Il Santo del Giorno

San Giovanni da San Facondo Gonzalez de Castrillo

Nome: San Giovanni da San Facondo Gonzalez de Castrillo

Titolo: Sacerdote eremita agostiniano

Nascita: 1430, San Fagondez, Spagna

Morte: 11 giugno 1479, Salamanca, Spagna

Ricorrenza: 11 giugno

Martirologio: edizione 2004

Tipologia: Commemorazione

S. Giovanni nacque a San Fagondez, nel regno di Leone in Spagna, da Giovanni Gonzales de Castrillo e da Sanca Martinez ambedue ragguardevoli per nobiltà di schiatta, e per meriti di virtù: fu ottenuto da Dio per le loro buone opere e le assidue preghiere essendo essi rimasti per lungo tempo senza figliuoli.

Fin dai primi anni S. Giovanni diede mirabile indizio della sua futura santità, perchè sovente da qualche luogo elevato predicava agli altri fanciulli per esortarli alla virtù ed al culto di Dio o per comporre i loro dissidi ed indurli alla pace. In patria fu affidato ai monaci benedettini di S. Facondo afTìnchè lo iniziassero ai primi elementi delle lettere. Abbracciato lo stato ecclesiastico, fu ammesso tra i familiari del Vescovo di Burges, il quale gli diede prova di grande stima, lo ordinò sacerdote e gli conferì un canonicato della sua cattedrale. Giovanni era investito contemporaneamente di tre piccoli benefici ecclesiastici, la cui nomina era riservata all’Abate di S. Facondo. Questa pluralità di benefici sarebbe stata illegittima, nel caso che ciascuno fosse stato sufficiente all’onesto sostentamento del giovane sacerdote.



La condotta di Giovanni era sempre stata irreprensibile e ben superiore a quella della comune dei cristiani. Pur tuttavia, quando la grazia gli ebbe illuminata la mente e tocco il cuore, il giovane riconobbe che gli mancava molto per essere vero discepolo di Cristo. Vide in sè grandi difetti, dei quali intraprese subito con ardore l’emendazione. Incominciò col chiedere al Vescovo il permesso di rinunciare ai suoi benefici. Potè riuscirvi con grandissime difficoltà: per sè non si riservò che una piccola cappella, dove celebrava la Messa ogni giorno, predicava sovente e insegnava i misteri della fede agli indotti.

La povertà, la mortificazione e il ritiro divennero le sue più care delizie. Discendeva nel fondo della sua anima, per conoscerne perfettamente lo stato, ed imparò dall’esperienza che tutti i piaceri del mondo sono nulla in paragone di quei puri godimenti, che si provano nell’esercizio della preghiera, della meditazione e della virtù predicata dal Vangelo.

Il desiderio di perfezionarsi sempre più lo spinse a domandare al suo Vescovo il permesso di ritirarsi a Salamanca, ove attese per lo spazio di quattro anni allo studio della teologia. Di poi chiamato alla direzione delle anime nella parrocchia di S. Sebastiano, vi produsse frutti meravigliosi colle frequenti istruzioni che vi teneva. Dimorava in quel periodo di tempo presso un canonico virtuoso dove potè praticare grandi austerità per ben nove anni. Colpito dalla malattia della pietra, sopportò per lungo tempo dolori indescrivibili.

Alla fine si assoggettò all’atto operatorio e appena guarito stabilì di lasciare interamente’ il mondo e di ritirarsi nel monastero di S. Agostino a Salamanca. Quivi si fece religioso nell’anno 1463. Questo convento di eremitani era allora assai fiorente per severità di osservanza: ma Giovanni novizio vi sorpassò i più provetti nell’obbedienza, nella sottomissione e nella veglia ed orazione. Essendogli stata allora affidata la cura della cantina, gli bastò toccare un piccolo fusto di vino per attingerne un anno intero per tutti i religiosi. Compiuto il noviziato fece la sua professione solenne il 28 agosto del 1464.

Avendogli i suoi superiori ordinato di esercitare il dono che aveva ricevuto per la predicazione, annunciò la parola di Dio con zelo straordinario. Parlava con tanta forza ed efficacia, che ben vedevasi essere la sua mente illuminata dalla più pura luce della fede ed il suo cuore acceso del più grande fuoco di carità verso Dio e verso il popolo. Così trascorse tutto il restante della sua vita nella predicazione della parola di Dio, della confessione e della direzione delle anime raccogliendo frutti incomparabili di bene e di santificazione.

Infine caduto infermo predisse il giorno della morte, e ricevuti devotissimamente i sacramenti della Chiesa, terminò la sua mortale esistenza l’11 giugno del 1479. Glorioso per molti miracoli prima e dopo la morte, fu beatificato da Clemente VIII nel 1601 e canonizzato nel 1690 da Alessandro VIII. Benedetto XIII infine ordinò che il suo ufficio fosse inscritto nel Breviario romano al 12 giugno.

PRATICA. Tutti i giorni, per quanto mi sarà possibile, ascolterò devotamente la Santa Messa.

PREGHIERA. San Giovanni da Fecondo pregate per noi.

MARTIROLOGIO ROMANO. A Salamanca in Spagna, san Giovanni da San Facondo González de Castrillo, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino, che attraverso colloqui privati e con la santità della sua vita riportò la concordia tra i cittadini divisi in sanguinarie fazioni.

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