ha un carattere vivace, curioso. Ama rincorrere piccole prede.
Mai aggressivo, con persone e con altri animali. Non ha un carattere attaccabrighe, anche quando si trova di fronte situazioni particolari.

Gatto Chinchilla (foto www.uca-cat-club.co.uk)

Cura

Il prezioso mantello deve essere spazzolato ogni giorno. Una volta al mese è di buona abitudine fargli un bel bagno con specifici shampoo. Ricordate sempre di pulirgli accuratamente gli occhi con un panno morbido e umido, a causa della sua abbondante lacrimazione.

Chinchilla (foto www.shadowlong.com)

Varietà di colore

Nella varietà del Persiano Chinchilla sono raggruppate quattro categorie di Persiano:
– Persiano Chinchilla, mantello di color bianco-argento dalla base per tutta la lunghezza del pelo, tranne sull’ultimo ottavo che è nero, raramente blu, chocolat o lilac;
– Persiano Silver Shaded, sempre di color bianco-argento, la punta dei peli sul naso, sui fianchi e sulla coda è più scura. Gli occhi, le labbra e il naso sono contornati di nero. Rispetto al Chinchillà appare più scuro a causa del tipping (ombreggiatura) che prende un terzo della lunghezza del pelo. Il tartufo è rosso mattone; il colore degli occhi è verde o verde blu.
– Persiano Golden, la base del mantello è di color arancio-albicocca, per arrivare sull’ultimo ottavo dove è nero. Le zampe possono avere alcuni peli con la punta del pelo colorata. Gli occhi, le labbra e il naso sono contornati di marrone. Il tartufo è rosa scuro. I cuscinetti plantari sono marroni. Gli occhi sono di colore verde o verde blu;
– Persiano Golden Shaded, stessa tonalità di colore del Golden con la differenza che il tipping prende un terzo della lunghezza del pelo. Gli occhi, le labbra e il naso sono contornati di marrone. Il tartufo è rosa scuro. I cuscinetti plantari sono marroni. Gli occhi sono di colore verde o verde blu.

Standard

Categoria: Pelo lungo.
Corporatura: da grande a media. Robusta, corta e tozza.
Corpo: di tipo cobby. Si presenta di aspetto massiccio, torace ampio. Buona muscolatura.
Mantello: presenta un’aspetto argentato. Il tipping può coprire l’ultimo ottavo o un terzo della lunghezza del pelo. Ha un pelo molto lungo e un sottopelo fitto; la tessitura è fine e setosa.
Testa: ben proporzionata, massiccia e rotonda. Presenta il cranio largo, la fronte è leggermente bombata. Zigomi marcati e sporgenti. La pigmentazione delle labbra è nera. Stop marcato.
Occhi: grandi e rotondi, ben distanziati tra loro. Ben aperti. Molto espressivi, di un colore brillante e intenso, di preferenza il verde puro. Le palpebre sono cerchiate di nero.
Naso: piccolo e corto, particolarmente largo. Il tartufo è di colore rosso mattone, quasi marrone, contornato di nero.
Orecchie: piazzate distanti tra loro, portate basse sul cranio, sono di forma arrotondata sui fianchi. Ampie. Sono presenti alla base folti ciuffi di pelo.
Mento: ben sviluppato, pronunciato e pieno.
Arti: corti e tozzi.
Piedi: larghi e rotondi, presentano folti ciuffi di pelo tra le dita.
Coda: corta, molto folta di pelo è leggermente arrotondata all’estremità.
Penalità: non è ammessa alcuna striatura o maculatura sul mantello; Testa lunga o stretta; prognatismo accentuato, muso stretto; Orecchie non in standard; Occhi piccoli, posizionati in sbieco, colore opaco; Arti lunghi; Coda lunga; Corpo stretto e fine; Piedi di forma ovale; Dita lunghe.

