Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Biancospino – Crataegus oxyacantha

Habitat: siepi e boschi dal piano alle zone montane.

A fioritura avanzata è ricoperto da una serie molto elegante di fiorellini bianchi che si raccolgono a manciate, facendo molta attenzione agli spini, si seccano accuratamente al sole e si conservano per il bisogno in sacchetti di carta o di tela.
Questi fiori sono medicamentosi e sono indicati per chi soffre di pressione alta, di arteriosclerosi, di insonnia causata dalle quotidiane tensioni nervose.
Il più usato è l’infuso di biancospino che si prepara al mattino versando mezzo litro di acqua bollente su di un pizzico di fiori. Si lascia riposare circa venti minuti, si cola, si zucchera e si beve a più riprese nel corso della giornata, riservandosene una tazzina, da bersi tiepida, al momento di coricarsi. L’infuso di questo fiore miracoloso è sempre un ottimo calmante, un efficace sonnifero, un toccasana per chi soffre di palpitazioni, di insonnie, di irritabilità, di ronzii alle orecchie, di vampate di calore. Esso agisce sulla contrazione delle arterie e, tonificando il cuore, favorisce un giusto equilibrio fra pressione sanguigna e forza del polso. Nei casi in cui l’insonnia e l’agitazione perdurino nonostante la cura sopra indicata, se si accusano attacchi isterici, se si è neurastenici o convalescenti o ammalati di cuore, per le donne, infine, in preda ai disturbi dell’età critica, buoni risultati darà l’infuso di biancospino al quale sia stata aggiunta una manciata di “Passiflora”.
Non dà assuefazione e una cura di infuso di biancospino, tonificando il sistema nervoso, garantirà una visione ottima della vita, una mente lucida e sana ed un senso profondo di benessere e di serenità che si gode e si apprezza solo quando si hanno i nervi a posto ed il corpo ha riposato bene a lungo.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Betulla – Betula alba

Habitat: zone incolte dal piano monte; boschi cedui.

Un’altra pianta che ha proprietà quasi analoghe a quelle dell’uva ursina è la betulla, albero elegante, dalla scorza chiara e dalle foglie tremanti, che si trova in quasi tutti i nostri boschi, dal piano al monte.
Anche per la betulla vengono utilizzate le foglie che, una volta raccolte, si essiccano accuratamente all’ombra e si conservano in sacchetti o vasi di vetro.
Molto usato terapeuticamente è l’infuso di betulla. Si prepara con mezzo etto di foglie sminuzzate sulle quali si versa un litro di acqua bollente. Quando questa ultima si è molto intiepidita, vi si aggiunge un grammo – una punta di cucchiaio – di bicarbonato di sodio che rende più facile e veloce lo scioglimento dei principi attivi contenuti nella foglia di betulla. Questo infuso, molto efficace, serve nelle più diverse manifestazioni dell’idropisia, negli edemi o tumori di origine cardio-renale, nelle difficoltà di urinazione così tipiche nelle persone anziane, nell’albuminuria e nei gonfiori. Tipico effetto di questo decotto è un benefico aumento delle urinazioni, che possono raggiungere le cinque o sei unità senza che i reni abbiano a denunziare alterazione alcuna per il maggior lavoro al quale sono sottoposti.
L’infuso di betulla, inoltre, porta sensibili e rilevanti benefici ai gottosi, facilitando lo scioglimento e la relativa eliminazione dei calcoli urinari.
Utilizzando insieme le foglie di uva ursina e quelle di betulla, si otterrà un farmaco miracoloso per tutti i disturbi delle vie urinarie e che farà registrare, inoltre, sensibili benefici e sollievi a chi soffre di dolori artritici. All’acqua, sia sotto forma di decotto o di infuso, si potrà naturalmente sostituire un ottimo vino dai risultati altrettanto efficaci. Il vino di betulla si prepara bollendo in un litro di generoso vino bianco due abbondanti manciate di foglie di betulla, e viene consumato nella misura di un abbondante bicchiere al mattino e di uno, altrettanto abbondante, alla sera. La cura, naturalmente, per essere debitamente efficace, dovrà prolungarsi per qualche mese almeno.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Alloro – Laurus nobilis

Habitat: giardini ed orti dal piano alla collina.

