ASTROLOGIA

LEGGERE IL DESTINO – 5

La quadratura Saturno-Giove rappresentava per gli antichi il conflitto di due divinità; nel cuore dell’uomo, di un uomo in particolare, rappresenta il vecchio dio Saturno, il padre, il temporeggiatore, il canuto, il debole, che conduceva una guerra contro il potente e giovane dio dell’Olimpo, pieno di forza e di gloria, come, nell’Universo, si erano combattuti nelle epoche mitiche. L’individuo era il teatro della loro lotta e ne soffriva. Era, in tal modo, lacerato, al pari di un reame, teatro di lotte intestine, diviso fra due capi rivali, in lotta per il potere. Infatti, Saturno e Giove non si affrontano per una causa che non sia quella dell’autorità suprema.

Gli dei sono morti. Saturno e Giove sono relegati fra le ombre leggendarie degli Antichi. La quadratura Giove-Saturno diventa un semplice elemento di codice, alla stessa maniera nella quale il segno “+” è un simbolo aritmetico d’addizione. Ogni volta che l’astrologo troverà una quadratura Saturno-Giove in un tema di nascita, annuncerà al Consultante la rovina delle sue speranze, la perdita degli onori o l’impossibilità di arrivarvi, la cattiva sorte.

Si noterà l’aspetto statico di questa tendenza: gli astrologi moderni fanno una predizione, stabiliscono un destino. Gli antichi evocavano le guerre degli dei nell’uomo. Il destino era una costruzione: “Astra cogunt”. Ma la lotta può essere orientata, diretta, sostenuta ed incarnata. Non si sa se Saturno trionferà su Giove o Giove su Saturno: “Astra inclinant, sed non cogunt”. Si vede come finalmente, e molto curiosamente, è il concetto antico che lascia all’uomo la più grande libertà od, almeno, la maggiore speranza.

L’Astrologia moderna ha fissato delle regole rigorose. A misura che si sviluppava, voleva diventare più razionale, più “scientifica”. A dire il vero, questa tendenza aveva preceduto Morin de Villefranché: poco a poco, dalla decomposizione dell’Astrologia religiosa pagana, era derivata questa nuova forma “laica”, in qualche modo, della quale Morin doveva diventare il legislatore. Tutti gli astrologi, oramai, lo vollero  mimitare ed aggiunsero le loro regole a quelle dei loro predecessori. In tal modo si creò l’insieme parecchio maestoso, ma piuttosto confuso, che costituisce l’Astrologia detta “giudiziaria”. Di maestro in discepolo, d’autore ad autore, una tradizione si è trasmessa, il più sovente senza alcun controllo, aggiungendo, senza dubbio, come sempre in casi del genere, il migliore al peggiore. Sono stati i partigiani di questa Astrologia che hanno dovuto e devono ancora subire gli attacchi della critica scientifica o, più esattamente, razionalista.

Dai litigi, dalle discussioni appassionate tra i sostenitori e gli oppositori – non meno che dalla nascita d’una scienza nuova che è anche un arte, la psicoanalisi, e dallo sviluppo attuale della psicologia in generale – doveva nascere la tendenza contemporanea dell’Astrologia. Le teorie di Freud non avevano certamente, all’origine, nulla che potesse sedurre gli occultisti o gli indovini e la psicoanalisi freudiana non risvegliò echi in quest’ambiente.

L’apporto considerevole di Jung alla psicologia del profondo ed alla conoscenza generale delle strutture dello spirito umano, doveva, invece, attirare un gran numero di investigatori del mistero. Ecco infatti uno psichiatra che dava un’interpretazione nuova delle mitologie; ecco che, sconvolgendo le idee tradizionali, fondava una dinamica dell’anima nella quale i miti prendevano un valore fino allora insospettato. Ecco, infine, che proponeva l’ipotesi di un inconscio collettivo, grazie al quale tutte le esperienze anteriori dell’umanità potevano risorgere nell’anima di qualsiasi rappresentante della specie. No, gli dei non erano morti; erano stati dimenticati; ci si era nascosti per non vederli più. Ma non avevano cessato di vivere nel cuore dell’uomo.

Miss Miller, una delle ammalate curate da Jung, viveva le sue metamorfosi ed i suoi conflitti dando ai suoi personaggi interiori, in pieno XX secolo, dei visi analoghi a quelli che loro davano gli Antichi, in Oriente come in Occidente, e dei quali fanno ancora testimonianza i simboli antichi. Una nuova concezione dell’Astrologia, dopo Jung, poteva nascere: noi chiamiamo ancora tendenza contemporanea questo adattamento dell’Astrologia ai dati della psicologia del profondo.

Sotto questa prospettiva, configurazioni planetarie e complessi psicologici si corrispondono. Delle energie interiori – gli dei – si accordano o si combattono, si collegano in situazioni tipiche che tendono a riprodursi indefinitamente e segnano l’esistenza dell’individuo mediante la loro influenza che si rinnova continuamente. La quadratura Saturno-Giove diventa il conflitto interiore fra due principii energetici potenti. La vecchia rivolta di Giove contro Saturno è quella del Figlio contro il Padre, l’attitudine gelosa ed aggressiva del figlio maschio che vuol carpire al padre la tenerezza di sua madre, per possederla esclusivamente. Il conflitto può essere espresso mediante un’ostilità aperta; più spesso, sarà un’attitudine inversa, una imitazione del padre per meglio detronizzarlo, una identificazione. Nella quadratura Saturno-Giove, appare una dissociazione della personalità, una tendenza al caos: il figlio contro il padre nel cuore stesso dell’individuo. Se Saturno vince, sarà l’invecchiamento, la sclerosi dell’anima. Se trionfa Giove, ma con quanta pena!, sarà un balzo in avanti, una liberazione profonda dell’individuo, svincolato da un attitudine stereotipata verso l’autorità e tutti i simboli del padre. Ma se la lotta rimane troppo tempo indecisa, porta all’anarchia interiore, alla disaggregazione della psiche individuale.

