Locali storici e tipici napoletani

Da Michele

Via Cesare Sersale 1/3

Aperta nel 1888 da un avo degli attuali gestori, questa pizzeria è un posto semplice, dall’arredo essenziale, rimasto fermo agli anni Trenta (c’è pure il vecchio suonatore di fisarmonica e mandolino).

Lunghi tavoli in marmo per gruppi di avventori nella sala con il forno a legna; tavoli per due in quella attigua.

Qui è stata inventata la pizza marinara (aglio, olio, origano e prezzemolo), da provare insieme al “calzone”, ripieno solo di fiordilatte, freschissimo.

Al mattino pizze fritte al banco.

Locali storici e tipici napoletani

Trianon

Via Pietro Colletta 42

Pizzeria per antonomasia a Napoli, è tra le più popolari per fama, target e numero di tavoli (tre livelli, ampio salone in marmi e stucchi anni Quaranta al piano superiore, ma al pianoterra si è serviti più celermente).

Avviata nel 1931, superattiva nell’immediato dopoguerra, è aperta senza sosta tutto l’anno, persino alle otto di sera del 31 dicembre.

Quindici pizze base nel menù, pronte a raddoppiare per assecondare le fantasie della vivace clientela.

Due i formati: normale (servita solo su specifica richiesta) e “maxi”.

Prezzi in linea con la quantità (quaranta centimetri di diametro per la cosiddetta “rota ‘e carretto”) e la qualità eccezionale degli ingredienti utilizzati.

Locali storici e tipici napoletani

Serpone

Via Duomo 289

Paramenti sacri, ricami a mano, lavori in bronzo, ottone e argento, vetrate, banchi e altro per chi ha chiese da addobbare.

E poi, ancora, stendardi, bandiere, targhe, coppe e festoni.

Tutto comincia oltre due secoli fa: dopo i moti del 1799, avendo la famiglia subito notevoli espropri, una Colonna, nonna di Vincenzo Serpone, è costretta a mettere a frutto la sua abilità di ricamatrice e apre bottega in via San Biagio dei Librai.

In seguito, il nipote ne raccoglie l’eredità e amplia il settore degli arredi sacri con la vendita di accessori religiosi.

Nel 1907 la ditta si trasferisce nei locali attuali: tre piani zeppi di oggetti (da visitare quello inferiore, fitto di candelabri, tabernacoli, ostensori, calici, crocefissi e madonne), foto degli avi appese alle pareti e una vetrina con ricami antichi in oro fino.

Lo stemma di casa Savoia donato a Umberto I, o quello in metallo che ornò l’auto di Hitler, in visita a Napoli nel 1933, i paramenti dell’abbazia di Montecassino e l’abbigliamento sacro di papa Roncalli, hanno tutti la firma dei Serpone.

Locali storici e tipici napoletani

Ospedale delle Bambole

Via San Biagio dei Librai, 81

Luigi Grassi opera in camice bianco e, come un vero medico, è dotato di un ricettario dove si legge che in questo specialissimo ospedale si riparano bambole “parlanti e camminanti, meccaniche ed elettriche”, con un’attenzione particolare per quelle d’epoca, magari di pezza o addirittura di porcellana.

Non a caso la bottega è stracolma di teste, braccia e gambe di vecchie bambole pronte a dar nuova vita alle sorelle malmesse che qui trovano riparo e cure appropriate.

Ma don Luigi è anche un esperto di restauro e un artigiano creativo: fra le sue abili mani passano pastori settecenteschi e Pulcinella, busti in terracotta di Totò e maschere in cartapesta.

Attualmente l’Ospedale delle Bambole è gestito dalla figlia di don Luigi, che ne ha ereditato anche la bravura.

Locali storici e tipici napoletani

Giuseppe Ferrigno

Via San Gregorio Armeno 10

La bottega di questo artigiano, erede di una famiglia che fin dall’Ottocento scolpiva pastori, è sobria e senza fronzoli: semplici ripiani accolgono madonne, bambinelli, san Giuseppe, angeli, buoi, zampognari, pescatori, mercanti, insomma tutta la variegata e festosa umanità dei personaggi di creta entrati a far parte dell’iconografia presepiale, insieme ad ultimi arrivati come Totò, Eduardo, Troisi (Massimo), Daniele (Pino) e ogni anno nuovi personaggi.