Le foglie e le bacche di alloro hanno proprietà medicinali di una certa importanza. Infatti, sminuzzando 5 o 6 foglie secche di alloro e mettendole in una tazza di acqua bollente si ottiene un ottimo infuso che, bevuto caldo prima di coricarsi, fa sudare abbondantemente riuscendo, quasi sempre ad impedire l’evolversi di un raffreddore o di un’incipiente influenza. Lo stesso infuso sorseggiato dopo i pasti, riesce, grazie alle essenze contenute, a facilitare la digestione e ad eliminare i fastidiosi gas intestinali. L’infuso, ancora, rinforza lo stomaco, eccita l’appetito e, come tutti gli infusi fatti con piante contenenti oli essenziali, è un ottimo e prezioso anticatarrale. Le bacche dell’alloro, piccoli frutti che assomigliano a minuscole ciliege nere dai semi molto grossi, sono ancora più attive delle foglie, contenendo un olio ricchissimo di numerose sostanze medicamentose. La polvere ottenuta dalle bacche perfettamente essiccate, presa nella dose di uno o due cucchiaini da caffè al giorno, è un rimedio efficace contro l’influenza, i raffreddori, le malattie nervose, le paralisi, le debolezze di stomaco e i gas intestinali.
L’olio laurinato si ottiene con una manciata di bacche pestate e fatte macerare in mezzo litro di puro olio di oliva e serve per lenire gli spasmi reumatici o per facilitare la ripresa dell’uso delle articolazioni dopo ingessature o traumi di varia natura.
L’olio verrà frizionato adeguatamente sulle parti interessate alcune volte al giorno.
Ottimo, sempre per uso esterno, l’unguento laurino che si prepara aggiungendo settanta grammi di olio di lauro, ottenuto per pigiatura delle bacche, un cucchiaio di trementina e mezzo cucchiaio di acido salicilico a 150 grammi di grasso di maiale e 50 grammi di grasso di pecora fatti fondere a fuoco lento. Raffreddato che sia, l’unguento viene conservato in un vaso a chiusura ermetica.
Una buona manciata di queste bacche fatte bollire a lungo in acqua non molto abbondante, danno un decotto oleoso che, applicato con impacchi, serve quale ottimo emostatico, astringente e rinforzante dei capillari sanguigni.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Assenzio – Artemisia absinthium

Habitat: terreni aridi soleggiati dal piano alla zona submontana.

È una pianta diffusissima lungo i muri, tra i sassi, nei luoghi aridi sia montani che di pianura. Fiorisce da maggio a settembre con grappoli minuti di fiorellini gialli e sono, appunto, questi rametti in fiore, essiccati accuratamente all’ombra, che costituiscono la parte propriamente medicinale.
L’assenzio è considerato il principe degli amari e, grazie alle particolari essenze contenute, è ritenuto una pianta tonica, stomatica, febbrifuga e diuretica. È sempre stato molto ricercato fin dall’antichità ed ancora oggi è usato nella preparazione di tutti gli aperitivi a base amarognola.
L’assenzio, oltre che aperitivo, è pure diuretico, essendo ricco di quei sali di potassio che hanno un’azione energica sui reni; è un ottimo tonico ed ha una decisa azione vermifuga. Come tale si usa l’infuso, da prendersi ogni mattina a digiuno nella misura di un bicchiere e che si prepara versando un litro di acqua bollente su due cucciai d’assenzio, lasciando riposare per dieci minuti e quindi colandolo. Per chi si sente stanco e svogliato, si metta ogni sera un pizzico di fiori di assenzio in una tazza di acqua bollente, si lasci a macero l’intera notte, e si beva al mattino completamente digiuni. Ottimo è pure il vino di assenzio che stimola l’appetito e favorisce una facile digestione. Si prepara mettendo una manciata di fiori di assenzio in un litro di vino bianco o rosso al quale sia stato aggiunto un bicchiere di grappa.
Si lasci macerare per una settimana, si filtri e se ne prenda un bicchierino prima e dopo i pasti. L’assenzio, infine, è uno dei componenti principali di un famoso elisir di giovinezza, del quale è opportuno riportare la ricetta. In 700 grammi di alcool puro si mettano a macerare per un mese 30 grammi di fiori d’assenzio, 20 grammi di radice di genziana, 20 grammi di centaurea, 20 grammi di scorza di arancio amaro, 15 grammi di rabarbaro cinese e 3 grammi di aloè. Si coli, a macero avvenuto, molto accuratamente e spremendo forte, aggiungendo al tutto mezzo litro di vino bianco. La cura per giungere … all’eterna giovinezza consiste nel sorseggiare ogni mattina, a digiuno, un bicchierino di questo amaro veramente amaro.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Bardana – Arctium lappa

Habitat: zone incolte dal piano monte.