In tal modo la tendenza astrologica contemporanea si ricollega sotto molto aspetti alla tradizione antica. E’ troppo presto per predire la probabilità del successo; ma si ha ben la possibilità di ritenere che questa evoluzione avverrà nel senso della psicologia contemporanea, le cui acquisizior sono sempre più numerose e feconde. Così dobbiamo vedere in questa ultima evoluzione delle concezioni della “Scienza degli Astri” il marchio della nostra epoca e l’influenza delle idee nuove che la caratterizzano. Può darsi che le teorie psicologiche di Jung permetteranno di stabilire un riavvicinamento tra la scienza e la tradizione. Non è escluso che la psicologia stessa trovi nell’Astrologia un prezioso ausiliario ed una sorgente di sviluppi ancora insospettati. Se questo avvenisse, un progresso importante sarebbe stato compiuto sulla via di una migliore conoscenza dell’uomo, del suo essere intimo e di quello che si è convenuto chiamare il suo destino.

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Affinità di coppia del segno della Bilancia con gli altri segni – Pesci

Bilancia-Pesci

A lui non basta un amore platonico.

Pur essendo molto romantico, l’uomo nato nel dodicesimo segno trasforma sempre la donna dei suoi sogni in un oggetto di desideri molto concreti. Se la sua preda è una trepida venusiana, dovrà vincere molte resistenze, ispirate da Saturno …

Se la Bilancia non si fa scudo d’un eccesso di distacco saturnino, può succedere che la magia della sua dolcezza venusiana susciti una vera e propria esaltazione amorosa nel sensibilissimo Pesci. Che pur romantico e teso verso orizzonti infiniti, non è affatto tipo da contemplazioni platoniche. Infatti, appena avverte che una donna sta diventando protagonista dei suoi sogni, la trasforma all’istante in oggetto di desideri molto concreti.

Ma lui sa bene che brutali richieste prosaiche metterebbero in fuga la maggior parte delle prede e preferisce quindi sfruttare le infinite risorse della propria fantasia per tessere un’inesorabile trama di sguardi, parole, silenzi e impercettibili gesti che hanno il penetrante calore di vere e proprie carezze.

Così il fantastico inizio di una love story mette fine alla magica, vittoriosa caccia pescina. Che si conclude in tempi record se nel mirino è capitata una Bilancia. Infatti la venusiana è tanto bisognosa d’amore e completamente che su di lei l’ipnosi nettuniana ha presa immediata.

Non è proprio un gran male, visto che il Pesci sa come proiettarla in un’atmosfera di sogno. E come avvolgerla in una specie di nebbia romantica che, oltre tutto, le offre un formidabile alibi per accondiscendere con serenità a quegli abbandoni venusian-erotici cui altrimenti sarebbe piuttosto restia, per effetto di scrupoli e sensi di colpa dal sapore saturnino.

Ma la nata in Bilancia, che è un segno cardinale, è anche piuttosto impulsiva.

E così, se s’innamora di un Pesci, è piuttosto probabile che, accesa dall’idea d’essere ormai approdata nell’incantato regno delle armonie definitive, decida subito di condividere con lui tutto. Casa compresa. Il Pesci, mobile e incline a plasmarsi facilmente sul nuovo, non si oppone. Infatti, portato a interpretare la vita come perpetua metamorfosi, può affrontare anche il matrimonio senza andare incontro a quelle turbe decisionali che affliggono i comuni mortali in vista del fatidico passo.

Ma l’atarassia pescina, bisogna pur dirlo, non nasce affatto da incrollabile fermezza di propositi. Al contrario, è frutto di una segreta (m non poi tanto) riserva mentale, che lo esonera dall’impegno di vincoli irrevocabili. E gli permette quindi anche di giurare amori eterni la cui eternità ha qualcosa di tremendamente precario, dato che non esclude affatto eventuali deroghe dall’impegno della fedeltà, se una sorte bizzarra, imperscrutabile e “ineluttabile”, dovesse proporne l’occasione …

Ma, quando la Bilancia scopre tutto questo a proprie spese, sono dolori. Infatti per lei l’amore (con tutto quello che ne consegue) non è affatto un valore relativo. E’ anzi un valore-assoluto-che-più-assoluto-non-si-può. E’, oltre a tutto, è anche il perno del suo stesso equilibrio esistenziale. Quindi lei non può tollerare in silenzio le infedeltà dettate dalla disordinata fantasia nettunina, che all’inizio del rapporto era un forte elemento di fascino, ma che ora le appare temibile e inquietante.

Ci sono comunque ben poche probabilità che lui, docile e disciplinato, si rassegni a seguire la rotta che la sua irritatissima Bilancia pretende di indicargli. E allora, prima o poi, sul capo del Pesci si abbatte la falce di un giudizio freddo e severo, che conclude un’interminabile serie di capi d’accusa, modulati sul tema del disordine esistenziale che, secondo la Bilancia, è l’intollerabile leitmotiv della vita pescina.

Perché, lei sostiene, lui non è solo un infedele, ma anche un arruffone che non trova mai le cose perché non le mette mai al proprio posto ma le disperde alla rinfusa.

E tutto questo la fa impazzire: a lei il disordine fa venire il mal di mare e le fa desiderare armonie meno fantastiche ma più stabili di quelle che può offrirle il Pesci. Che, a sua volta, si sente opprimere dal peso dei codici morali bilancini e comincia ad avvertire un male di vivere che attiva ricorrenti sogni di rotte sentimentali del tutto nuove. Alla fine il Pesci non vede l’ora che lei trovi finalmente un tipo-molto-affidabile-e-ordinato con cui vivrà felice, mentre lui potrà sguazzare nella sua disordinata infine ritrovata libertà.

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Affinità di coppia del segno della Bilancia con gli altri segni – Acquario

Bilancia-Acquario

L’amore vien ballando

Per rendere euforica una donna Bilancia occorre un artista. Se poi lui è un mobile e sensibile Acquario, comincia una specie di balletto amoroso e insieme dispettoso dove il regista sembra solo lo spirito…

Le donne nate nei segni d’aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) piacciono da impazzire agli uomini che non sono disposti a rinunciare per amore a un congruo margine di libertà personale.

La Gemelli sta buona purché il partner rispetti il suo diritto al gioco, l’Acquario idem, se ha una causa in cui tuffarsi… E la Bilancia? Be’, la Bilancia è tranquilla e appagata quando si tributano i dovuti onori al suo fascino venusiano. Proibito dimenticare che è lei l’incarnazione terrena di Venere che ha il suo domicilio diurno proprio in Bilancia-Casa settima.

