Monumenti di Napoli

Teatro Bellini

Via Conte di Ruvo 14

Ricostruito dall’architetto Carlo Sargento sul modello dell’Opèra di Parigi – sei ordini di palchi e platea a ferro di cavallo – dopo che un incendio l’aveva quasi completamente distrutto nel 1864, il teatro fu inaugurato il 6 febbraio del 1887 come nuovo tempio della lirica, in contrapposizione al San Carlo.

Criticato dall’aristocrazia cittadina per l’eccessivo sfarzo di ori, nei primi quindici anni ospitò spettacoli lirici di buon livello, destinati a cedere via via il passo alla prosa dialettale, all’operetta e, in anni più recenti, al cinematografo.

Nei primi del Novecento molto successo ebbe la rivista di Scarpetta, in particolare L’ommo che vola, con cui si prendeva scherzosamente in giro D’Annunzio: la leggenda vuole che il poeta abbia sfidato a duello un attore della compagnia e che la vicenda sia finita addirittura in Parlamento.

Nel 1970 il teatro, ormai decaduto, divenne sala rionale e cinema a luci rosse.

Dopo un lungo periodo di chiusura, ristrutturato e rinnovato secondo tradizione, ha riaperto i battenti per la stagione 1988/89. Da allora offre una programmazione di buon livello, che spazia tra Napoli e la cultura europea, con particolare attenzione ai testi classici, alla danza e alla musica.

Buon Giovedì 27 Gennaio 2022

27 Gennaio | Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto (A/RES/60/7)

Il Sole sorge alle 7:18 e tramonta alle 17:08

La Luna cala alle 9:31 e si eleva alle 22:42

  • sant’Angela Merici, vergine, fondatrice della compagnia di sant’Orsola;

Angela dal greco “anghelos” cioè “messaggero, angelo”.

  • Lu poco è dell’angiulo, l’assaje è de lo cannaruto.  
    • san Giuliano, martire;
    • san Giuliano, primo vescovo di Le Mans;
    • santa Devota, vergine e martire;
    • san Marino, abate di Bodon;
    • san Vitaliano, papa;
    • san Teodorico, vescovo di Orléans;
    • san Gilduino, diacono di Dol;
    • beato Giovanni, canonico regolare;
    • beato Manfredo Settala, sacerdote ed eremita;
    • beata Rosalia du Verdier de la Sorinière, vergine del monastero del Calvario e martire;
    • san Giovanni Maria, detto Muzei, martire dell’Uganda;
    • sant’Enrico de Ossó y Cervelló, sacerdote, fondatore della Compagnia di Santa Teresa di Gesù;
    • beato Giorgio Matulaitis, vescovo di Vilnius e poi nunzio apostolico in Lituania.

Successe … oggi:

1348 – Convocazione del Parlamento Generale. Sommossa popolare contro gli Ungheresi.

Il proverbio del giorno: scoppi il ventre ma che non avanzi niente.

Locali storici e tipici napoletani

Da Michele

Via Cesare Sersale 1/3

Aperta nel 1888 da un avo degli attuali gestori, questa pizzeria è un posto semplice, dall’arredo essenziale, rimasto fermo agli anni Trenta (c’è pure il vecchio suonatore di fisarmonica e mandolino).

Lunghi tavoli in marmo per gruppi di avventori nella sala con il forno a legna; tavoli per due in quella attigua.

Qui è stata inventata la pizza marinara (aglio, olio, origano e prezzemolo), da provare insieme al “calzone”, ripieno solo di fiordilatte, freschissimo.

Al mattino pizze fritte al banco.

Monumenti di Napoli

Convento di Sant’Antonio delle Monache

Piazza Vincenzo Bellini

Il prospetto del convento, detto anche di Sant’Antoniello, con la monumentale scala in piperno e marmo a doppia rampa, forma una delle quinte, la più scenografica, di piazza Bellini.

In assenza di notizie certe sugli autori, la costruzione dell’insieme – probabilmente in due tappe successive – viene collocata dagli studiosi nel periodo fra la fine del Seicento e il 1730.

Attualmente il complesso ospita alcuni uffici e varie aule della Facoltà di Architettura, una delle quali coincidente con la chiesa.