La bardana è un’erba alta più di un metro, ha le foglie slargate e fiorisce nel gran caldo dell’estate con mazzetti di fiorellini rossi. E’ nota, soprattutto ai più giovani, per i suoi frutti, chiamati “petole”, che lanciati sulle persone si appiccicano sulle vesti o sui capelli, di qui il suo nome dialettale di “petolara”.
E’ una pianta decisamente brutta, ma ha, invece, pregi notevoli come pianta diaforetica, diuretica e depurativa, soprattutto quando si è afflitti da foruncoli ed altre eruzioni della pelle che al dolore fastidioso aggiungono una vera e proprio deturpazione della bellezza. In questi casi si usa il decotto, preparato facendo bollire per dieci minuti, in un litro d’acqua, settanta grammi di radice di bardana. Si cola e si beve, nel corso della giornata, il liquido rimasto, possibilmente a stomaco vuoto e ripetendo la cura per almeno cinque o sei giorni. Con questo decotto, poi, ci si può lavare il viso, ottenendo una pelle delicata e vellutata. La bardana, inoltre, è efficace per gli erpetici, gli artritici, i sofferenti di ingorghi e di calcoli renali. E’ sufficiente prepararsi un decotto con mezzo litro di acqua nel quale siano stati fatti bollire 25 grammi di foglie di bardana e 35 grammi di foglie di salvia. Il decotto va bevuto nel corso della giornata, lontano dai pasti e protraendo la cura per diversi giorni. Le foglie rimaste di questo decotto possono essere utilizzate come impiastri soffrendo di croste o di pruriti anali. Un impiastro ben caldo di foglie di bardana cotte nel latte ed applicate sulle piaghe le risana velocemente e fa guarire ugualmente la tigna e numerose altre affezioni della pelle. La tisana preparata con mezzo litro di acqua e 25 grammi di radice di bardana, somministrata ai bambini affetti da morbillo nella misura di un cucchiaio ogni cinque minuti, favorisce lo sfogo di questa affezione ed una pronta guarigione. Contro tutti questi malanni e soprattutto nel caso di affezioni alla pelle, ottimi risultati si ottengono con lo squisito vermut di bardana. Si fa bollire un etto di radici di bardana in mezzo litro d’acqua finché questa si sia ridotta alla metà. Raffreddata che sia, si versa in un litro di vermut e si lascia riposare per quattro o cinque giorni. La cura prevede tre bicchierini … o più di questo delicato e squisito vermut di bardana, di questa negletta e tanto disprezzata erbaccia dalle caratteristiche terapeutiche così importanti.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Mirtillo nero – Vaccinium myrtillus

Habitat: boschi delle zone montane.

Il mirtillo nero è, fra le piante del sottobosco, la più apprezzata e la più conosciuta. I suoi frutti si raccolgono sia per essere consumati subito, sia per essere essiccati e trasformati in efficaci medicinali per l’inverno. Lo stesso avviene per le foglie che contengono degli importanti principi attivi.
Il mirtillo trova la sua più tipica applicazione nei casi di diarree ostinate, di malattie biliari, di enteriti acute, di catarro intestinale, di dissenteria accompagnata da evacuazioni sanguigne.
Contro tutti questi malanni serve il decotto di frutto di mirtillo che si prepara facendo bollire per cinque minuti in mezzo litro d’acqua due o tre manciate di mirtillo, sia fresco che secco. Si filtra e si beve nel corso della giornata, in tre razioni e a stomaco vuoto.
Uguali risultati si ottengono masticando nel corso della giornata una buona manciata di mirtillo secco e perseverando nella cura, fintanto che i disturbi accusati siano scomparsi.
Queste terapie possono essere utilmente sostituite dalla tintura di mirtillo che di è dimostrata anche molto utile in caso di infiammazioni o di afte alla bocca. La tintura si prepara mettendo a macerare, per almeno dieci giorni, tre manciate di bacche di mirtillo in un litro di grappa vecchia. Un cucchiaio di questa tintura, presa in una tazzina d’acqua calda, darà dei risultati veramente sorprendenti. La pomata di mirtillo cura egregiamente eczemi e pruriti della pelle: si schiacciano i mirtilli, si mettono a bollire finché sia scomparsa l’acqua di evaporazione e sia rimasta una specie di sciroppo molto denso. Questo estratto-pomata va conservato in recipienti ermeticamente chiusi e si usa al bisogno spalmandolo sulla parte malata.
Le foglie di mirtillo, invece, servono a preparare un ottimo tè, utilissimo, preso caldo, nei vomiti, nei crampi allo stomaco e nella debolezza urinaria. Usato freddo ed esternamente questo tè guarisce le infiammazioni agli occhi, lavandoli accuratamente tre volte al giorno ed avendo l’accortezza di far entrare un po’ di liquido negli occhi stessi.
Per concludere, le foglie di mirtillo sono in grado di apportare un sensibile sollievo ai diabetici per una specie di insulina che esse contengono. Si prepara un decotto facendo bollire un cucchiaio di foglie tritate in mezzo litro d’acqua e bevendolo a più riprese nel corso della giornata.

