Locali storici e tipici napoletani

Russo

Via San Biagio dei Librai 30

Alla metà del settecento la sede di questa ditta, una delle più antiche della città nel campo degli articoli “di devozione” era a San Domenico Maggiore, proprio nel locale dove oggi c’è Scaturchio, come testimonia ancora l’insegna sbiadita che sovrasta quella della nota pasticceria.

Cristi, madonne e santi, in gesso, legno, resina o metallo e di tutte le misure; tabernacoli, ostensori, medaglie, candelabri: la produzione di oggetti sacri, affidata a gruppi di artigiani locali, è capace di soddisfare qualsiasi richiesta del settore.

Dietro al banco c’è l’ultima generazione di una famiglia che da più di due secoli si tramanda quest’attività, mentre a tenere i contatti con gli ordini religiosi, che commissionano immagini sacre, opuscoli o altro in vista dei processi di beatificazione,

Locali storici e tipici napoletani

Scaturchio

Piazza San Domenico Maggiore 19

Dal 1921 la “nuova pasticceria” che affaccia sulla piazza è una meta d’obbligo per i golosi.

L’attività della famiglia risale alla metà dell’Ottocento, con i locali su via Toledo dove fu inventato e brevettato il “ministeriale”, una delizia al cioccolato ripiena di crema al liquore.

Ancora oggi il bar si riempie a prima mattina, quando il caffè ristretto viene accompagnato da cornetti alla crema o, nella versione più recente al cioccolato.

A pranzo si può rimanere abbarbicati al banco per gustare i classici arancini di riso, le frittatine di maccheroni e i rustici, oppure accomodarsi ai pochi tavoli della minuscola sala interna dove è possibile ordinare i piatti del giorno.

Ma è soprattutto la tradizionale pasticceria napoletana – sfogliatelle da manuale, choux grondanti di crema, crostatine alla frutta, babà al rhum, dolci natalizi, come i mustaccioli e i rococò, pastiere – che ha consolidato nel tempo la fama di Scaturchio.

Specialità della casa, lo “zefiro”, un semifreddo all’arancia ricoperto di pan di Spagna.

Locali storici e tipici napoletani

Gambardella

Cartai da più generazioni i Gambardella, originari di Amalfi, nascono come industriali della carta nei primi anni del Settecento.

Solo nel 1836 si trasferiranno a Napoli, in tempo per fornire a Garibaldi la carta su cui fece stampare i proclami per la cittadinanza napoletana.

Da allora ben poche cose sono cambiate, come testimoniano il marmo sbrecciato per terra, i banconi austeri e gli scaffali sbilenchi in legno massiccio sui quali è accatastata la merce in vendita: carte fiorentine, di Amalfi e di Varese, carte dipinte a mano o marmorizzate, cartoni, fogli da imballaggio e altro ancora.

Da visitare il deposito, al quale ovviamente si accede attraverso una porta scricchiolante: soffitto a volta, alte pareti di tufo, luce fioca. Qui il tempo si è davvero fermato.

Locali storici e tipici napoletani

Il Sagittario

Via Santa Chiara 10/a

Salvatore Oliva e Raffaele Mele, nati entrambi sotto il segno del Sagittario, sono due artisti che dopo aver sperimentato linguaggi diversi, a cominciare dalla pittura, sono approdati con successo alla lavorazione artistica del cuoio.

Attraverso una tecnica particolare, la pelle viene plasmata per dar forma a maschere teatrali di forte valenza espressiva che hanno varcate le porte di molti musei europei.

Oggi, nella bottega di via Santa Chiara, è possibile acquistare, oltre alle maschere, anfore, bassorilievi e altri oggetti, o semplicemente fermarsi a guardare come lavorano questi due maestri del cuoio.

Locali storici e tipici napoletani

Sacco

Via Domenico Capitelli 35/37

“La casa di ottica più antica d’Italia”: ancora oggi, sulle buste intestate, una grafica d’altri tempi indica così la ditta fondata nel 1802 dal cavaliere Raffaele Sacco.