Buon Mercoledì 26 Gennaio 2022

26 gennaio, giornata mondiale per i malati di lebbra

Il Sole sorge alle 7:19 e tramonta alle 17:06

La luna cala alle 9,12 e si eleva alle 21,38

  • santi Timoteo e Tito, discepoli di san Paolo;

Tito prenome romano che potrebbe derivare da “titus” cioè “colombo selvatico”.

  • Fa’  ‘o rucco-rucco comm’a  ‘o palùmmo.

(si dice sia di un donnaiolo che di un ruffiano)

         Timoteo dal greco “timotheos” cioè “che ama Dio, persona pia o devota”.

  • Chi vo’ grazie ‘a Ddio nun ha dda ji ‘e pressa

Infatti

  • Dio è lungariello ma no scurdariello.
    • san Teogene, martire;
    • santa Paola, vedova;
    • sant’Alberico, abate di Cîteaux;
    • sant’Agostino Erlendsson, arcivescovo di Nidaros;
    • beata Maria de la Dive, martire;
    • beato Michele Kozal, vescovo ausiliare di Włocławek e martire a Dachau.

Successe … oggi:

1876 – Il giovane Michelangelo Schipa denuncia al Commissariato Porto (quartiere di Napoli) che, nell’aula di Storia Moderna dell’Università, gli hanno rubato il cappello.

1980 – Muore Peppino De Filippo.

1994 – All’età di 72 anni muore lo scrittore Domenico Rea.

Il proverbio del giorno: bello di Gennaio molto spesso brutto di Febbraio.

Locali storici e tipici napoletani

Trianon

Via Pietro Colletta 42

Pizzeria per antonomasia a Napoli, è tra le più popolari per fama, target e numero di tavoli (tre livelli, ampio salone in marmi e stucchi anni Quaranta al piano superiore, ma al pianoterra si è serviti più celermente).

Avviata nel 1931, superattiva nell’immediato dopoguerra, è aperta senza sosta tutto l’anno, persino alle otto di sera del 31 dicembre.

Quindici pizze base nel menù, pronte a raddoppiare per assecondare le fantasie della vivace clientela.

Due i formati: normale (servita solo su specifica richiesta) e “maxi”.

Prezzi in linea con la quantità (quaranta centimetri di diametro per la cosiddetta “rota ‘e carretto”) e la qualità eccezionale degli ingredienti utilizzati.

Monumenti di Napoli

Accademia di Belle Arti

Via Vincenzo Bellini 36

Fondata nel 1752 da Carlo di Borbone, la Reale Accademia di Pittura, Scultura ed Architettura era originariamente ubicata nell’edificio del Museo Archeologico, naturale complemento, secondo la cultura illuminista, alla formazione degli artisti.

Nel 1864 l’istituzione fu trasferita in un luogo non lontano, nell’ex monastero di San Giovanni delle Monache, eretto nella seconda metà del Seicento.

Per la nuova destinazione, l’antico complesso conventuale fu totalmente ristrutturato ad opera di Errico Alvino che gli conferì forme neorinascimentali, secondo un gusto particolarmente diffuso a Napoli in quegli anni e di cui alvino fu il principale interprete.

L’edificio presenta una sobria e regolare scansione a tre ordini, con lesene ed elementi a bugnato come nei palazzi del Quattrocento.

Il carattere monumentale è tuttavia attenuato dall’apertura delle ampie finestre ad arco e dall’impiego del tufo per la costruzione e lasciato a vista. Maggiore movimento si riscontra sulla facciata su via Bellini, decorata con busti entro tondi, raffiguranti docenti dell’Accademia, e con due leoni di bronzo all’ingresso, eseguiti da Tommaso Solari.

Buon Martedì 25 Gennaio 2022

  • festa della conversione di san Paolo;
    • sant’Artema, martire;
    • sant’Agileo, martire a Cartagine;
    • santi Gioventino e Massimino, martiri;
    • natale di san Gregorio Nazianzeno;
    • san Bretannione, vescovo di Tomi, in Scizia;
    • san Palemone, anacoreta;
    • santi Preietto, vescovo di Clermont, e Amarino, uomo di Dio, martiri in Alvernia;
    • san Poppone, abate di Stavelot e di Malmedy;
    • beato Enrico Suso, sacerdote domenicano;
    • beato Antonio Migliorati, sacerdote agostiniano;
    • beata Arcangela Girlani, vergine carmelitana;
    • beato Emanuele Domingo y Sol, sacerdote, fondatore dei Sacerdoti Operai Diocesani;
    • beata Maria Antonia Grillo, vedova, fondatrice delle Piccole Suore della Divina Provvidenza;
    • beato Antonio Swiadek, sacerdote e martire a Dachau.