Ferrante Cappelletti Dalle erbe la salute Piante medicinali dell’arco alpino Publilux Trento 1977

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Asperula – Asperula odorata

Habitat: luoghi ombrosi nei terreni calcarei della zona montana.

L’asperula o stellina odorosa misura da terra dai 10 ai 40 centimetri e porta su di un esile gambo delle foglioline disposte a palco e in numero da sei a otto. I fiori, minuti e delicati, sono bianchi e appaiono da maggio a luglio.
L’asperula è sempre stata riconosciuta valida per eliminare le ventosità dello stomaco e dell’intestino, per curare l’inappetenza dovuta a particolari stati nervosi o a convalescenze prolungate, l’epilessia, le gastralgie, per calmare gli stati di ipereccitabilità, per favorire la secrezione lattea, per calmare gli spasmi dello stomaco. L’asperula, inoltre, ha delle decise proprietà sudorifere, digestive, diuretiche e sedative.
L’asperula va raccolta prima della fioritura, viene perfettamente essiccata e accuratamente conservata per il bisogno. Contro i disturbi sopra ricordati serve efficacemente l’infuso di asperula che si prepara versando un litro di acqua bollente su mezz’etto di asperula e lasciando riposare per circa otto ore. Quindi si cola e si beve un quarto di litro al giorno di questo infuso, suddiviso in cinque o sei razioni. I buongustai che vogliono unire l’utile al piacevole possono prepararsi il vino di asperula mettendo a macero un paio di cucchiai di asperula in un litro di vino bianco bene invecchiato. Dopo otto giorni di infusione, si berranno due bicchieri al dì di questo ottimo ed efficace vino curativo. Naturalmente non può mancare la grappa di asperula, che si prepara mettendo in infusione due o tre cucchiai di asperula in un litro di buona grappa. Quando ci si sente particolarmente nervosi, o la digestione si presenta molto difficile, o quando si rientra da qualche escursione sudati, bagnati o infreddoliti, un bicchierino di questa grappa sarà il necessario toccasana. Se invece si sta perfettamente bene, un bicchierino di grappa di asperula a scopo preventivo … vi farà stare sicuramente meglio.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Arnica – Arnica montana

Habitat: pascoli della regione montana.

Giustamente l’arnica è stata definita fin dai tempi più antichi “la panacea dei caduti”, infatti miracolosi sono i suoi effetti negli infortuni in genere, nelle distorsioni e nelle botte solenni che lasciano lividi bluastri su tutto il corpo. L’arnica fiorisce sui prati piuttosto umidi di montagna e si presenta come una grande margherita tutta giallo-aranciata, dall’odore aromatico e dal sapore decisamente amaro. A scopo medicinale si raccolgono i capolini che si seccano accuratamente all’ombra. E’ buona precauzione, però, verso agosto o settembre sradicare una decina di piante – non di più secondo una moda vandalica troppo diffusa – ed essiccarle con molta accuratezza, radice compresa.
Con i fiori di arnica si può preparare un efficace anti-reumatico mettendone a macerare, per 8 o 10 giorni, trenta grammi in mezzo litro di alcol puro. Quindi si cola, aggiungendo un dado di canfora, un bicchierino di trementina e sbattendo a lungo finché la canfora si sia sciolta. Alla fine si aggiunge al tutto un bicchiere di acqua per ridurre la gradazione di questo efficace linimento, che si usa esternamente per energici massaggi sulle parti dolenti.
Contro le distorsioni, le contusioni o le botte in genere si usa la tintura d’arnica preparata mettendo a macerare in un bicchiere d’alcol 10 grammi di radice di arnica secca, sbattendo il tutto una volta al giorno e per venti giorni consecutivi.
Quindi si cola e si conserva il liquido ottenuto in luogo oscuro.
Quando abbisogna, si versano in una scodella un cucchiaio di questa tintura, due cucchiai di glicerina e tre di acqua. Con una pezzuola bene imbevuta di questa soluzione si fanno numerosi impacchi sulle parti doloranti, accertandosi, però, che non ci siano piaghe. Se si soffre di naso otturato e di testa appesantita da un catarro lento a risolversi, si ottengono dei grandi benefici annusando qualche pizzico di fiori di arnica finemente polverizzati. L’arnica serve, infine, per curare i foruncoli che deturpano la pelle. Si applica sulla parte dolente un impasto di due cucchiai di miele ed un cucchiaio di tintura d’arnica, sopra ricordata.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Aconito – Aconitum napellus