La corrispondenza segno-casa è un elemento chiave per capire la psicologia di questo segno: il campo settimo corrisponde al mondo delle associazioni e, naturalmente, a quella associazione per  antonomasia che è il rapporto di coppia. In forza di questa analogia si spiega perché la Bilancia, rispetto alle colleghe dei segni d’Aria, è un po’ meno indipendente. Lei è quella che, se per caso le capita di ritrovarsi “singola” soffre.

Tanto che, pur di uscirne, è disposta a non andare molto per il sottile. Fino a un certo punto, naturalmente. Per esempio, la Bilancia non scende a patti con chi offende il suo senso estetico.

E’ una donna che può anche sorvolare sulla mancanza d’appeal di un uomo purché lo giudichi elegante e raffinato. Se lui osa ricorrere pubblicamente a uno stuzzicadenti o arriva a un appuntamento con le scarpe impolverate è spacciato… a meno che non sia un “artista”. In questo caso, le sue eventuali infrazioni al buon gusto assumono agli occhi della Bilancia il fascinoso alone della sregolatezza che si abbina al genio!

Se incontra un “genio” artistico, la Bilancia rischia di perdere la testa per lui. Si mette a sognare e si sente investita del ruolo di “Musa ispiratrice”: è la sua vocazione profonda.

L’uomo disposto ad assegnarle questa magica parte ha il potere di trasformarla, di cancellare le sue incertezze congenite, rendendola agguerrita e sicura di sé. E lei, sentendosi finalmente in perfetta armonia con se stessa e il mondo circostante, diventa naturalmente ancora più bella del solito. E si ritrova circondata da un nutrito nugolo di corteggiatori di cui non le importa niente: la volubile nativa del settimo segno diventa d’una fedeltà granitica se s’innamora sul serio.

Diventa inattaccabile quando trova un uomo forte e sicuro di sé come lo sono spesso gli uomini nati nei segni fissi (Toro, Leone, Scorpione, Acquario).

Col concreto Toro, l’inquieta Bilancia si sente protetta e sperimenta la perfetta sintonia sessuale ispirata dalla comune natura venusiana. Accanto al Leone si scioglie d’ammirazione per quell’uomo deciso e rappresentativo. Nello Scorpione trova un tenebroso complementare che la guida senza esitazioni nel tempestoso mondo delle passioni. E, infine, con l’uomo Acquario la Bilancia realizza l’amore fondato su profonde affinità elettive.

Ma la coppia Bilancia-Acquario lascia spesso perplessi gli osservatori occasionali e crea in loro un notevole imbarazzo. Non perché si mette a flirtare, scambiando smancerie in pubblico, ma esattamente per il contrario. Questa coppia sembra ballare una specie di minuetto intellettual-spirituale, asettico e asessuato. Si fa fatica a credere che queste due eteree creature si amino col corpo oltreché con l’anima.

Invece succede, e per di più con risultati da fare invidia. Incredibile ma vero, il merito dell’accordo di questa coppia va proprio al misconosciuto e spesso bistrattato Saturno, che governa l’Acquario e nella Bilancia si trova in esaltazione.

Come tutti i censori, Saturno ispira un severe controllo degli impulsi passionali, ispirato anche dalla paura di cedere al dominio di forze difficilmente controllabili. Ma, quando gli istinti riescono ad avere la meglio su queste censure, allora è come se gli argini crollassero.

Così, nella loro intimità, i saturnini si prendono spesso generose ricompense, dopo aver abbassato la maschera del rigido autocontrollo che esibiscono in pubblico.

Col passare del tempo, la coppia Bilancia-Acquario cementa l’intesa e i suoi abbandoni alle gioie del sesso si fanno sempre più soddisfacenti e sereni.

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Affinità di coppia del segno della Bilancia con gli altri segni – Capricorno

Bilancia-Capricorno

Il duro e la “sua” farfalla

L’affascinante venusiana, per piacere al granitico figlio di Saturno, è disposta a tutto… o quasi. Salvo stancarsi e rivolgere le sue arti seduttive a un partner più attento e sensibile. Pronto a darle generosamente affetto e ammirazione.

Anche se non le piace molto sentirselo dire, la donna della Bilancia è piuttosto influenzabile.

Nel senso che è portata ad adeguarsi alle aspettative dell’altro: l’armonia, imperativo venusiano, implica la necessità di smussare gli angoli per rendere più facile il dialogo col prossimo. La convinta approvazione dell’altro val bene la pena di sottoporsi a qualche sacrificio. Ciò vale soprattutto se la nostra venusiana e tra

quelle, e sono molte del settimo segno, dotate di un’intuizione particolarmente acuta (connessa alla congiunzione Sole-Nettuno), non fanno praticamente nessuna fatica a “sentire” quello che gli altri si aspettano da loro. E ad adeguarsi.

Le strategie seduttive che, come abbiamo visto, sono innate nella donna nata nel settimo segno, si affinano quando la Bilancia vuol conquistare un uomo del Capricorno. Un uomo che può affascinarla perché anche quando conduce una vita brillante e apparentemente frivola, ha il tratto dell’uomo intimamente solido. Granitico, tutto di un pezzo. E ragionevole, avveduto come si conviene a un saturnino (Saturno governa il Capricorno).

Un personaggio così ha tutto per attirare l’attenzione di una donna della Bilancia: lei si sente sempre così incerta, in balia di agenti esterni che la trascinano minacciando di portarla alla deriva, che non le pare vero di avere a disposizione un uomo se sembra proprio fatto apposta per sostenerla, guidarla proteggerla. E siccome intuisce che lui, da brava creatura terrestre e saturnina, non può resistere alla seduzione esercitata da ciò che appare etereo e variopinto, recita per lui la più perfetta interpretazione della donna-farfalla. Allegra, difficile da catturare, quasi priva di gravità.

Allora il Capricorno, affascinato e un po’ provocato, sente immediatamente ribollire gli istinti predatori connessi a Marte esaltato nel segno.

A questo punto il gioco è fatto: fra Bilancia e Capricorno può scoppiare un’autentica tempesta passionale.

Infatti il prepotente e possessivo eros capricorniano è una miccia che ha il potere di accendere i sopiti ardori bilancini, facendo divampare un amore che sembra autorizzare le più rosee speranze.

Purtroppo non è detto che le cose siano destinate ad andare per il meglio, perché fra Capricorno e Bilancia ci sono anche profonde differenze di mentalità.

