Note alla poesia del giorno

Oh quei fanali… fango: Il poeta accompagnava alla stazione di Bologna la donna amata che venuta a salutarlo, ora si allontanava da lui per raggiungere il marito, il colonnello Domenico Piva, trasferito a Civitavecchia col suo reggimento. Carolina Matilde De Cristoforis Piva, che nelle poesie a lei dedicate è chiamata da Carducci col nome classicheggiante di Lalage o di Lidia, fu il più grande amore del poeta, dal 1871 al 1878, influenzò la più felice stagione poetica carducciana, quella delle Rime nuove e delle Odi barbare. Questa poesia è caratterizzata da un sentimentalismo di stampo romantico che nel Carducci è raro. I primi versi ce ne danno subito la misura: i fanali del viale che conduce alla stazione, nella luce incerta dell’alba sembrano inseguirsi tristemente comunicando un senso di pigrizia (accidiosi) e di squallore con la loro luce biancastra che sembra illuminare i rami con stanchezza e noia (sbadigliando).

Flebile: lamentevole.

la vaporiera: la locomotiva a vapore.

n’è intorno: ci opprime con la sua tristezza.

Dove e a che… lontana: e queste persone, questi viaggiatori, avvolti nei propri mantelli, che si affrettano in silenzio verso i vagoni di colore scuro, dove vanno e a che scopo? verso quali misteriosi dolori o tormenti di lontane speranze?

Tu pur pensosa: anche tu come questa gente angosciata e ansiosa.

la tessera… guardia: porgi il biglietto ferroviario al controllore dell’ingresso (guardia) perché venga forato.

e al tempo… ricordi: all’amante disperato il secco taglio del biglietto dà l’impressione di uno strappo, una lacerazione. Il tempo incalza e si porterà via gli anni migliori della donna, le sue brevi gioie e gli stessi ricordi.

i vigili: i frenatori che con delle lunghe mazze colpiscono i freni e le ruote per controllare che tutto sia in regola.

i ferrei freni… lungo: il suono prodotto dai martelli sui freni per controllarli (tentati) risuona lugubremente in questa alba plumbea che fa da sfondo allo stato d’animo triste del poeta.

di fondo… pare: al lugubre rumore fa riscontro il senso doloroso della vita, l’angoscia esistenziale che si fa strada nel poeta come una trafittura dolorosa.

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