Animali

Asino Romagnolo
Razze Asini

Origini e attitudini

Razza di asini autoctona dell’Emilia-Romagna (in particolare Provincia di Forlì).
Secondo Marchi e Mascheroni (1925), l’asino Romagnolo deriverebbe dall’asino Pugliese, come pure il Martina Franca e quelli di Marche, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Dai dati rilevati nell’Elenco Generale dei Cavalli e Asini Stalloni del Regio Deposito Stalloni di Reggio Emilia nel 1941 erano iscritti alla monta per le Regioni Emilia Romagna e Marche 46 stalloni di Razza asinina Romagnola.
La progressiva meccanizzazione agricola, lo spopolamento delle zone rurali di montagna e collina e la riduzione della richiesta di muli hanno determinato il declino progressivo della razza a partire dal secondo dopoguerra, con una forte accentuazione a partire dagli anni ’70.
Dal 1996 l’Associazione Provinciale Allevatori di Forlì-Cesena-Rimini, ha favorito il recupero della razza. Tale razza/popolazione è stata ufficialmente riconosciuta dal Ministero della Agricoltura, Alimentazione e Foreste dello Stato Italiano con DM n. 20461, pubblicato il 16 Febbraio 2006, quale una delle sette razze autoctone asinine italiane.
L’As.I.R.A.R.A. (Associazione Italiana Allevatori di Razza Asino Romagnolo) sostiene lo sforzo allevatoriale degli associati, nel segno dello sviluppo numerico e della qualificazione selettiva della razza, recependo gli indirizzi dell’AIA (Associazione Italiana Allevatori), Ente che ne gestisce il Registro Anagrafico.
Al 2012, risultano iscritti al registro anagrafico oltre 500 capi, rispetto ai 76 censiti nei primi anni duemila (la iniziale inclusione fu fatta valutando l’aderenza allo standard di razza, tuttora attuale). Si ricorda che il numero di capi che fa considerare una razza fuori dal rischio di estinzione, è stimato in circa 2.000 – 3.000 esemplari.

Standard di razza – Asino Romagnolo

1) AREA D’ORIGINE: Regione Emilia – Romagna.

2) ATTITUDINE: soma e traino.

3) CARATTERI MORFOLOGICI:
Maschi: Statura da 135 a 155 cm; Diametro Torace >150 cm; Stinco >18 cm.
Femmine: Statura da 130 a 145 cm; Diametro Torace >140 cm; Stinco >17 cm
MANTELLO: sorcino, baio scuro (ammessi anche il baio, il morello e il sauro).
Pelo corto e liscio.
Mantello sorcino: riga mulina con croce scapolare lunga e ben marcata, zebrature agli arti anteriori, meno evidenti o assenti agli arti posteriori.
Testa: muso bianco con estremità scura, orecchie con pelame bianco all’interno, barrate di pelo scuro all’esterno con orlatura scura. Occhiaie chiare; gola, canale delle ganasce bianchi. Addome bianco con linea ventrale di peli scuri dalla punta dello sterno ai genitali. Faccia interna degli arti fino a 2/3 della coscia e dell’avambraccio bianca, stinco, nodello e pastorale rivestiti di peli scuri. Coda con peli scuri nella parte interna del fusto e del fiocco, mammelle e scroto scuri. Piede con unghia scura.
Mantello baio scuro: pelo di colore marrone bruciato; musello, occhiaie e gola chiari, ventre e faccia mediale degli arti chiari, criniera nera.

CONFORMAZIONE: testa non pesante con profilo rettilineo tendente al concavilineo, ben portata e distinta, fronte larga, narici piccole e asciutte. Orecchie diritte e frangiate di moderata lunghezza. Occhi grandi a fior di testa con arcate orbitali prominenti. Guance ampie come pure la regione del canale. Collo muscoloso con larga base di attacco alla testa e al tronco. Linea dorsale orizzontale con lombi corti, groppa arrotondata. Petto ampio e profondo, torace molto sviluppato, coda attaccata alta. Arti robusti, appiombi regolari, stinchi di media lunghezza, zoccoli solidi e ben conformati.

4) SVILUPPO GENERALE E TEMPERAMENTO: costituzione robusta e diametri proporzionati a un buon sviluppo generale. Grande portamento e distinzione. Carattere vivace, volenteroso e affidabile.

5) ANDATURE: Potente nel traino e tiro leggero, possiede un trotto vivace e sostenuto che mantiene per lunghe distanze.

6) DIFETTI PIÙ FREQUENTI (la cui presenza potrebbe escludere l’iscrizione al Registro Anagrafico): Mantello diverso da quelli tipici, pelo lungo e lanoso. Testa pesante e inespressiva. Orecchie eccessivamente lunghe e male attaccate. Occhio porcino, labbra cadenti, profilo convessilineo della testa. Collo leggero attaccato male, linea dorso-lombare avvallata, groppa spiovente, petto cadente, appiombi oltremodo difettosi.