E’ una pianta dal portamento elegante che può raggiungere anche il metro e mezzo di altezza. In alto porta un grappolo di fiori di un bellissimo colore azzurro-turchino, che rassomigliano a degli elmetti. La radice piuttosto scura può sembrare un rapanello di media grossezza.
Cresce soprattutto nei luoghi umidi, ai margini dei boschi di montagna con una decisa preferenza per i terreni che fiancheggiano le malghe e per quelli sui quali crescono numerose le ortiche.
L’aconito è una pianta velenosissima in ogni sua parte ed è saggia regola evitare ogni contatto. Chi ne avesse raccolto anche i soli fiori, abbia la precauzione di lavarsi accuratamente le mani prima di toccare cibo.
Anche la radice ha un alto potenziale di velenosità: basta assaggiarne un po’ per morire in pochi minuti.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Acetosella – Oxalis acetosella L.

Habitat: dal piano ai 2.000 metri, nei boschi ombrosi, ricchi di humus.

Etimologia: “Oxalis” dal greco oxys=acuto, pungente e da hals=sale, per il sapore acido. “Acetosella” per il gusto acidulo che ricorda l’aceto.
L’Acetosella (Oxalis acetosella – Famiglia Ossidalaceae)) è una pianta erbacea perenne, acaule, rizomatosa, alta 8-15 cm. Molto comune, si trova nelle zone fredde e temperato-fredde dell’Europa, dell’Asia e del Nordamerica. In italia è frequente in tutta la penisola, eccetto le zone litoranee e nelle isole. Cresce nei boschi, nei luoghi ombrosi, dal piano ai 2.000 metri. Gradisce un terreno fertile, morbido e ricco di humus.
Le foglie sono trilobate, portate da un picciolo arrossato, simili a quelle del trifoglio. Col tempo piovoso si contraggono piegandosi verso il basso, assumendo l’aspetto di un piccolo ombrello. I petali e le foglie si chiudono nelle ore nottune.
Il fiore è unico sullo stelo e compare ad aprile-maggio con petali bianchi o rosati, solcati da sottili venature violette. Il frutto è una capsula allungata provvista di un particolare sistema per diffondere i semi: questi, immersi in una massa mucillagginosa, vengono sospinti attraverso una fessura che, essendo stretta ed elastica, si contrae bruscamente proiettandoli lontano con un effetto “esplosivo”.
Sotto la piantina striscia un fusticino sotterraneo, che si divide formando una fitta rete negli strati superficiali del suolo.
Assaggiando le foglie si percepisce subito un gusto acidulo dovuto alla presenza notevole di acido ossalico (anche più dell’1%). Questo comporta un uso attento della pianta, che se ingerita in quantità notevoli risulta dannosa all’attività renale e può persino causare la morte. L’acetosella è nota da tempo per le sue numerose proprietà, che però si perdono in gran parte con l’essiccazione.
In campo alimentare, dal Medioevo e ancora oggi, viene usata per insaporire le insalate. Si combina con altre essenze selvatiche in salse di vario uso. Dalle foglie si ricava anche un infuso depurativo, una bevanda dissetante simile alla limonata, mentre consumate crude calmano la sete in caso di mancanza d’acqua e disinfettano le piccole ulcere del cavo orale.
Le foglie sono diuretiche, decongestionanti, depurative, astringenti, rinfrescanti, febbrifughe.
Tutta la pianta contiene acido ascorbico, biossalato di potassio, vitamina C, mucillagine. Tutto ciò la rende controindicata per chi soffre di disturbi gastrici, intestinali, epatici, di calcoli renali e biliari, di gotta. Usata esternamente serviva a preparare rimedi per pelli arrossate e infiammate, dato il suo potere antinfiammatorio e decongestionante.
Nella pratica quotidiana serviva a pulire oggetti di rame, bronzo e cuoio; il “sale di acetosa”, ora ottenuto industrialmente, un tempo veniva preparato dai droghieri con l’acido ossalico contenuto nella pianta. Era usata anche per smacchiare la biancheria da ruggine e inchiostro, nonché come mordente per i colori e disincrostante per i radiatori delle automobili.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Menta – Mentha piperita

