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Si può aiutare la memoria a ricordare?

Neurologi e farmacologi sono tutti d’accordo nel sostenere che non esiste alcuna terapia farmacologica né alcun apparecchio in commercio che possa migliorare la capacità di apprendimento o, in genere, la memoria. Infatti, spiegano, finora non è stata identificata nessuna sostanza che possa sviluppare una funzione (la memoria) di cui, fra l’altro, si sa ancora abbastanza poco. Pertanto, il ricorso ai tanti prodotti in commercio è del tutto inutile. In condizioni fisiche normali, senza malattie invalidanti, l’unico modo per non dimenticare è quello di imparare a migliorare la propria capacità di concentrazione, per esempio evitando le occasioni di distrazione nella fase di apprendimento.

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Da dove viene l’uso del nome “Big Apple” per New York

Il nome “The Big Apple” (Grande Mela) fu sentito per la prima volta da John FitzGerald, redattore di ippica del New York Morning Telegraph, sulla bocca di due stallieri afroamericani di New Orleans, che però definivano così l’ippodromo di New York.

Era il gennaio 1920. A FitzGerald piacque l’espressione e la usò sul suo giornale, riferendola sempre all’ippodromo. E chiamò la sua rubrica di corse “Around The Big Apple”.

Nel 1930 un gruppo di musicisti jazz neri iniziò a chiamare “The Big Apple” Harlem e, più in generale la città di New York, perché capitale del jazz nel mondo. Nel 1971 Charles Gillet, presidente dell’ufficio del turismo, usò il termine nella campagna di promozione della metropoli. L’origine, però, è controversa. Alcuni ritengono che sia una locuzione tipica dell’ambiente jazz, altri che fosse un ballo. Recentemente è stata attribuita la piena paternità del soprannome a John FitzGerald. Il 12 febbraio del 1997 il sindaco Giuliani ha voluto ricordarlo chiamando “Big Apple Corner” l’angolo sud-ovest tra la 540 strada ovest e Broadway, dove abitò dal 1934 al 1963.

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Che cosa sono gli amminoacidi?

Gli amminoacidi sono le sostanze di base che costituiscono le proteine.

Ogni proteina è caratterizzata da una precisa sequenza di “mattoni” di amminoacidi.

Alcuni sono prodotti dall’organismo trasformando gli alimenti, altri, che l’organismo non riesce a sintetizzare, devono essere assunti direttamente con il cibo: un alimentazione varia ed equilibrata è in grado di assicurare la giusta proporzione degli amminoacidi necessari.

 Ve ne sono comunque alcuni, chiamati ramificati, che possono essere utilizzati dai muscoli come fonte di energia.

 Per questo alcuni sportivi ne assumono in quantità superiore a quella necessaria, nell’errata convinzione di migliorare così il loro rendimento in gara.

 L’organismo è allora costretto a eliminare l’eccesso, e lo fa attraverso i reni, che vengono sottoposti a un lavoro più intenso del normale.

Vi sono infine certi amminoacidi, come la fenilalanina, che alcune persone non riescono a metabolizzare in modo corretto a causa di un difetto genetico.

La patologia correlata a questo difetto si chiama fenilchetonuria, e può portare anche alla demenza.

Per questo motivo la presenza di fenilalanina viene segnalata nell’etichetta di molti alimenti confezionati.

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L’agricoltura adesso va a rotoli

Dai campi di grano sono pressoché scomparsi i pagliai, i mucchi conici di paglia tenuta da parte per l’alimentazione e le lettiere degli animali.

Al loro posto oggi si vedono balle di paglia e fieno perfettamente rotonde o a forma di parallelepipedo. E’ una conseguenza del fatto che, da quando l’agricoltura si è industrializzata e molte aziende agricole si sono specializzate in una sola produzione (cerealicoltura, allevamento, ecc.), il fieno e la paglia sono diventate delle materie prime che si esportano da un’azienda all’altra e da una regione all’altra.