Ma qui è possibile acquistare anche pastori vestiti (magari con stoffe antiche), creati ancora alla maniera settecentesca, con stoppa, legno, fil di ferro, terracotta.

All’ingresso a testimoniare una fama raggiunta un po’ dovunque, autografi, foto con dedica e ringraziamenti di acquirenti illustri.

Locali storici e tipici napoletani

Lebro

Via San Gregorio Armeno 41

Un’arte antica quella dei Lebro, restauratori e scultori di statue lignee già dal 1853: una guida del tempo infatti segnala questa bottega, che affaccia sul cortile del palazzo settecentesco nel quale una lapide celebra il luogo in cui nacque San Gennaro.

L’ambiente è pregno di suggestioni: Antonio e Rosario Lebro si muovono in un universo popolato da arcangeli, madonne, santi e cherubini per ripristinarne le forme alterate dal tempo o semplicemente da mani non altrettanto esperte.

Molte statue provenienti dalle chiese colpite dal terremoto del 1980 sono qui rinate a nuova vita, così come i pastori del presepe Cuciniello, oggi esposti al museo di San Martino.

Ma questo è anche il laboratorio dove, con scalpelli, mazzuole, colle e colori, sono state realizzate sculture in legno quali la statua di Santa Trofimena per una chiesa di Brooklin, il corpo reliquario di Santa Patrizia per la chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli e i maestosi angeli che ornano l’organo dell’abbazia di Montecassino.

Locali storici e tipici napoletani

Rinaldini

Via San Biagio dei Librai 44

Rosari di ogni colore e dimensione, medaglie, crocefissi, piccole statue in terracotta raffiguranti per lo più madonne, e poi francobolli, cartoline e adesivi di santi, immagini sacre, vangeli e libretti di preghiere, stampe e capoletti: questo della famiglia Rinaldini, originaria di Siena e operante in città dal 1860, è un vero e proprio emporio del sacro, dove è possibile trovare tutto ciò che riguarda la minuteria religiosa.

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Russo

Via San Biagio dei Librai 30

Alla metà del settecento la sede di questa ditta, una delle più antiche della città nel campo degli articoli “di devozione” era a San Domenico Maggiore, proprio nel locale dove oggi c’è Scaturchio, come testimonia ancora l’insegna sbiadita che sovrasta quella della nota pasticceria.

Cristi, madonne e santi, in gesso, legno, resina o metallo e di tutte le misure; tabernacoli, ostensori, medaglie, candelabri: la produzione di oggetti sacri, affidata a gruppi di artigiani locali, è capace di soddisfare qualsiasi richiesta del settore.

Dietro al banco c’è l’ultima generazione di una famiglia che da più di due secoli si tramanda quest’attività, mentre a tenere i contatti con gli ordini religiosi, che commissionano immagini sacre, opuscoli o altro in vista dei processi di beatificazione,

Locali storici e tipici napoletani

Scaturchio

Piazza San Domenico Maggiore 19

Dal 1921 la “nuova pasticceria” che affaccia sulla piazza è una meta d’obbligo per i golosi.

L’attività della famiglia risale alla metà dell’Ottocento, con i locali su via Toledo dove fu inventato e brevettato il “ministeriale”, una delizia al cioccolato ripiena di crema al liquore.

Ancora oggi il bar si riempie a prima mattina, quando il caffè ristretto viene accompagnato da cornetti alla crema o, nella versione più recente al cioccolato.

A pranzo si può rimanere abbarbicati al banco per gustare i classici arancini di riso, le frittatine di maccheroni e i rustici, oppure accomodarsi ai pochi tavoli della minuscola sala interna dove è possibile ordinare i piatti del giorno.

Ma è soprattutto la tradizionale pasticceria napoletana – sfogliatelle da manuale, choux grondanti di crema, crostatine alla frutta, babà al rhum, dolci natalizi, come i mustaccioli e i rococò, pastiere – che ha consolidato nel tempo la fama di Scaturchio.

Specialità della casa, lo “zefiro”, un semifreddo all’arancia ricoperto di pan di Spagna.

Locali storici e tipici napoletani

Gambardella

Cartai da più generazioni i Gambardella, originari di Amalfi, nascono come industriali della carta nei primi anni del Settecento.