As.I.R.A.R.A. – Associazione Italiana Allevatori di Razza Asino Romagnolo www.asinoromagnolo.it

Fattrice Razza Asino Romagnolo e puledra di due giorni (foto www.asinoromagnolo.it)
Stallone Asino Romagnolo (foto www.asinoromagnolo.it)

Animali

Cane da Pastore Apuano
Atlante delle razze di Cani

Origine, classificazione e cenni storici

Origine:
Classificazione F.C.I.: RAZZA NON RICONOSCIUTA
Cane da pastore utilizzato per la protezione delle greggi e della proprietà

Il Cane da Pastore Apuano è un cane originario del comprensorio delle Alpi Apuane, da sempre utilizzato per la pastorizia con duplice attitudine: sia da conduzione che da custodia.  Allevato esclusivamente dai pastori, attualmente rischia l’estinzione  causa la diminuzione della pastorizia ed i meticciamenti avvenuti nel corso degli ultimi anni.

Femmina grigio cenere merle – Cane da Pastore Apuano (foto www.canedapastoreapuano.it)

Aspetto generale

Il Cane da Pastore Apuano è un cane di taglia media che esprime forza, resistenza ed agilità dovute da una dura selezione legata al lavoro.

Comportamento e carattere

I cani da pastore apuano attuali conservano l’attitudine al lavoro con il bestiame; la loro attitudine all’apprendimento gli consente di avere risultati eccezionali nelle discipline cino-sportive come agility, disc dog, utilità e difesa, rally-obedience, dog trekking. Molti soggetti sono adatti alla pet therapy e pet counseling.
A seconda dell’educazione e all’ambiente in cui vivono possono essere poco o molto socializzati. E’ uno straordinario cane da compagnia e di famiglia, un compagno di vita e di avventure.

Femmina grigio cenere merle – Cane da Pastore Apuano (foto www.canedapastoreapuano.it)

Standard

Altezza:
– maschi da 53 cm a 63 cm
– femmine da 51 cm a 61 cm

Peso:
– maschi da 20 kg a 35 kg
– femmine da 17 kg a 28 kg

La selezione ha uniformato sensibilmente i caratteri estetici mantenendo in parallelo un’efficacia nella capacità di apprendimento e funzionalità.

Tronco: allungato tipico del trottatore e comunque sempre più lungo dell’altezza al garrese di circa il 10%.

Testa e muso: è dolicocefala con stop abbastanza evidente. Il muso deve essere abbastanza largo e forte e misurare circa il 40% della lunghezza tot. della testa. Gli assi longitudinali cranio-facciali sono lievemente divergenti tra loro.

Tartufo: sempre sulla stessa linea della canna nasale, voluminoso con narici bene aperte, di colore nero oppure con parziale depigmentazione nei soggetti pezzati.

Denti: ben sviluppati e completi nel numero; chiusura a tenaglia con contatto tra gli incisivi superiori e quelli inferiori.

Occhi: ogiva a mandorla, dall’iride di colore bruno acceso, a volte azzurri o gazzuoli uno o entrambi, soprattutto nei soggetti con manto cenerino.

Orecchie: piccole, portate erette e terminanti a punta leggermente rivolte verso l’esterno (nei cuccioli l’erezione avviene alla fine del secondo mese).

Collo: muscoloso ma asciutto e non pesante con pelle ben aderente, lungo circa quanto la lunghezza totale della testa .

Pelle: spessa ed aderente al corpo in tutte le sue parti.

Arti: in appiombo sia gli anteriori che i posteriori; forti, robusti e con buona ossatura, con spalle potenti e posteriori ben caricati e scattanti. Spesso sul garretto è presente lo sperone semplice o doppio (lo sperone doppio è molto apprezzato).

Muscolatura: potente e lunga, ben sviluppata in tutto il corpo.

Linea superiore: retta con una lieve convessità lombare.

Coda: con inserimento basso e grossa alla radice. Viene portata alta a scimitarra quando il cane è in movimento e a manico di pompa quando il cane è in stazionamento.

Pelo: corto o semilungo, aderente, possibilmente lucido e brillante.

Colori tipici: i colori base sono nero, nero su fondo “lupo”. In manifestazione del gene merle si ha grigio cenerino uniforme o a chiazze nere di tutte le gradazioni, anche su fondo “lupo”. In tutte le versioni possono presentare pezzature bianche a partire dai piedi e dal petto, senza superare il 20% della superficie totale del corpo.

Difetti più ricorrenti: enognatismo, divergenza degli assi cranio-facciali, canna nasale montonina o camusa, criptorchidismo, monorchidismo.

Difetti lievi: dentatura tendente alla forbice, mantelli con bianco troppo esteso.

Fonte: www.canedapastoreapuano.it