Don Raffaele era un personaggio eclettico: ottico di professione, aveva il pallino delle invenzioni.

Ma la sua fama è legata alla celebre canzone napoletana “Te voglio bene assaie”, da lui scritta nel 1835: presentata nello stesso anno alla festa della Piedigrotta, riuscì a conquistare in breve un pubblico eterogeneo e a varcare i confini del Regno.

Una grande targa fuori l’austero negozio ricorda questo singolare ottico-poeta.

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Gallucci

Via Cisterna dell’Olio 6c

Entrando in questa fabbrica di cioccolato si rimane storditi dall’odore penetrante del cacao, ancora lavorato con metodi artigianali.

La tradizione di famiglia risale alla metà dell’Ottocento, come dimostrano alcuni vecchi macchinari, tuttora in uso, che potrebbero trovare una degna collocazione in un museo di archeologia industriale.

Giuseppe Gallucci, il capostipite, divenne famoso per aver presentato ad una esposizione internazionale di dolci che si tenne a Parigi nell’Ottocento le pralines, i cioccolatini farciti da lui poi ribattezzati “nudi”, che ancora oggi sono una delle specialità della casa insieme alle uova decorate e alle campanelle pasquali.

Locali storici e tipici napoletani

La Bottega Artigiana del Libro e della Carta

Calata Trinità Maggiore 4

Nel cortile di Palazzo Morisani, dimora aristocratica del XVI secolo, una porta a vetri introduce in questa legatoria dove per anni ha lavorato il maestro Eliseo, legatore prediletto di Croce.

Il laboratorio conserva ancora il fascino dell’antica bottega: pavimento in cotto, una vecchia scrivania, una bergère dalla tappezzeria sdrucita, macchinari anneriti dal tempo, una collezione di punzoni in bronzo con fregi di epoche diverse.

Qui l’arte della legatura continua a vivere secondo tradizione, con l’utilizzo di tele e pelli particolari, pergamene, carte pregiate e oro fino per le dorature.

Ma è anche possibile acquistare cornici, portadocumenti, cartelle, rubriche, album per fotografie, tutti realizzati a mano con carta marmorizzata di Amalfi.

Locali storici e tipici napoletani

Napolitano

Piazza Carità 6

Al piano nobile di palazzo Mastelloni, cui si accede, in alternativa all’ascensore, da una scenografica scala ellittica di gusto settecentesco, c’è la ditta di Alberto Napolitano, attiva da quasi due secoli.

Nell’ampio appartamento che si affaccia sulla piazza, sono in esposizione pianoforti a coda e verticali delle migliori marche, spesso trattate in esclusiva.

Nell’Ottocento i Napolitano producevano in proprio; oggi l’attività è centrata sulla vendita, il noleggio e l’assistenza tecnica, coniugando la qualità del prodotto con una consolidata esperienza nel settore.

Locali storici e tipici napoletani

Gallinaro

Via Porta di Massa 10

L’azienda, fondata nel 1926, in origine produceva vele cucite a mano di ogni tipo per i piroscafi che solcavano le acque del golfo.

Oggi l’attività si è adeguata ai tempi: si va dalle forniture navali in genere (tendoni impermeabili per navi, cappe per motoscafi, salvagenti e atolli omologati, cavi e cordami) alle classiche tende da sole a righe multicolori, fino agli accessori da campeggio e nautici (sacchi e borse, tessuti da vela in cotone e nylon, abbigliamento, bussole, lampade ecc.).

Il negozio è interamente rivestito di legno e, a sottolinearne il carattere marinaro, due grandi oblò sovrastano l’entrata.

Locali storici e tipici napoletani

D’Ascia

Corso Umberto I 35

Il fondatore della ditta, Michele D’ascia, era un ricco proprietario terriero che, per amore, si diede anima e corpo al commercio. Il futuro suocero infatti non sopportava che la figlia sposasse un “ozioso gentiluomo”: da qui prese l’avvio, nel lontano 1890, questo magazzino dove si vendevano gioielli, orologi e argenti.