Habitat: selvatica e coltivata dal piano alle zone submontane.

La menta è una piantina che cresce spontanea un po’ dappertutto e conta numerosissime varietà. Se tutte hanno proprietà medicamentose, la migliore è senza dubbio la Mentha piperita che troviamo generalmente nei luoghi asciutti. Il suo profumo molto accentuato ed il suo aroma particolarmente piccante sono dati da numerosi oli eterei, il principale dei quali è il “mentolo” che, in piccolissime stille, è celato nelle sue foglie e nei petali dei fiori. Il tempo migliore di raccolta della menta è prima dell’inizio della fioritura. Si secca rapidamente ed accuratamente al sole e si ripone in un vaso a chiusura ermetica. Un cucchiaio di foglie di menta sminuzzate in una tazza di acqua bollente costituisce un ottimo calmante nelle manifestazioni nervose più disparate. L’infuso, ottenuto mettendo a macero in due tazze d’acqua bollente un pizzico abbondante di foglie di menta, è un ottimo tonico-digestivo che si beve sia prima che dopo i pasti. Un infuso un po’ più forte (30-40 grammi di menta in due tazze d’acqua) è carminivoro, favorisce cioè l’espulsione dei gas intestinali. Colagogo, favorisce cioè le funzioni biliari con benefici effetti sul fegato. Infine, la menta è diuretica, vermifuga, antisettica e tutte queste sue caratteristiche spiegano perché questa pianta veramente miracolosa trova un larghissimo impiego nella preparazione di numerose tisane, confetti, di pastiglie, di paste dentifrice, di bevande, di gomme da masticare, di liquidi usati per gargarismi nella cura di tonsilliti ed angine.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Coda cavallina – Equisetum arvense

Habitat: luoghi incolti dal piano alle zone montane.

È una pianta alta una ventina di centimetri, di colore verde scuro, a forma di piramide o, meglio, di un pino in miniatura. I rametti sono nudi, nodosi. Cresce spontanea nei luoghi incolti, lungo i margini delle strade, nei posti umidi e sassosi. È una pianta preziosa nella farmacia casalinga, usata fin dall’antichità. Prezioso ed altamente terapeutico è il decotto che si prepara facendo bollire una manciata di pianta secca in mezzo litro d’acqua per cinque minuti. Esternamente il decotto serve per impacchi su piaghe purulente e su ferite. Per uso interno il decotto si prende nella misura di tre tazzine al giorno per la cura della cistite e dei disturbi della prostata. La coda cavallina è una pianta diuretica per eccellenza, per tutti coloro che devono lavare il sangue e far lavorare i reni senza stancarli. Nella fastidiosa ritenzione di urina si prende una tazza abbondante di decotto e successivamente un cucchiaio ogni mezz’ora. Il decotto viene pure usato nelle emorragie nasali, aspirandolo freddo più di una volta, nelle infiammazioni delle gengive o del palato, utilizzandolo per gargarismi. Anche gli occhi infiammati o lacrimanti guariscono in breve tempo se lavati più volte al giorno con il decotto freddo, al quale possono aggiungersi alcuni petali di rose rosse.
Grazie ai suoi effetti emostatici il decotto di equiseto viene usato sia per via orale, sia per frequenti lavaggi ed impacchi in caso di emorragie da emorroidi. Nei sudori notturni eccessivi o negli stati di debolezza, una tazzina di decotto freddo, presa prima di coricarsi, ha degli effetti veramente benefici. Per chi al decotto preferisce un delicato ed altrettanto efficace vino di equiseto se lo può preparare lasciando macerare per alcuni giorni due manciate della pianta secca in un fiasco di vino. A parte ogni altra posologia terapeutica, un buon bicchiere al giorno di questo vino costituirà una sicura fonte di salute e di benessere.