Per esempio, lei è una che crede nell’amore al punto da metterlo al vertice della propria scala di valori. Invece lui può amare moltissimo una donna, ma non arriva ad anteporla al lavoro e alla carriera. Addirittura, pur essendo tutt’altro che tiepido sul piano erotico, può giungere a programmare perfino la propria vita sessuale, se crede che l’eros possa compromettere in qualche modo la sua riuscita nella lotta per il potere, che costituisce la sua essenziale vocazione.

Alla Bilancia questo proprio non va. Lei vuole un uomo disponibile, tutto dedito ad assecondarla e, soprattutto, a rassicurarla con un nutrito repertorio di attenzioni e di frasi dolci e lusinghiere.

Ma il Capricorno, purtroppo, è anche un personaggio di poche parole: quando s’immerge nei suoi profondi silenzi saturnini diventa impenetrabile e terribilmente distaccato. Sembra indifferente a tutto ed è raro che renda ragione dei suoi silenzi.

Ciò può mandare in crisi la partner che, immaginando di essere la causa di questi silenzi, si arrovella nel tentativo di mettere a fuoco le proprie presunte colpe.

Per la donna della Bilancia questo è uno stress quasi insopportabile che mina le sue già precarie sicurezze.

Prima o poi reagisce e le ricerca altrove: ricomincia a fare la farfalla. E non per il suo Capricorno…

Lui, che è anche tremendamente possessivo, non tollera queste “evasioni” bilancine. Neppure se sono innocenti. Così, se è proprio innamorato, le impone con severità di rientrare immediatamente nei ranghi. Oppure, se la passione si è nel frattempo un po’ intiepidita, adotta la soluzione del ripudio.

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LA DIVINAZIONE – (leggere il destino) 4

Ad ogni modo, si devono distinguere nel corso della storia, tre tendenze principali nella tecnica dell’interpretazione dell’oroscopo e, in una maniera più generale, nella concezione stessa dell’Astrologia. La tendenza antica è quella che prevale dalle origini di quest’arte divinatoria fino al XVI secolo. Conosciamo ancora assai male l’Astrologia caldea ed egiziana: solo dei testi vaghi e frammentari sono pervenuti fino alla nostra epoca. L’Astrologia caldea sembra non aver servito che a dar lumi ai re per i loro progetti. Per quel che riguarda l’egiziana, anche se non è escluso che sia stata obbligata a vaste conoscenze psicologiche e psicopatologiche, si tratta di cosa difficile a provarsi. Noi consideriamo da parte nostra che, allo stesso titolo dell’alchimia, la tradizione egiziana e le sue costumanze rimangono sempre piuttosto enigmatiche. Anche se si suppone sulle rive del Nilo il fiorire d’una grande civiltà spirituale, nulla si possiede tuttavia di positivo sull’insegnamento generale di questi misteri, se non numerosi documenti dispersi e che possono ancora porre dei problemi agli archeologi. Al contrario, noi conosciamo meglio la mitologia greco-latina, benché siamo molto lontani dall’averne afferrata tutta l’importanza psico-sociologica e d’aver analizzato abbastanza profondamente i principali miti. Ora, non si saprebbe comprendere veramente l’Astrologia greco-romana ignorando le verità psicologiche velate dalle leggende sacre del mondo mediterraneo. Astrologia e mitologia sono legate intimamente: la storia di Eracle è di natura astrologica; i pianeti sono gli dei dell’Olimpo; i segni alludono a delle verità religiose ancestrali.

Si è molto discusso, soprattutto alla nostra epoca, sulla natura simbolica dei numeri avanti e dopo Pitagora, e finalmente si sono molto complicate tali questioni già parecchio oscure. Ma se l’Astrologia è fondata su quattro elementi, sette pianeti e dodici segni, non è senza dubbio per caso, perché tali sono i numeri sacri che lo spirito umano non cessa dal ripetere attraverso i secoli. E se nessuno ignora che si contano dodici segni dello Zodiaco, dodici le fatiche di Ercole, dodici gli apostoli del Cristo, dodici i Cesari secondo Svetonio, dodici i colpi di mezzogiorno o di mezzanotte, dodici gli dei maggiori greci (e si potrebbe continuare a lungo questa enumerazione), si sa molto meno che i membri del Praesidium del Soviet dell’URSS sono in numero di dodici.

Ma ritorniamo alla tendenza antica dell’Astrologia. Ci sembra d’essenza religiosa, nettamente “divinatoria” cioè “legata al divino”. Non è affatto indipendente dai misteri dell’anima, dalle trasformazioni psichiche, dai riti destinati a far evolvere lo psichismo individuale e collettivo. La “scienza degli astri” prende forza e vigore dalla mitologia vissuta e raccontata: è la vita degli dei in noi e fuori di noi, costantemente ripetuta , senza tregua rinnovellata. Incarna in noi la potenza dei pianeti e, se lo desideriamo, ci trasforma, mediante i suoi simboli, in Ercole che lotta col Leone Nemeo e che lo abbatte; ci invita a realizzare l’”Opera Astrologica” che è possibile assimilare all’”Opera Alchimica”.

Non separiamo l’Astrologia dall’interiorizzazione dei miti che ci propone perché essa non è soltanto la tecnica del calcolo di un oroscopo. Questo tema acquista vita secondo le direzioni ed i transiti, ma prende soprattutto il suo valore dall’utilizzazione psicologica delle energie delle quali è l’atlante e la carta. L’Astrologia, nella sua tendenza tradizionale, ha partecipato a questo insieme pedagogico che compongono in lei il rito religioso e la mitologia, e che lo spirito umano ha elaborato per obbligare se stesso a progredire.

L’Astrologia del Medio Evo e del Rinascimento aveva perduto questo primitivo vigore colla sparizione del paganesimo ma avrebbe potuto conservare un significato sacro se il Cristianesimo avesse accettato di far lega con lei. Ma siccome invece se ne allontanò risolutamente. L’Astrologia continuò, solitaria, la sua evoluzione. Veramente sarebbe meglio parlare di sclerosi che di sviluppo reale. Da Claudio Tolomeo e Morin de Villefranchè, si assiste infatti ad una determinazione di formule che non corrispondono più agli elementi vivi della mitologia; l’Astrologia si dissecca perché gli dei sono considerati morti. Essa non è più che una branca distaccata d’una religione crollata.