Quasi subito però l’attività, per una geniale intuizione del titolare, si è differenziata, come dimostrano i cataloghi destinati alla vendita per corrispondenza, veri e propri spaccati di storia e testimoni del successo di quello che fu una sorta di supermercato ante litteram, dove era possibile acquistare revolver Smith & Wesson e filati di lana, divise militari e biancheria per la casa. Oggi la confezione di alte uniformi e la vendita di armi e cartucce restano i settori più importanti, ma accanto a questi, nel rispetto della tradizione, convivono articoli diversi, dall’abbigliamento uomo/donna agli elettrodomestici.

Locali storici e tipici napoletani

De Falco

Corso Umberto I 24

De Falco è una delle più antiche aziende di numismatica esistenti in Italia.

Il negozio, sobrio è accogliente, arredato con mobili d’epoca, è una tappa d’obbligo per i collezionisti di monete e medaglie del periodo borbonico.

La numismatica, come è noto, è una scienza e da queste parti c’è grande competenza: i vari pezzi sono tutti accompagnati da cartellini che indicano periodo, tipo di moneta e bibliografia di riferimento.

La ditta, oltre a effettuare perizie, funziona anche come libreria specializzata.

A disposizione degli studiosi, infine, c’è una raccolta di testi rari, costruita nel tempo con grande passione.

Locali storici e tipici napoletani

Jamm

Via Giannantonio Summonte 10

Aperta nel 1989, Jamm è ancora l’unica libreria specializzata in viaggi della città.

Lo spazio, articolato su due livelli, è arredato con gusto.

Al piano terra, guide turistiche italiane e straniere di ogni paese; chi invece è alla ricerca di planisferi, carte del fondo degli oceani o altro, trova, in cima ad un soppalco, un vasto assortimento: molto curato è infatti il settore cartografico, con mappe escursionistiche, topografiche, stradali, geologiche e marine.

Locali storici e tipici napoletani

Libreria Scientifica Editrice Pisanti

Corso Umberto I 38/40

La libreria-editrice aprì i battenti alla fine del 1942, in un piccolo locale a due passi dall’università.

Col tempo si è ingrandita fino a che, negli anni Ottanta, è stata rilevata dai fratelli Paolo e Giulio Pisanti, che hanno proceduto a una ristrutturazione totale, recuperando anche uno spazio sotterraneo (ex rifugio antiaereo) che oggi ospita testi universitari di ogni facoltà, guide turistiche, libri stranieri.

Articolata su tre livelli e dotata di un sistema computerizzato per la ricerca dei titoli, la libreria è moderna e funzionale.

Al piano terra un’ampia scelta di novità editoriali, narrativa, poesia, arte e un settore dedicato ai “piccoli editori”.

Al piano superiore, tascabili, manualistica e informatica.

Locali storici e tipici napoletani

Liguori

Via Mezzocannone, 23

Una grande cornice di granito e un’insegna curatissima sono il biglietto da visita di questa libreria che non ha mai rinunciato al suo stile sobrio ed elegante.

All’interno, scaffalature in legno e un bancone intorno al quale si accalcano studenti di ogni facoltà.

Aperta nel 1949, in un clima di forte concorrenza, Liguori ha iniziato subito a differenziarsi dalle altre librerie della zona offrendo agli studenti un bollettino con i programmi delle varie facoltà.

Proprio a questo servizio risale il nucleo originario dell’omonima casa editrice: il contatto con i docenti (Caccioppoli in testa) ha stimolato la pubblicazione delle prime dispense.

Oggi la Liguori editore ha un catalogo con più di tremila titoli, dalla saggistica alla manualistica universitaria e scolastica.

Locali storici e tipici napoletani

Zanzibar

Via Enrico De Marinis, 8

Le vetrine di questo negozio di modernariato sono stracolme degli oggetti di un passato non lontano che da qualche tempo sembrano aver ritrovato una loro dignità: lampade, ceramiche, manifesti pubblicitari, scatole di latta, radio, ventilatori, telefoni, giocattoli d’epoca.

L’interno del locale conserva tracce di attività precedenti, come gli ottoni di una macelleria, oggi tirati a lucido e utilizzati per esporre alcune delle tante lampade in vendita.