Solo nel 1836 si trasferiranno a Napoli, in tempo per fornire a Garibaldi la carta su cui fece stampare i proclami per la cittadinanza napoletana.

Da allora ben poche cose sono cambiate, come testimoniano il marmo sbrecciato per terra, i banconi austeri e gli scaffali sbilenchi in legno massiccio sui quali è accatastata la merce in vendita: carte fiorentine, di Amalfi e di Varese, carte dipinte a mano o marmorizzate, cartoni, fogli da imballaggio e altro ancora.

Da visitare il deposito, al quale ovviamente si accede attraverso una porta scricchiolante: soffitto a volta, alte pareti di tufo, luce fioca. Qui il tempo si è davvero fermato.

Locali storici e tipici napoletani

Il Sagittario

Via Santa Chiara 10/a

Salvatore Oliva e Raffaele Mele, nati entrambi sotto il segno del Sagittario, sono due artisti che dopo aver sperimentato linguaggi diversi, a cominciare dalla pittura, sono approdati con successo alla lavorazione artistica del cuoio.

Attraverso una tecnica particolare, la pelle viene plasmata per dar forma a maschere teatrali di forte valenza espressiva che hanno varcate le porte di molti musei europei.

Oggi, nella bottega di via Santa Chiara, è possibile acquistare, oltre alle maschere, anfore, bassorilievi e altri oggetti, o semplicemente fermarsi a guardare come lavorano questi due maestri del cuoio.

Locali storici e tipici napoletani

Sacco

Via Domenico Capitelli 35/37

“La casa di ottica più antica d’Italia”: ancora oggi, sulle buste intestate, una grafica d’altri tempi indica così la ditta fondata nel 1802 dal cavaliere Raffaele Sacco.

Don Raffaele era un personaggio eclettico: ottico di professione, aveva il pallino delle invenzioni.

Ma la sua fama è legata alla celebre canzone napoletana “Te voglio bene assaie”, da lui scritta nel 1835: presentata nello stesso anno alla festa della Piedigrotta, riuscì a conquistare in breve un pubblico eterogeneo e a varcare i confini del Regno.

Una grande targa fuori l’austero negozio ricorda questo singolare ottico-poeta.

Locali storici e tipici napoletani

Gallucci

Via Cisterna dell’Olio 6c

Entrando in questa fabbrica di cioccolato si rimane storditi dall’odore penetrante del cacao, ancora lavorato con metodi artigianali.

La tradizione di famiglia risale alla metà dell’Ottocento, come dimostrano alcuni vecchi macchinari, tuttora in uso, che potrebbero trovare una degna collocazione in un museo di archeologia industriale.

Giuseppe Gallucci, il capostipite, divenne famoso per aver presentato ad una esposizione internazionale di dolci che si tenne a Parigi nell’Ottocento le pralines, i cioccolatini farciti da lui poi ribattezzati “nudi”, che ancora oggi sono una delle specialità della casa insieme alle uova decorate e alle campanelle pasquali.

Locali storici e tipici napoletani

La Bottega Artigiana del Libro e della Carta

Calata Trinità Maggiore 4

Nel cortile di Palazzo Morisani, dimora aristocratica del XVI secolo, una porta a vetri introduce in questa legatoria dove per anni ha lavorato il maestro Eliseo, legatore prediletto di Croce.

Il laboratorio conserva ancora il fascino dell’antica bottega: pavimento in cotto, una vecchia scrivania, una bergère dalla tappezzeria sdrucita, macchinari anneriti dal tempo, una collezione di punzoni in bronzo con fregi di epoche diverse.

Qui l’arte della legatura continua a vivere secondo tradizione, con l’utilizzo di tele e pelli particolari, pergamene, carte pregiate e oro fino per le dorature.

Ma è anche possibile acquistare cornici, portadocumenti, cartelle, rubriche, album per fotografie, tutti realizzati a mano con carta marmorizzata di Amalfi.

Locali storici e tipici napoletani

Napolitano

Piazza Carità 6

Al piano nobile di palazzo Mastelloni, cui si accede, in alternativa all’ascensore, da una scenografica scala ellittica di gusto settecentesco, c’è la ditta di Alberto Napolitano, attiva da quasi due secoli.