E’ a Morin de Villefranché che si deve il suo rinnovamento al XVII secolo; con lui incomincia a manifestarsi la tendenza moderna che segue ancora la maggior parte degli astrologi contemporanei. E’ infatti veramente con questo autore che l’Astrologia diventa un’arte razionale o pseudo razionale, di predire l’avvenire. Codifica i propri procedimenti e le sue interpretazioni. Grazie a Morin de Villefranché si stacca definitivamente dalle sue origini religiose per prender l’aspetto d’un arte e d’una tecnica allo stesso titolo della medicina o della falegnameria. Prendiamo un esempio che ci farà meglio capire questa differenza fra la tendenza tradizionale e quella moderna.

Continua – 4

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Affinità di coppia del segno della Bilancia con gli altri segni – Sagittario

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Lei scopre che l’abito non fa il monaco

Troppo attenta all’eleganza dei corteggiatori, la venusiana rischia di trascurare e snobbare lo sportivissimo figlio di Giove, che invece ha molte qualità per renderla felice. Prima fra tutte, la disinibita e calorosa allegria del Fuoco sagittariano.

Ci sono delle donne che, chissà come, riescono ad avere sempre l’aspetto impeccabile: mai che sia possibile sorprenderle con l’aria un po’ cincischiata, neanche la mattina appena sveglie o alla fine d’un viaggio tutto contrattempi. Bene, la Bilancia è una di loro. E non potrebbe essere altrimenti. Perché la sua aspirazione massima è quella dell’equilibrio: per lei il poter sempre contare sull’armonia della propria immagine è, prima ancora che un fatto di stile, un irrinunciabile fattore di sicurezza. Il rischio è quello di sopravvalutare il fattore estetico non solo per quello che riguarda se stessa, ma anche e soprattutto in rapporto agli altri.

Così, magari le succede di respingere a priori le persone che non hanno la credenziale di un aspetto impeccabile. Un atteggiamento piuttosto rischioso soprattutto nelle faccende sentimentali. Tant’è vero che una donna Bilancia può anche innamorarsi di un uomo soprattutto perché è lindo e raffinato, salvo accorgersi poi, a proprie spese, che non sempre è l’abito che fa il monaco. Allora arrivano le crisi di sconforto, perché il vero cardine dell’equilibrio della Bilancia è l’appagamento sentimentale; se quello vacilla, vacilla praticamente tutto il suo mondo. Perciò lei dovrebbe stare attenta a ridimensionare le sue pretese formali quanto basta per non precludersi a priori occasioni di rapporti che potrebbero invece avere importanti e positivi sviluppi.

Uno di questi potrebbe essere l’incontro con il Sagittario. Un uomo che, di solito, non può vantare la levigata perfezione dell’uomo-copertina. Perché è uno spontaneo che ama la semplicità: la sua “divisa” preferita è quella a base di comodi pullover, camice scozzesi e pantaloni di velluto a coste. Se proprio deve rassegnarsi alla giacca, cerca di non rinunciare almeno alla libertà dello “spezzato”. In realtà, dunque, non è inelegante, ma solo liberamente refrattario ai vincoli del formalismo troppo rigoroso. Però, siccome non è affatto testardo ma piuttosto duttile, c’è sempre la possibilità d’indurlo, prima o poi, a includere nel guardaroba perfino il fatidico abito scuro. E allora non è detto che il suo aspetto sia sempre troppo “ruspante”. La Bilancia insomma potrebbe anche trovarlo carino ed vitare di snobbarlo se lui tenta l’approccio.

Tanto più che la vicinanza dell’allegro Fuoco sagittariano potrebbe essere per lei estremamente salutare.

Il Sagittario potrebbe aiutarla a stemperare quel non-so-che di freddo saturnino che alita nell’aria bilancina e smorza ogni spontaneità: lui sa infatti come comunicarle il piacere di abbandonarsi al relax delle riunioni conviviali, di prendere con slancio delle iniziative senza impegnarsi nei logoranti dilemmi decisionali cui va soggetta la venusiana.

Così, se lei evita di raggelarlo con gelidi sguardi censori quando lui inciampa in qualcuno dei soliti eccessi sagittariani (come i raptus d’allegria fracassona o le ingenue gaffe), può contare su un compagno conciliante ed estroverso, che le dà proprio quello di cui lei ha più bisogno: la certezza di essere amata. Ma, per riuscire a tenerselo stretto, lei deve imparare ad abbandonarsi a lui con fiducia anche nell’intimità. Perché lui è sì un generoso, ma è anche un convinto cultore della spontaneità. E, se non la ritrova in chi gli sta vicino, è anche propenso ad allontanarsi, per avere una possibilità in più di trovare qualcuno che l’aiuti a riattizzare il suo Fuoco sagittariano.

Se succede una cosa del genere, poi non è affatto semplice riaggiustare le cose. Però, se lei impara a sorvolare, la dolcezza venusiana trionfa riuscendo a domare il Sagittario e a fargli fare strabilianti progressi in fatto di attenzione formale e bob ton. Ed è proprio questo il sintomo più sicuro che il rapporto ha ormai trovato la sua strada: da questo momento, infatti, Bilancia e Sagittario possono davvero realizzare un equilibrio di coppia basato su scelte di vita sempre più consapevoli, ma non intransigenti. Scelte che li aiuteranno moltissimo nei rapporti coi figli. Insieme infatti riusciranno ad educarli secondo un codice coerente ma illuminato: cioè capace di adeguarsi anche all’evoluzione dei tempi.

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Affinità di coppia del segno della Bilancia con gli altri segni – Scorpione

Bilancia-Scorpione

Con te rinascerà l’amore.

L’affascinante protetta di Venere, stanca di omaggi troppo facili da ottenere, ingaggia volentieri il complicato gioco della seduzione nei confronti di un superbo alunno di Plutone. Col risultato di trovarsi avvinta a lui in un legame che è insieme vivificante e “mortale”.

Fin da bambina, la nata nella Bilancia esercita l’innata arte dello charme venusiano: i grandi ne sono conquistati e fanno a gara per vezzeggiarla e coccolarla. Soprattutto gli uomini (anche quelli che i bambini manco li vedono) si prodigano per viziarla. Così lei cresce nella consapevolezza del potere di una femminilità vissuta in un aura di delicata fragilità, capace di far scattare gli istinti eroico-protettivi maschili. E il gratificante strascico di privilegi che ne derivano.