Stili diversi (Art Nouveau, Deco, Littorio, Razionale) si mescolano con materiali di ogni tipo (bronzo, ferro, porcellana, pasta di vetro, cristallo).

Tra le curiosità, la collezione di interruttori e spine multicolori anni Quaranta sistemata in cima a un soppalco.

Locali storici e tipici napoletani

Taverna dell’Arte

Rampe San Giovanni Maggiore, 1/a

La taverna, situata nel piccolo slargo dove, nel Seicento, i cuochi, riuniti in congrega, amavano incontrarsi, propone una cucina basata su ricette antiche.

Si comincia con sformati di verdura, pizza di scarola e frittate di pasta, per proseguire con le zuppe di cereali.

Il pesce è assente dal menù, ma si può optare senza rimpianti per la “scorzetta Cavalcanti” (manzo cotto al carbone) o l’”arista Ferdinando” (maiale al forno con salsa di olive, capperi e pinoli).

Tra un piatto e l’altro viene servito il sorbetto al basilico, mentre i vini sono tutti di produzione locale.

Sedie impagliate, maschere di terracotta e angeli dorati alle pareti: l’ambiente è rustico, ma curato nei dettagli con il libro delle firme sistemato su un leggio all’entrata.

D’estate, sotto un pergolato, pochi tavoli all’aperto che guardano la basilica di San Giovanni Maggiore

Locali storici e tipici napoletani

Masaniello

Via Donnalbina, 28

Le antiche stalle di quel palazzo che la tradizione popolare volle abitato da Masaniello ospitano una delle migliori trattorie del centro antico.

Il locale, semplice e familiare, è stato restaurato portando alla luce volte a vela e imponenti pilastri in piperno.

A tavola, la cucina varia secondo le stagioni, fatta eccezione per alcuni piatti classici come i maccheroni al ragù, i bucatini con il soffritto o la pasta e patate con la provola, specialità della casa insieme alla pizza Masaniello, con melanzane e mozzarella.

Ottimi i dolci e ben fornita la cantina, con più di sessanta etichette regionali.

Locali storici e tipici napoletani

Della Croce

Piazza Santa Maria dell’Aiuto, 9

In un angolo della piazza, al lato della chiesa di Santa Maria dell’Aiuto, c’è una minuscola bottega senza insegna.

All’interno, quel che resta di un pavimento maiolicato e un banchetto dove, da ben più di un secolo, secondo un mestiere che si tramanda da padre in figlio, si riparano orologi antichi.

Locali storici e tipici napoletani

Fiorentino

Calata trinità Maggiore 36

Saggistica, narrativa, ma soprattutto arte, architettura, antiquariato: dal 1937, tre piani di libri alternati a stampe e gouaches e guardati a vista da uno splendido San Gennaro, la statua lignea settecentesca che spunta dietro la cassa.

Merita senz’altro una visita il settore dei testi antichi e rari: da una scala stretta che si snoda lungo una parete sulla quale sono appese foto e caricature di ospiti illustri, si accede ai locali sotterranei stracolmi di libri. Per orientarsi, si può consultare il catalogo bibliografico edito semestralmente dalla libreria.

Di fronte all’entrata, infine, un ultimo vezzo: la bancarella di libri scontati, a ribadire una passione che ha radici lontane.

Locali storici e tipici napoletani

D’auria

Calata Trinità Maggiore 52/53

Da una scala di marmo con balaustra in legno e pomelli di ottone si accede a questa libreria-casa editrice, fondata nel 1837 e dichiarata dallo Stato “bene culturale di interesse artistico e storico”.

Specializzata in qntichità classica e cristiana, filologia e archeologia, con un’ampia scelta di testi italiani e stranieri, la libreria, da più di un secolo negli stessi locali, ha un aspetto ordinato e severo, con le altre scaffalature in noce e un parquet tirato a cera.

Ogni anno, negli spazi riservati all’omonima casa editrice, si svolgono importanti manifestazioni culturali e mostre bibliografiche.