Cilindri. Per questa ragione, deve essere confezionata per essere trasportata con i camion agevolmente e senza sprechi. Una balla rotonda ha normalmente un diametro di circa 120 centimetri e una lunghezza più o meno uguale, e può contenere circa tre quintali di paglia o fieno. Così confezionata, pero, non può rimanere a lungo sul terreno, perché contiene dal 20 al 30 per cento di acqua e può quindi fermentare nel giro di qualche giorno, diventando inutilizzabile per l’alimentazione degli animali.

Come funziona la macchina che confeziona le balle di paglia.

  1. La macchina avanza e un rastrello, collocato in basso, solleva la paglia; una prima ruota dentata inizia a spingerla verso l’interno.
  2. Una seconda ruota dentata imprime alla massa di paglia un movimento rotatorio: la balla comincia a prendere forma.
  3. La balla ruota fino a quando ha la dimensione voluta. Durante la rotazione, una serie di rulli comprime la paglia per compattarla.
  4. Quando la balla è pronta, la stessa macchina le avvolge intorno un fil di ferro, una rete o un foglio di nylon per impedire che si apra.
  5. La parte posteriore si apre e la balla cade per terra. Nella parte anteriore comincia a formarsene un’altra.

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Spazzatura in orbita

Satelliti fuori uso, frammenti di razzi, pinze, cacciaviti, guanti, copri-sensori, perfino macchine fotografiche: lo spazio è ormai diventata un’immensa discarica per la spazzatura umana. Il guaio è che, in orbita, tutti questi rifiuti viaggiano a decine di migliaia di km l’ora, e sono pericolosi come proiettili. In più, gli stadi abbandonati dei razzi propulsori contengono ancora propellente che può esplodere (per esempio a causa del forte calore dello spazio: l’esposizione al Sole può scaldare il metallo fino a 1300 gradi) creando milioni di altri frammenti.

E’ per questo che ogni oggetto vagante viene tenuto sotto costante osservazione dai 17 radar e i 6 sensori ottici del Norad, il centro di controllo delle difese aerospaziali Usa. Si effettuano 300 mila osservazioni alla settimana, una ogni due secondi, per sapere dove si trovano in ogni istante le decine di migliaia di oggetti grandi almeno 15 cm che ruotano tra i 200 e i 700 km di quota. I sensori del Norad non possono però fornire dati precisi sui microframmenti, che sono la stragrande maggioranza. Si stima che siano decine di miliardi.

L’orbita più intasata è quella geostazionaria, che si trova a 36 mila km. Lì ruota di tutto, dai satelliti applicativi a miliardi di pezzettini di ferraglia spaziale. Complessivamente, tra le orbite basse e quelle geostazionarie, ci sono oltre 5000 tonnellate di rottami.

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Cosa difende gli animali dai cibi contaminati.

Gli animali selvatici possono bere l’acqua stagnante delle pozze, cibarsi di alimenti certamente non cotti e tutt’altro che sterilizzati perché, grazie alla selezione naturale che favorisce la diffusione delle qualità più utili, posseggono anticorpi (molecole del sistema immunitario) che li rendono più resistenti. Per esempio, gli avvoltoi producono enzimi che li rendono capaci di digerire anche la putrescina e la cadaverina, due sostanze molto tossiche che si formano nella carne in putrefazione.

Non a caso gli animali da compagnia, cani e gatti, che vivono in un ambiente meno naturale e più protetto, sono più deboli e devono essere nutriti con cibi appropriati, quasi “umani”. E perfino l’uomo possiede, sia pure in misura limitata, una di queste caratteristiche: dai suoi progenitori, che spesso mangiavano frutta vecchia e quindi già in fermentazione, ha ereditato la capacità di ingerire senza danno quantità moderate di alcool.

Tuttavia, anche se noi non possiamo constatarlo facilmente, molto spesso proprio per avere mangiato quei cibi gli animali selvatici sono afflitti da parassiti e da malattie, a causa delle quali possono anche morire. Un esempio è la toxoplasmosi, che sia l’uomo sia gli altri animali possono contrarre mangiando carne cruda.

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Cos’è, e cosa causa la ciclotimia.