Ma, purtroppo, anche sulle cose belle incombe la minaccia dell’assuefazione. E così alla Bilancia può succedere di annoiarsi un po’ nell’essere al centro di un’attenzione maschile conquistata senza troppa fatica. Allora comincia ad immaginare quanto sarebbe bello trovare un uomo affascinante ma difficile da sedurre. Magari anche un po’ complicato. Di quelli che, anche quando fanno coppia fissa con te, hanno sempre l’aria di custodire qualche segreto di cui non intendono metterti a parte. E sanno tenerti sulla corda dandoti l’impressione che, nonostante l’interesse e, forse, anche l’amore, non si sognano di arrendersi e, tanto meno, di dipendere da te.

L’uomo dello Scorpione è un superbo esemplare di questa pregiata razza in via d’estinzione. Una preda tanto abile nel sottrarsi alla cattura da costringere anche una fascinosa Bilancia a fare una tremenda fatica per riuscire a conquistarlo. Tant’è vero che, fin dal primo incontro, lei deve stare molto attenta a non far trapelare il minimo interesse. E, visto che non le manca la capacità di ostentare il gelido distacco connesso a un avaro Saturno esaltato nel segno, dovrebbe fare di tutto per sfruttare queste preziose risorse. E ricordare sempre che l’istinto di potere e di conquista, proprio del marzian-plutoniano dell’ottavo segno, si risveglia prepotente quando entra nella loro orbita una donna dotata di un’intensa carica femminile, impreziosita da un alone d’impenetrabile freddezza. Ma attenzione. Il gioco richiede una gran forza d’animo e, soprattutto, un’elevata voglia di resistenza a lusinghe e seduzioni: lo Scorpione, infatti, si contende con il Pesci il primato di una capacità quasi magica di leggere nell’anima femminile. Ma, mentre lo scopo dei Pesci è quello di coinvolgerti in una specie di gioco infinito, il plutoniano ti scruta nell’intimo col segreto intento di ridurti in suo potere. Infatti per lui l’amore è solo marginalmente tenerezza ed empatia. Ma quasi sempre è lotta, tormento, estasi. Fatti d’insopprimibile desiderio e odio dell’oggetto d’amore.

Se lo Scorpione incontra una Bilancia intenta a sfoderare un provocatorio distacco saturnino, ecco dunque che lui prova istintivamente un violento impulso d’odio. Odio perché lei ha osato sottrarsi al magnetismo del fascino plutoniano. Ma l’odio lo stimola a far di tutto per sedurre. E se lei non capitola troppo in fretta, facendosi incenerire da uno sguardo o trasalendo troppo vistosamente a un contatto epidermico “casuale” che casuale non è, potrà assaporare tutto l’aroma di un corteggiamento magistrale. Fatto d’incontri in apparenza fortuiti, di complici allusioni, di telefonate e inviti cui è sempre più difficile opporre dei dinieghi.

I segreti espedienti di cui il plutoniano si serve per creare irresistibili suggestioni emotive fanno della corte scorpionica un capolavoro unico e indimenticabile. Perciò la Bilancia, anche se era partita con l’intenzione di concedersi solo un giocoso flirt, si ritrova alle prese con una cotta clamorosa. Prigioniera della micidiale rete ordita da uno Scorpione diventato, da preda, predatore.

Per non soccombere (o riuscire almeno a tenergli testa), dovrebbe poter contare anche lei su qualche risorsa scorpionica: per esempio, una Venere (magari all’ascendente), una Luna, o, ancor meglio, uno strategico, contorto Marte nell’ottavo segno. In questo caso, infatti si potrebbero individuare i presupposti di una passione abbastanza duratura, di un legame fatto anche di sfide reciproche che si rinnovano per avvincere i due contendenti l’uno all’altra.

E quando, alla fine, giunge il momento del completo abbandono, l’esperienza li lascia sfiniti nell’anima e nel corpo.

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ASTROLOGIA

LA DIVINAZIONE – (leggere il destino) 3

A titolo d’esempio di un tale metodo e dei suoi risultati, vogliamo qui citare un lavoro realizzato da M. André Barbaut e che apre delle interessanti prospettive. Questo astrologo ha studiato sistematicamente la lista dei sovrani francesi da Carlo VIII a Napoleone III e quella delle loro mogli ed ha paragonato i loro oroscopi, allo scopo di scoprirvi l’accordo planetario che indicava il loro matrimonio. E’ arrivato alla conclusione seguente: “su diciannove coppie abbiamo nove congiunzioni Sole-Luna, una volta su due invece di una volta su nove, secondo la media dei ritorni Sole-Luna e Luna-Sole, a dieci gradi d’orbita; sei congiunzioni Luna-Venere; quattro congiunzioni Venere-Marte e quattro congiunzioni Venere-Venere (la media essendo di due congiunzioni di ciascuna specie per diciotto mesi). Si riscontra che le coppie reali meno innamorate o meno felici sono quelle che presentano le minori “affinità astrali” (per esempio Luigi XII e la sua prima moglie Giovanna duchessa du Barry, della quale si discute se fu veramente sua moglie; Luigi XV e Maria Leczinska). Un esempio rappresentativo è la coppia Enrico IV e Margherita di Valois, che fu dominata da una totale incompatibilità fisica. Ora, la Venere di Enrico, a 24° dello Scorpione, è in quadratura col Marte di Margherita, a 26° del Leone; mentre il Marte del primo, a 15° del Capricorno, è all’opposizione della Venere della seconda, situata a 19° del Cancro. Il Sole d’Enrico (2° del Capricorno) è, d’altra parte, all’opposizione della Luna di Margherita (26° dei Gemelli)”.

Ed ecco ora i risultati ottenuti da M. Barbault che, precisa, si è accontentato di rilevare le congiunzioni allo scopo di non appesantire il quadro presentato. Si noterà che Luigi XV e Maria Leczinska non vi sono figurati, come non vi figurano Giovanna du Barry né Margherita di Valois, senza dubbio per i motivi dati dall’autore.