Salute e Benessere

Erbe medicinali delle Alpi – Dalle erbe la salute

Achillea – Achillea millefolium

Habitat: terreni incolti dal piano alla zona montana.

L’Achillea, pianta dall’odore grato e penetrante, è alta fino a cinquanta centimetri e ha delle foglie strette con divisioni sottilissime. In cima allo stelo si notano fiori bianchi con tenui sfumature rosacee. Fiorisce dall’estate all’autunno e tutta la pianta fiorita è medicinale. Le sue qualità terapeutiche sono note fin dall’antichità. È una pianta utilissima per calmare gli spasmi uterini, nella cura delle malattie nervose, dell’asma. Viene inoltre usata per arrestare qualsiasi emorragia esterna ed interna, utilizzandola in decotto o in infuso oppure applicandola, tritata finemente, sulle ferite o sulle piaghe. Frena le diarree, favorisce le funzioni urinarie ed è un potente antiemorroidale.
In questi casi si usa l’infuso preparato versando mezzo litro di acqua bollente su una manciata di sommità fiorite di Achillea secca. Infuso e decotto sono sempre consigliabili come antispasmodici, nelle debolezze di stomaco, nelle cattive digestioni e nelle acidità. Nelle emorroidi purulente e nelle ulcere varicose si può impiegare per lavaggio un infuso concentrato (pari peso di acqua e di erba). Dopo il lavaggio, l’erba residua sarà applicata tiepida sulle parti dolenti. Un ottimo vino di Achillea, curativo, nella misura di due bicchieri al giorno, delle malattie sopra elencate, si ottiene lasciando macerare due manciate di erba in un fiasco di generoso vino bianco.

SALUTE E BENESSERE

PIANTE OFFICINALI E INTEGRATORI NATURALI

INTEGRATORI NATURALI

ZINCO

Fa parte del particolare enzima indispensabile per scomporre l’alcool. E’ importante per la digestione dei carboidrati e per il metabolismo del fosforo. Partecipa alla sintesi dell’acido nucleico che controlla la formazione di varie proteine nelle cellule. E’ un minerale-traccia essenziale, presente nel nostro organismo. In natura, si trova nella carne e nel pollame, nei cereali grezzi, nelle patate, nel pesce, nei molluschi, nel fegato.

Integratori di zinco sono: olio di germe di grano, lievito di birra, fegato essiccato.

Coadiuvante tradizionale per:

problemi di prostata e nei casi di impotenza, associato alla vitamina B6, è indispensabile per la crescita generale, per il normale funzionamento della prostata e per l’assorbimento della vitamina A. Utile nei processi di cicatrizzazione per lesioni interne ed esterne (acne, piccole ulcere).

SALUTE E BENESSERE

PIANTE OFFICINALI E INTEGRATORI NATURALI

INTEGRATORI NATURALI

VITAMINA E

La vitamina E è un antiossidante, in grado cioè di impedire l’ossidazione di sostanze grasse nell’organismo e di contrastare l’azione dei radicali liberi. Protegge la vitamina A, il beta-carotene, il selenio e la vitamina C dall’ossidazione.

Si deposita nel fegato, nel tessuto adiposo, nel cuore, nei muscoli, nei testicoli, nell’utero, nel sangue, nelle ghiandole surrenali e nell’ipofisi.

Integratori di vitamina E sono: olio di germe di grano, lecitina.

Coadiuvante tradizionale per:

azione antiossidante e contro l’invecchiamento cutaneo e generale; alleviare la stanchezza, proteggere i bronchi dall’inquinamento atmosferico. Ne possono beneficiare le donne che entrano in menopausa.

SALUTE E BENESSERE

PIANTE OFFICINALI E INTEGRATORI NATURALI

INTEGRATORI NATURALI

VITAMINA A

Indispensabile per una buona capacità visiva, la vitamina A (preformata) ha origine animale e ha la proprietà di essere liposolubile (si scioglie cioè nei grassi), protegge la pelle e le mucose, irrobustisce denti e gengive, aumenta la resistenza al sole, rende più forti i capelli ed è un antiossidante in quanto ritarda l’invecchiamento dei tessuti; previene le infezioni respiratorie, abbrevia la durata delle malattie; promuove la crescita rinforzando le ossa. Integratori di vitamina A sono: olio di fegato di merluzzo, spirulina.