Successe … oggi:

1945 – si tiene a Napoli il Congresso costitutivo della Confederazione Italiana Generale del Lavoro.

1958 – muore (nella miseria) Gennaro Pasquariello.

Il proverbio del giorno: se per San Paolo è sereno abbondanza avremo.

Locali storici e tipici napoletani

Serpone

Via Duomo 289

Paramenti sacri, ricami a mano, lavori in bronzo, ottone e argento, vetrate, banchi e altro per chi ha chiese da addobbare.

E poi, ancora, stendardi, bandiere, targhe, coppe e festoni.

Tutto comincia oltre due secoli fa: dopo i moti del 1799, avendo la famiglia subito notevoli espropri, una Colonna, nonna di Vincenzo Serpone, è costretta a mettere a frutto la sua abilità di ricamatrice e apre bottega in via San Biagio dei Librai.

In seguito, il nipote ne raccoglie l’eredità e amplia il settore degli arredi sacri con la vendita di accessori religiosi.

Nel 1907 la ditta si trasferisce nei locali attuali: tre piani zeppi di oggetti (da visitare quello inferiore, fitto di candelabri, tabernacoli, ostensori, calici, crocefissi e madonne), foto degli avi appese alle pareti e una vetrina con ricami antichi in oro fino.

Lo stemma di casa Savoia donato a Umberto I, o quello in metallo che ornò l’auto di Hitler, in visita a Napoli nel 1933, i paramenti dell’abbazia di Montecassino e l’abbigliamento sacro di papa Roncalli, hanno tutti la firma dei Serpone.

Monumenti di Napoli

Chiesa di San Giovanni Battista delle Monache

Via Santa Maria di Costantinopoli 106

Questo edificio è l’unico superstite di un complesso che si estendeva oltre l’Accademia di Belle Arti fino al bastione del Vasto, dov’è oggi il Teatro Bellini.

La chiesa venne eretta a partire dal 1673 sotto la direzione di Francesco Antonio Picchiatti; i lavori furono però portati a termine intorno al 1735 da Giovan Battista Nauclerio che ideò la facciata.

In questo caso il tema del portico viene risolto estendendo la tripartizione anche al piano superiore, grazie al doppio ordine di colonne: così, mentre nella prospiciente Santa Maria della Sapienza tutto si basa su valori cromatici e fortemente chiaroscurati, qui la facciata è giocata su aspetti più plastici.

Buon Lunedì 24 Gennaio 2022

24 Gennaio Giornata Internazionale dell’Educazione (A/RES/73/25)

  • san Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa;

Questo Santo è il Protettore dei giornalisti e dei fabbricanti di corde e spaghi.

  • Mièttece nòmme penna!

(ciò che hai prestato scomparirà come penna (o piuma) al vento.

  • Tre so’ ‘e nemice ‘e ll’òmmo: carta, calamàro e penna.
  • Ommo ‘e penna.
  • Fa’ ‘na cosa cu’ ‘na funa ‘ncànna.
    • san Feliciano, primo vescovo di Foligno;
    • san Sabiniano, martire a Troyes;
    • san Babila, vescovo di Antiochia;
    • santi Urbano, Prilidano ed Epolono, fanciulli martiri;
    • sant’Esuperanzio, vescovo di Cingoli;
    • beata Paola Gambara Costa, vedova;
    • beati Guglielmo Ireland, sacerdote gesuita, e Giovanni Grove, martiri;
    • beata Maria Poussepin, vergine, fondatrice delle suore domenicane della Carità;
    • beati Vincenzo Lewionuk e dodici compagni, martiri;
    • beato Timoteo Giaccardo, sacerdote paolino.

Successe … oggi:

1806 – Re Ferdinando IV di Borbone lascia Napoli.

1922 – L’ILVA di Bagnoli viene posta sotto sequestro per un debito di 16 milioni. Gli operai vengono licenziati.