Dai confronti effettuati da M. Barbault si possono ricavare diverse conclusioni:

  1. questi risultati sono interessanti ed abbastanza favorevoli all’Astrologia, poiché stabiliscono la realtà delle concordanze in numero nettamente superiore a quello che lascerebbe prevedere il calcolo delle probabilità. Si è notato che la congiunzione Sole-Luna si riproduce nove volte su diciannove, mentre le probabilità avrebbero lasciato prevedere una volta su nove. Non è evidentemente il caso di riconoscere un valore all’Astrologia basandoci su un semplice elenco di confronti, ma vi è, in questo, un inizio d’una documentazione valida;
  2. se si accettano le pretese di quest’arte divinatoria, si sarà colpiti constatando che, secondo il parere degli stessi astrologi, una situazione come quella matrimoniale si traduce, nel linguaggio astrale in parecchie maniere diverse. Così, per esempio, nel caso di Luigi Filippo e di Maria Amelia di Borbone, il significatore del matrimonio è una congiunzione Sole (Luigi Filippo) – Luna (Maria Amelia); nel caso di Francesco II e di Maria Stuart, si tratta di una congiunzione Luna-Luna; in quello di Enrico IV e di Maria de’ Medici, d’una congiunzione Venere (Enrico IV) – Marte (Maria de’ Medici), ecc. Uno studio più lungo ed approfondito del problema metterebbe forse in evidenza il significato di questa diversità. In altre parole, si pone la questione di sapere se tutti i matrimoni segnalati da una congiunzione Luna-Luna presentano o no uno o più caratteri comuni;
  3. le discordanze segnalate da M. Barbault, come quelle del matrimonio di Luigi XV, devono essere esaminate attentamente. Il fatto, per questa unione, di esser stata infelice non ha impedito d’esser consumata e soprattutto di esser stata durevole. Questo fenomeno non è stato segnalato dagli “astri”? Si vede quali risultati potrebbe avere la moltiplicazione di lavori di questo genere. E’ augurabile che dei ricercatori vi si consacrino. L’abbondanza di documenti, la loro critica severa, l’analisi statistica dei risultati, partendo da criteri astrologicamente e scientificamente validi, saranno i soli argomenti capaci di darci la certezza che l’Astrologia merita la nostra attenzione, alla stessa maniera delle numerose esperienze di Rhine che sole hanno fatto ammettere l’esistenza della trasmissione del pensiero, della telepatia, delle quali soltanto cinquanta anni fa dubitava qualsiasi uomo di scienza degno di questo nome.

Qualunque sia il giudizio che la scienza formulerà, quando avrà preso il tempo e la cura d’occuparsi dell’Astrologia, questa divinazione maggiore appare come un fenomeno storico costante nelle civiltà più diverse. La forma sotto la quale si presenta a noi e che noi abbiamo ereditato, per il tramite degli Arabi, ci viene dai Caldei e dagli Egiziani, ma i nomi utilizzati sono latini e si riferiscono alla mitologia latina e greca. Infatti noi utilizziamo l’Astrologia di Tolomeo, riveduta nel XVII secolo da Morin de Villefranchè.

Continua 3

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Affinità di coppia del segno della Bilancia con gli altri segni – Bilancia  

Bilancia-Bilancia

Delitto d’amore e castigo

Quando lui e lei appartengono entrambi al segno governato da Venere, la fusione delle anime è garantita. Un po’ meno quella dei corpi, poiché i due devono vincere un forte senso del peccato.

C’è tanta gente che leggendo d’astrologia non si riconosce nelle descrizioni relative al suo segno. Non è colpa dell’astrologia ma del tema natale. Che, con il suo assetto particolare, corregge le caratteristiche solari. Per esempio una persona nata nella Bilancia che ha l’ascendente, Mercurio, Venere e magari qualche altro pianeta nella vicina Vergine ha un bel tentare di ritrovarsi nel tipo bilancino. Non ci riuscirà mai e risolverà la sua crisi d’identità astrologica solo dirottando le ricerche sulla Vergine.

La digressione era doverosa, dovendo affrontare il tema della coppia Bilancia-Bilancia: chi ne conosce qualcuna difficilmente la identificherà nella descrizione tipo. Ma il fatto è che esistono molti Bilancia fortemente corretti da massicce valenze scorpioniche e molti con valenze virginee.

Un buon sistema per distinguerli è quello di guardarli attentamente negli occhi. Gli uni emettono onde cariche di eros, i secondi tendono sempre a guardarvi da sotto in su, con l’aria di chiedervi scusa.

Lo sguardo del Bilancia puro è diverso: di una sensualità fredda, distante e vagamente triste. Questo sguardo rappresenta la sintesi più rivelatrice e sincera della psicologia bilancina. Nel senso che Venere associata al privativo Saturno (esaltato nel segno) è responsabile d’un incolmabile rimpianto dell’Eden perduto. Quindi anche l’ispiratrice ostinata di irrealizzabili aspirazioni alla riconquista dell’armonia. Il velo di tristezza che si coglie nello sguardo bilancino è una sorta di strano miscuglio di dolore-rimpianto-inappagato desiderio di perfezione. A ben vedere il Bilancia trasmette una miriade di altri segnali in questo senso: l’amore per la musica e l’arte in generale, l’attenta cura formale del corpo, il senso dell’eleganza discreta ed estremamente raffinata sono altrettanti tentativi d’avvicinarsi a questo irraggiungibile ideale di perfezione. In certo senso, anche la sua proverbiale indecisione ha le stesse radici: le scelte fanno inevitabilmente pendere uno dei piatti della bilancia e ne compromettono l’equilibrio.

Ancora per timori di squilibri, il nativo del settimo segno è restio ad intraprendere qualunque iniziativa, compresa quella in amore. Spinto anche dall’elemento Aria che stimola la sua cerebralità, usa la ragione come filtro-difesa dalle pulsioni istintive, vissute come pericolose ispiratrici di sconvolgenti squilibri.