Coadiuvante tradizionale per:

mantenere sani i tessuti e le mucose; utile nei casi di acne, nelle lesioni della pelle, per guarire dai foruncoli, protegge dai raggi ultravioletti e dalle sostanze cancerogene in genere.

SALUTE E BENESSERE

PIANTE OFFICINALI E INTEGRATORI NATURALI

INTEGRATORI NATURALI

TAVOLETTE ENERGETICHE

Esistono in commercio prodotti particolarmente indicati nei casi in cui si voglia immediatamente disporre di una riserva energetica, vitaminica e di minerali. Sono preferibili prodotti aromatizzati e masticabili in maniera da averne un utilizzo rapido soprattutto nei casi in cui vi sia un aumentato fabbisogno energetico (pratiche sportive), ma anche, nei casi di sudorazione profusa o colpi di calore.

Coadiuvante tradizionale per:

gli sport pesanti, gli sport invernali, gli allenamenti prolungati.

SALUTE E BENESSERE

PIANTE OFFICINALI E INTEGRATORI NATURALI

INTEGRATORI NATURALI

SPIRULINA

Ricchissima di vitamine, minerali e proteine la spirulina è una microalga ben conosciuta nei tempi antichi, tanto da essere per le popolazioni dell’antico Messico, uno dei cibi fondamentali. Le vitamine presenti sono: carotene, vitamina E, tiamina, riboflavina, acido nicotinico, piridossina, acido pantotenico, inositolo, acido folico, biotina, vitamina B12. I minerali presenti: calcio, magnesio, fosforo, ferro, sodio, potassio, manganese, zinco e tracce di cromo, cobalto e selenio.

Ha il duplice scopo di rispondere alle aumentate necessità proteiche dell’organismo e a indurre un senso di sazietà, nelle cure dimagranti. E’ un integratore di vitamina A, vitamina B6, B12, colina, acido folico, inositolo, potassio, magnesio.

Coadiuvante tradizionale per:

le diete dimagranti e l’obesità, le carenze proteiche e l’astenia fisica.

SALUTE E BENESSERE

PIANTE OFFICINALI E INTEGRATORI NATURALI

INTEGRATORI NATURALI

SELENIO

E’ un minerale traccia, presente nel nostro organismo in quantità limitatissime, e tuttavia essenziale per una molteplicità di funzioni. Una di queste è certamente la difesa delle cellule dai radicali liberi: essendo infatti un potente antiossidante, ritarda l’invecchiamento dei tessuti in generale. La sua azione risulta maggiormente potenziata se è presente contemporaneamente la vitamina E (sinergia per un effetto più decisivo). La popolazione di sesso maschile ha un maggior fabbisogno di selenio, perché esso viene eliminato con il liquido seminale.

Coadiuvante tradizionale per:

prevenire i danni del fumo e quelli derivanti dall’inquinamento in generale. Per disintossicare l’organismo, proteggendo da radiazioni (computer, TV, raggi X, raggi solari) e smog. Se ne possono giovare le donne in menopausa.

SALUTE E BENESSERE

PIANTE OFFICINALI E INTEGRATORI NATURALI

INTEGRATORI NATURALI

RUTINA (BIOFLAVONOIDI VITAMINA P)

Vitamina conosciuta anche con il nome di bioflavonoidi, è idrosolubile (si scioglie nell’acqua e viene eliminata con le urine). Nella frutta e nella verdura si trova spesso insieme alla vitamina C (negli agrumi, è presente nella parte bianca sotto la buccia). E’ detta anche fattore di permeabilità dei capillari, ed è costituita da citrina, rutina, esperidina, flavoni e flavonoidi e costituiscono anche una difesa contro qualsiasi tipo di infezione. La rutina in particolare rende più facilmente disponibile l’acido iarulonico, rafforza le proprietà della vitamina C, impedendone anche l’ossidazione. E’ utile nelle frequenti perdite di sangue che possono essere ricondotte a un indebolimento dei vasi sanguigni. E’ un antiaggregante piastrinico e un antiossidante. E’ un buon integratore di vitamina P (bioflavonoidi).

Coadiuvante tradizionale per:

rinforzare i capillari, gengive sanguinanti, vene varicose.