1976 – Muore il poeta Pasquale Ruocco.

Il proverbio del giorno: per i buoni bocconi si fanno le questioni.

Locali storici e tipici napoletani

Ospedale delle Bambole

Via San Biagio dei Librai, 81

Luigi Grassi opera in camice bianco e, come un vero medico, è dotato di un ricettario dove si legge che in questo specialissimo ospedale si riparano bambole “parlanti e camminanti, meccaniche ed elettriche”, con un’attenzione particolare per quelle d’epoca, magari di pezza o addirittura di porcellana.

Non a caso la bottega è stracolma di teste, braccia e gambe di vecchie bambole pronte a dar nuova vita alle sorelle malmesse che qui trovano riparo e cure appropriate.

Ma don Luigi è anche un esperto di restauro e un artigiano creativo: fra le sue abili mani passano pastori settecenteschi e Pulcinella, busti in terracotta di Totò e maschere in cartapesta.

Attualmente l’Ospedale delle Bambole è gestito dalla figlia di don Luigi, che ne ha ereditato anche la bravura.

Monumenti di Napoli

Ospedale e Farmacia degli Incurabili

Via Maria Longo e via Luciano Armanni

L’ospedale fu fondato nel 1521 da Maria Longo, una nobile di origine catalana miracolosamente guarita da una paralisi, su suoli antistanti la chiesa di Sant’Aniello e confinanti, da un lato, con le mura greche.

Nel tempo, grazie a donazioni varie e ai privilegi concessi da più di un pontefice, la costruzione fu ampliata.

La primitiva struttura destinata a chi non poteva permettersi cure si trasformò in un complesso multifunzionale, che comprendeva anche tre conventi femminili e una chiesa oggi chiusa al culto.

Dal cortile ottagonale, una scenografica scala a doppia rampa conduce alla Farmacia che dal 1750 sostituì la spezieria cinquecentesca. Si tratta dell’ambiente meglio conservato e più rappresentativo del complesso.

Preceduto da una sala-laboratorio, l’ampio salone con pavimento maiolicato conserva, fra gli scaffali e le boiseries in noce a intaglio, una preziosa collezione di boccette, coppe e bicchieri di vetro, inserita in vetrine con sfarzosi fondali dorati, e soprattutto il corredo di circa quattrocento vasi maiolicati policromi, vero e proprio monumento dell’arte ceramica napoletana del Settecento.

Buona Domenica 23 Gennaio 2022

Il Sole sorge alle 7:21 e tramonta alle 17:02

La Luna cala alle 8:01 e si eleva alle 18:12

  • santi Severiano e Aquila, martiri;
    • sant’Emerenziana, martire;

Emerenziana dal latino “emerère” cioè “finire di servire nell’esercito”.

Questa Santa è da invocare contro le malattie intestinali.

  • Chi fa bona guerra àve bona pace.
  • Chi nun è buono a fa ‘o surdato ‘a muglièra s’ ‘a fòttono.
    • santi Clemente, vescovo di Ancira, e Agatangelo, martiri;
    • sant’Amasio, vescovo di Teano;
    • sant’Ildefonso, vescovo di Toledo;

Ildefonso dal visigoto “hildifuns” e cioè “pronto per la battaglia, il combattimento”

  • ‘Ntièmpo ‘e guerra ogne spito è spata.
    • san Maimbodo, pellegrino ed eremita;
    • sant’Andrea Chong Hwa-Gyong, catechista e martire di Corea.

Successe … oggi:

1348 – scoppia un’epidemia di peste.

1799 – viene proclamata la “Repubblica Napoletana”; durante i moti, i benestanti appoggiano il nuovo regime:

“chi tene pane e vino ha dda èsse jacubino”.

1912 – nasce Roberto Murolo.

1924 – nasce il poeta e novelliere Salvatore Tolino. Ad esso si deve la fondazione, in via Amato da Montecassino, della Mostra Storica Permanente della Poesia, del Teatro e della Canzone.

Il proverbio del giorno: in un sol tegame non c’è posto per lesso e arrosto.