Nell’ampio appartamento che si affaccia sulla piazza, sono in esposizione pianoforti a coda e verticali delle migliori marche, spesso trattate in esclusiva.

Nell’Ottocento i Napolitano producevano in proprio; oggi l’attività è centrata sulla vendita, il noleggio e l’assistenza tecnica, coniugando la qualità del prodotto con una consolidata esperienza nel settore.

Locali storici e tipici napoletani

Gallinaro

Via Porta di Massa 10

L’azienda, fondata nel 1926, in origine produceva vele cucite a mano di ogni tipo per i piroscafi che solcavano le acque del golfo.

Oggi l’attività si è adeguata ai tempi: si va dalle forniture navali in genere (tendoni impermeabili per navi, cappe per motoscafi, salvagenti e atolli omologati, cavi e cordami) alle classiche tende da sole a righe multicolori, fino agli accessori da campeggio e nautici (sacchi e borse, tessuti da vela in cotone e nylon, abbigliamento, bussole, lampade ecc.).

Il negozio è interamente rivestito di legno e, a sottolinearne il carattere marinaro, due grandi oblò sovrastano l’entrata.

Locali storici e tipici napoletani

D’Ascia

Corso Umberto I 35

Il fondatore della ditta, Michele D’ascia, era un ricco proprietario terriero che, per amore, si diede anima e corpo al commercio. Il futuro suocero infatti non sopportava che la figlia sposasse un “ozioso gentiluomo”: da qui prese l’avvio, nel lontano 1890, questo magazzino dove si vendevano gioielli, orologi e argenti.

Quasi subito però l’attività, per una geniale intuizione del titolare, si è differenziata, come dimostrano i cataloghi destinati alla vendita per corrispondenza, veri e propri spaccati di storia e testimoni del successo di quello che fu una sorta di supermercato ante litteram, dove era possibile acquistare revolver Smith & Wesson e filati di lana, divise militari e biancheria per la casa. Oggi la confezione di alte uniformi e la vendita di armi e cartucce restano i settori più importanti, ma accanto a questi, nel rispetto della tradizione, convivono articoli diversi, dall’abbigliamento uomo/donna agli elettrodomestici.

Locali storici e tipici napoletani

De Falco

Corso Umberto I 24

De Falco è una delle più antiche aziende di numismatica esistenti in Italia.

Il negozio, sobrio è accogliente, arredato con mobili d’epoca, è una tappa d’obbligo per i collezionisti di monete e medaglie del periodo borbonico.

La numismatica, come è noto, è una scienza e da queste parti c’è grande competenza: i vari pezzi sono tutti accompagnati da cartellini che indicano periodo, tipo di moneta e bibliografia di riferimento.

La ditta, oltre a effettuare perizie, funziona anche come libreria specializzata.

A disposizione degli studiosi, infine, c’è una raccolta di testi rari, costruita nel tempo con grande passione.

Locali storici e tipici napoletani

Jamm

Via Giannantonio Summonte 10

Aperta nel 1989, Jamm è ancora l’unica libreria specializzata in viaggi della città.

Lo spazio, articolato su due livelli, è arredato con gusto.

Al piano terra, guide turistiche italiane e straniere di ogni paese; chi invece è alla ricerca di planisferi, carte del fondo degli oceani o altro, trova, in cima ad un soppalco, un vasto assortimento: molto curato è infatti il settore cartografico, con mappe escursionistiche, topografiche, stradali, geologiche e marine.

Locali storici e tipici napoletani

Libreria Scientifica Editrice Pisanti

Corso Umberto I 38/40

La libreria-editrice aprì i battenti alla fine del 1942, in un piccolo locale a due passi dall’università.

Col tempo si è ingrandita fino a che, negli anni Ottanta, è stata rilevata dai fratelli Paolo e Giulio Pisanti, che hanno proceduto a una ristrutturazione totale, recuperando anche uno spazio sotterraneo (ex rifugio antiaereo) che oggi ospita testi universitari di ogni facoltà, guide turistiche, libri stranieri.

Articolata su tre livelli e dotata di un sistema computerizzato per la ricerca dei titoli, la libreria è moderna e funzionale.

Al piano terra un’ampia scelta di novità editoriali, narrativa, poesia, arte e un settore dedicato ai “piccoli editori”.

Al piano superiore, tascabili, manualistica e informatica.