La ciclotimia (dal greco kuklos ovvero cerchio e thumos, umore) è un disturbo dell’umore che si manifesta con l’alternanza di episodi maniacali ed episodi depressivi.

I primi sono periodi più o meno lunghi in cui l’umore predominante del malato è agitato, espansivo o anche irritabile e manifesta una certa logorrea (impulso a parlare senza controllo), mentre aumenta l’autostima e diminuisce il bisogno di sonno.

I secondi sono periodi in cui l’umore predominante è depresso, con perdita d’interesse per qualsiasi attività, sentimenti di autocommiserazione o di colpa eccessivi o immotivati, e anche pensieri ricorrenti di morte o di suicidio. Per questa alternanza la ciclotimia si differenzia dagli altri disturbi dell’umore, che sono i disturbi depressivi, nei quali si manifestano soltanto episodi del secondo tipo.

Caratteristica della ciclotimia è di essere endogena: ha origine cioè dall’individuo stesso ed è indipendente da cause esterne all’organismo. Alcuni studiosi ritengono però che la ciclotimia non sia una vera e propria malattia, ma solo un’acutizzazione di una “personalità ciclotimica”, quindi predisposta a queste alternanze. Inoltre, stando ai dati statistici, la ciclotimia sembra marcatamente ereditaria e le donne sembrerebbero maggiormente a rischio.

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Aglio, olio e antibiotico piccante.

Peperoncini, cipolle, aglio, pepe e in genere le spezie piccanti non servono solo a rendere più saporito il cibo. Hanno una funzione più importante: proteggere la nostra salute.

Quasi tutte queste spezie, infatti, sono in grado cioè di uccidere i batteri nocivi talvolta presenti nel cibo, dalla salmonella allo stafilococco. Il peperoncino è il più potente di tutti: distrugge il 75% dei batteri pericolosi per l’uomo.

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Quando caldo fa? Guarda la lucertola.

Nelle prime ore della giornata il maschio dell’urosauro dell’Arizona, una grossa lucertola, è azzurro chiaro. Ma appena la temperatura supera i 30° cambia colore e diventa turchese. Per cambiare ancora colore e diventare blu quando il caldo raggiunge i 36°.

Termometro a 4 zampe. In pratica, ha scoperto Randall Morrison, dell’Hood College del Maryland (Usa), l’urosauro è un termometro vivente. Il mutamento di colore è causato dalla reazione dei suoi pigmenti al calore. L’animale lo sfrutta per mimetizzarsi meglio e per attirare le femmine.

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Un ipotesi sull’origine del nostro satellite.

Uno scontro catastrofico e nacque la luna

Quattro miliardi e mezzo di anni fa, la Terra fu colpita da un altro pianeta, grande tre volte Marte. E dai detriti dell’impatto nacque il nostro satellite, la Luna. A sostenerlo sono stati alcuni ricercatori di Harvard e dell’università di Boulder nel Colorado (Usa) che hanno elaborato un modello matematico dell’avvenimento.

Catastrofe. Che la luna sia la conseguenza di uno scontro con un altro corpo celeste è un ipotesi avanzata da tempo dagli scienziati. Fino a oggi si pensava però a un asteroide. I nuovi calcoli fanno invece propendere per un corpo più grande: quello di un pianeta vagante nel Sistema solare. Nell’impatto il pianeta si sarebbe completamente disintegrato. Mentre i detriti sollevati dalla superficie della Terra e scagliati in orbita si sarebbero progressivamente fusi in un nuovo corpo celeste, la Luna.

Effetti benefici. Per quanto l’impatto sia stato catastrofico, ha indubbiamente avuto effetti benefici, hanno detto i ricercatori statunitensi. Per esempio l’eliminazione di una parte dell’atmosfera, che avrebbe potuto trasformare la Terra in un pianeta inabitabile, come l’attuale Venere, pianeta gemello della Terra per dimensioni e massa.

Scudo lunare. Anche la formazione della Luna ha dato vantaggi alla Terra. Ci ha protetto dal bombardamento di asteroidi e ha reso più stabile il nostro pianeta.