Locali storici e tipici napoletani

Giuseppe Ferrigno

Via San Gregorio Armeno 10

La bottega di questo artigiano, erede di una famiglia che fin dall’Ottocento scolpiva pastori, è sobria e senza fronzoli: semplici ripiani accolgono madonne, bambinelli, san Giuseppe, angeli, buoi, zampognari, pescatori, mercanti, insomma tutta la variegata e festosa umanità dei personaggi di creta entrati a far parte dell’iconografia presepiale, insieme ad ultimi arrivati come Totò, Eduardo, Troisi (Massimo), Daniele (Pino) e ogni anno nuovi personaggi.

Ma qui è possibile acquistare anche pastori vestiti (magari con stoffe antiche), creati ancora alla maniera settecentesca, con stoppa, legno, fil di ferro, terracotta.

All’ingresso a testimoniare una fama raggiunta un po’ dovunque, autografi, foto con dedica e ringraziamenti di acquirenti illustri.

Monumenti di Napoli

Chiesa di Santa Maria della Sapienza

Via Santa Maria di Costantinopoli 36/38

La splendida facciata, decorata in marmo bianco e bardiglio, ovvero grigio, appartiene alla chiesa di quello che un tempo fu uno dei più importanti monasteri cittadini, istituito nel 1519 come convento di Clarisse, soppresso nel 1886 e in gran parte demolito per far luogo al Policlinico.

La chiesa, eretta e decorata fra il 1625 e il 1670, si deve ai principali artisti dell’epoca: Giovan Giacomo di Conforto e, tra gli altri Jacopo e Dionisio Lazzari i quali probabilmente su disegno di Cosimo Fanzago, lavorarono all’elaborazione del prospetto, che elegantemente risolve l’accesso ad una quota più elevata e l’allineamento rispetto alla cortina edilizia di via Costantinopoli.

Buon Sabato 22 Gennaio 2022

Il Sole sorge alle 7:22 e tramonta alle 17:01

La Luna cala alle 7:28 e si eleva alle 16:57

  • san Vincenzo, diacono di Saragozza e martire;

Vincenzo dal latino “vincens” cioè colui che vince, il vincitore”.

  • Quando se cumbàtte e se vènce tutto è niente.
    • san Valerio, vescovo di Saragozza;
    • san Gaudenzio, primo vescovo di Novara;

Gaudenzio dal latino “Gaudens” e significa “felice, lieto, contento”.

  • Nun stà cchiu ‘int’ ‘e panne p’ ‘a cuntentèzza.
    • sant’Anastasio, monaco e martire in Persia;
    • san Bernardo, vescovo di Vienne;
    • san Domenico, abate di Sora;
    • beata Maria Mancini, vedova, religiosa domenicana;
    • beato Antonio della Chiesa, sacerdote domenicano;
    • beato Guglielmo Patenson, sacerdote e martire;
    • santi Francesco Gil de Federich e Matteo Alonso de Leciñana, sacerdoti domenicani e martiri;
    • san Vincenzo Pallotti, sacerdote, fondatore della Società dell’Apostolato Cattolico;
    • beato Guglielmo Giuseppe Chaminade, sacerdote, fondatore delle Figlie di Maria Immacolata e la Società di Maria;
    • beata Laura Vicuña, vergine;
    • beato Giuseppe Nascimbeni, sacerdote, fondatore delle Piccole Suore della Sacra Famiglia;
    • Ladislao Batthyány-Strattmann, padre di famiglia.

Successe … oggi:

1516 – muore Ferdinando il Cattolico, gli succede Carlo I e, dal 1519, Carlo V imperatore.

1799 – le truppe francesi entrano in città ed il generale Championet istituisce un governo provvisorio.

1944 – nasce l’Unione degli Industriali della Provincia di Napoli.

Il proverbio del giorno: chi la vuol cotta, chi la vuol cruda.

Locali storici e tipici napoletani

Lebro

Via San Gregorio Armeno 41

Un’arte antica quella dei Lebro, restauratori e scultori di statue lignee già dal 1853: una guida del tempo infatti segnala questa bottega, che affaccia sul cortile del palazzo settecentesco nel quale una lapide celebra il luogo in cui nacque San Gennaro.

L’ambiente è pregno di suggestioni: Antonio e Rosario Lebro si muovono in un universo popolato da arcangeli, madonne, santi e cherubini per ripristinarne le forme alterate dal tempo o semplicemente da mani non altrettanto esperte.