Se due Bilancia s’incontrano, i timori si moltiplicano per due: ne nasce un amore evanescente, d’una delicatezza estrema. Un amore che difficilmente ha in sé l’energia per mantenersi intatto nella realtà conflittuale e aggressiva di oggi. Un sentimento anacronistico che si imbatte in ardue difficoltà fin dal suo primo manifestarsi: prima che uno dei due si decida a prendere l’iniziativa passa un secolo, scandito da sguardi incerti, improvvisi e subito controllati trasalimenti… spesso il comune interesse per l’arte assume il ruolo di Cupido, sbloccando finalmente la situazione. Questi innamorati fanno, fin dall’inizio, terribilmente sul serio, ma devono ugualmente vincere strenue resistenze interiori per riuscire a varcare la soglia dell’intimità. O meglio, le loro anime sono già da tempo in intima fusione, mentre i loro corpi sono quasi degli sconosciuti. In certo senso, è ancora il timore della cacciata dall’Eden che li tiene lontani dalla mela. A meno che, naturalmente, non abbiano la fortuna di poter contare sullo zampino di qualche pianeta (preferibilmente Marte e Venere) nello Scorpione. Allora la faccenda cambia completamente e davanti a loro si schiudono i seducenti abissi degli istinti carnali. E’ una ventata d’energia in un amore straordinario ma delicato. Che rischia d’andare in frantumi se non trova, il modo di ricaricarsi. Cosa che non succede se invece le “correzioni” astrali sono virginee: il pericolo di paralisi da inibizione diventa totale. A questo punto è evidente che l’amore Bilancia-Bilancia è un bene prezioso. Ma sulle sue possibilità di sopravvivenza la prognosi è riservata.

C’è una sola eccezione. Se questa coppia appartiene a un ambiente culturale, sociale, economico privilegiato, aumentano le sue possibilità di salvarsi. Perché può permettersi il lusso di vivere in un mondo ovattato.

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ASTROLOGIA

LA DIVINAZIONE – 2

Le nostre osservazioni non tendono affatto a dimostrare l’efficacia o la verità dell’astrologia, né a criticare ingiustamente la scienza moderna e la ragione umana. Si tratta soltanto di indicare i limiti ed i pericoli d’un indiscriminata condanna dell’Astrologia in nome della nostra logica attuale o di ipotesi considerate come verità definitive.

Ciò detto, conviene anche constatare che nessun difensore dell’Astrologia ci sembra aver portato la dimostrazione sicura della verità della sua arte: se alcune coincidenze sono conturbanti, se dei risultati statistici ci obbligano a riflettere, rimane assodato, d’altra parte, che nulla di serio è stato fatto per verificare scientificamente l’esattezza dell’Astrologia. Se ci è impossibile negarla a priori, ci è anche difficile ammetterla: noi ci riteniamo in diritto di sospendere la formulazione del nostro parere fino a quando dei lavori precisi, estesi e prolungati in campo sufficientemente diversi non avranno stabilito in maniera chiara le relazioni non fortuite o, al contrario, l’assenza totale di rapporti tra i fatti ed i loro principali significati, secondo la tradizione astrologica. Queste ricerche sono da noi considerate pregiudiziali e l’importanza del loro scopo dovrebbe incitare ad intraprenderle.

I più recenti dibattiti hanno aumentato la confusione generale, a proposito delle statistiche professionali. Sono stati realizzati, per esempio, dei diagrammi che rendono conto della posizione di Marte nel caso di tremila militari o quella di altri pianeti in diversi gruppi di mestieri. Si sono così ottenuti dei risultati più o meno significativi, discutibili e, lo sappiamo, molto contestati. Facendo questo, ci si è allontanati dall’Astrologia stessa, perché nessun astrologo degno di questo nome sosterrà che la sola posizione di un pianeta possa permettere di predire l’avvenire di u individuo, neppure su un punto ben determinato. La regola d’oro di questa tradizione mantica vuole che qualsiasi giudizio provenga da un complesso di dati fra i quali figurano almeno il segno, la casa e gli aspetti.

La vita quotidiana e la più semplice esperienza confermano, d’altronde, questo principio; fra tremila militari, infatti, si possono incontrare dei soldati loro malgrado e degli uomini poco dotati per l’arte della guerra. Le vocazioni mancate non entrano nel quadro di una simile statistica, perché non tiene conto che di un solo fattore astrologico. Questo metodo di verifica costituisce quindi – rispetto alle teorie esaminate – un errore fondamentale. D’altra parte, diverse configurazioni astrali si possono riferire alla stessa professione e su questo punto anche la statistica è insufficiente. Certamente, Marte che culmina domina l’oroscopo di certi militari, ma Marte in casa VI, in buon aspetto con Giove al punto mediano del cielo, è anche indicativo del mestiere delle armi. Queste avvertenze devono spingere ad una certa prudenza nel maneggio delle statistiche stabilite.

Il lavoro recentemente proposto da M. André Barbault, Vice Presidente del Centro Nazionale d’Astrologia, ci sembra più fruttifero. Queste ricerche consisterebbero nella riunione e nel confronto degli oroscopi di individui che hanno presentato delle tendenze e subito dei destini analoghi: per esempio degli assassini sadici, dei re deposti, dei celibi; e nel trovare nei loro temi delle configurazioni astrologiche identiche. Ma i fatti dovrebbero, secondo il nostro parere, essere rigorosamente precisati e circoscritti. Prendiamo infatti l’esempio dei celibi: un simile gruppo ci sembra troppo eterogeneo per esser scelto. Infatti, un uomo rimane celibe per dei motivi differenti e non si vede quale comune misura vi possa essere tra il celibato per misoginia, o per deformità fisica od anche per impotenza sessuale o per eccessivo gusto della libertà. I significatori astrologici di questi destini sono diversi ed occorrerebbe, prima di procedere all’esame loro, fare una distinzione preventiva di questi differenti aspetti del celibato.

In un’inchiesta del genere, d’altronde, i fatti sono più interessanti a classificare degli stati. L’atto di uccidere un individuo mutilandolo, o, per un re, la perdita del trono, sono avvenimenti definiti, i quali, anche se dipendono, nell’interno della loro categoria, da cause o da situazioni variabili, rimangono tuttavia dei dati paragonabili. Due mestieri simili o due celibati, viceversa, non sono necessariamente degli stati identici.

Studiando un numero sufficiente di casi riguardanti un fatto ben determinato e paragonando fra loro gli oroscopi, si metterebbero in evidenza, forse, certe analogie sorprendenti, delle quali sarebbe facile, d’altronde, calcolare la probabilità di coincidenza. Partendo da un certo numero d’operazioni di questo genere, si otterrebbero due risultati: in primo luogo, si saprebbe finalmente in maniera sicura, basandosi su documentazioni sperimentali, se l’Astrologia possiede qualche valore obiettivo, se ci è permesso concederle credito se, viceversa, dobbiamo considerarla una lunga aberrazione dello spirito umano. In secondo luogo, noi non conserveremmo regole tradizionali che non fossero solidamente confermate dall’esperienza scientifica.

2 CONTINUA

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