Molte statue provenienti dalle chiese colpite dal terremoto del 1980 sono qui rinate a nuova vita, così come i pastori del presepe Cuciniello, oggi esposti al museo di San Martino.

Ma questo è anche il laboratorio dove, con scalpelli, mazzuole, colle e colori, sono state realizzate sculture in legno quali la statua di Santa Trofimena per una chiesa di Brooklin, il corpo reliquario di Santa Patrizia per la chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli e i maestosi angeli che ornano l’organo dell’abbazia di Montecassino.

Monumenti di Napoli

Caponapoli

La collina di Caponapoli, oggi quasi del tutto occupata dalle cliniche universitarie, corrisponde alla parte più alta e antica della città greca.

Certamente – come testimoniano i ritrovamenti di figurine votive in terracotta – si trovava qui un importante centro di culto e forse sorgeva sull’altura anche il mitico tempio (o sepolcro) di Partenope, che gli eruditi prima e gli archeologi dopo non hanno mai precisamente localizzato.

Ai santuari pagani – dimenticati e sepolti durante il medioevo – si sostituirono poi chiese e conventi, oggi prevalentemente chiusi, abbandonati o inglobati dalle strutture universitarie.

La chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli (nel largo omonimo) fu fondata nel 1517 in onore di uno dei più celebri vescovi e protettori di Napoli, abate del vicino monastero di San Gaudioso, venerato come santo già nel IX secolo. Agnello avrebbe infatti condotto una vita quasi da eremita proprio in questa zona, e sarebbe stato seppellito in una chiesetta paleocristiana, poi inserita nel transetto dell’edificio cinquecentesco.

Rimaneggiata più volte, molto danneggiata dopo la seconda guerra mondiale e infine chiusa, Sant’Aniello è stata quasi completamente spogliata del suo arredo, in parte trasferito a Santa Maria delle Grazie, per il resto disperso.

Il convento di Santa Maria delle Grazie (nel largo Madonna delle Grazie), di origine quattrocentesca, fu interamente rifatto nei primi decenni del Cinquecento.

Nel suo chiostro, nel 1611, Giovan Battista della Porta fondava l’Accademia degli Oziosi.

La chiesa è notevole soprattutto per le opere di scultura: oltre alla cappella De Cuncto (di Giovan Tommaso Malvito), sono infatti considerati veri e propri capolavori due rilievi di artisti locali (la Deposizione, di Giovanni da Nola, e l’Incredulità di san Tommaso, di Girolamo Santacroce), mentre la decorazione in arenaria di tutte le cappelle, eseguita con gusto originale da maestranze locali, è ritenuta un unicum. La chiesa è attualmente chiusa.

Buon Venerdì 21 Gennaio 2022

Il Sole sorge alle 7:23 e tramonta alle 17:00

La Luna cala alle 6:44 e si eleva alle 15,40

  • sant’Agnese, vergine e martire;

Questo nome deriva dal greco “agnè” e significa “puro, casto”.

La Santa è da invocare contro i pericoli del mare.

  • Vide, ‘mmìrala mma … nun ‘a tuccà!
  • Chella ca cchiù se nega cchiù allùmma l’appetito.
    • san Publio, vescovo di Atene;
    • santi Fruttuoso, vescovo di Tarragona, Augurio ed Eulogio, diaconi, martiri di Tarragona;
    • san Patroclo, martire a Troyes;
    • sant’Epifanio, vescovo di Pavia;
    • san Meginrado, sacerdote e monaco a Einsiedeln;
    • beati Edoardo Stransham e Nicola Wheeler, sacerdoti e martiri;
    • sant’Albano Roe, benedettino, e il beato Tommaso Green, sacerdoti e martiri;
    • beata Giuseppa Maria di Sant’Agnese, vergine agostiniana;
    • beati Giovanni Battista Turpin du Cormier e tredici compagni, sacerdoti e martiri;
    • san Giovanni Yi-Yun, padre di famiglia, martire di Corea.

Successe … oggi:

1552 – Giungono a Napoli i primi dodici Gesuiti inviati da Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine.

1861 – Viene eletto il Primo Consiglio Comunale dopo l’unità, è presieduto dal Sindaco Giuseppe Colonna, di nomina regia.

Il proverbio del giorno: da Sant’Agnese mezzo fieno e mezze spese.